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Più che altro per non dimenticar(Si)


Digger

Un’altra giornata tremenda, come troppe ce ne sono in questo periodo e Tom Cruise pronto ad alleviare per almeno un paio di ore il senso di frustrazione e di spossatezza che uscendo dal cancello del mio posto di lavoro, mi schiaccia e mi rende ancora più rasoterra di quanto io non sia per natura. Sì, proprio come Tom, che per noi bassi è sempre stato un motivo di coraggio. Essere alti non è obbligatorio per essere fighi.

Entro nella sala quando mancano circa dieci minuti all’inizio della proiezione e sono solo. Sarebbe veramente un sogno avere la sala tutta per me, visto che nelle ultime occasioni c’era sempre qualcuno che maleducatamente interferiva con il mio piacere del cinema, in particolare quella signora un po’ radical chic che durante la visione di Heart of the beast, scrollava sul suo cazzo di smartphone continuamente, le foto e le chat di Whatsapp, con dei caratteri così grandi che potevo leggere anch’io i suoi messaggi da due fila sopra.

Inizia la pubblicità, gli ultimi trailer, calano le luci e sono ancora solo. No, non può essere, penso dentro di me e mentre le prime immagini del film iniziano a scorrere sullo schermo, posso crederci e godermi la magia di essere l’unico in sala. Mi era già capitato tempo fa, ma questa volta devo dire che la cosa mi rende davvero felice: è la serata in cui questo è quello che ci voleva proprio.

Ed eccoci dunque alle prese con quello spaccone esoso e pacchiano di Digger Rockwell, che è poi Tom Cruise e solo dopo diverse decine di minuti in cui non si sa se ridere o piangere, ma io mi diverto eh sì, mi diverto eccome, ecco che scopriamo che in realtà stiamo vedendo in azione Curtis Markston, attore impegnato a ricoprire il ruolo di Digger nell’acclamato spettacolo Fossil Fools; show che racconta il disastro ambientale di alcuni decenni prima causato proprio dalle attività di estrazione petrolifera del petroliere interpretato da Cruise o se preferite da Markston.

Il taglio satirico dello spettacolo rende tutti i protagonisti delle autentiche macchiette e anche a me, che sono in sala, viene da pensare che forse sia un po’ troppo. Gli americani spacconi e guerrafondai e spesso stupidi; gli europei paraculi e vanitosi, più intenti a raccontarsela per uscirne immacolati, che a risolvere veramente i problemi. L’ambiente che viene distrutto dalla spietatezza del mercato e dalla bulimia umana.

Le critiche verso il sistema capitalistico, i dialoghi, i personaggi, sono gonfiati al massimo e così la loro morale o meglio: il loro moralismo. Sono tutti così spropositati che Curtis esplode, perché tutto gli sembra una pagliacciata e in effetti, come dargli torto. Ma come dare torto anche a chi è stanco di soffrire per quello che ha subito e vuole poter disinnescare, almeno per qualche minuto il dolore, ridendoci su. Piangendo, amaramente, ma ridendoci su. Ridendo dei personaggi grotteschi che hanno permesso il disastro che ha sconvolto le loro vite. O forse vogliono altro? Forse é una sottile forma di vendetta e quindi di risarcimento morale, ciò a cui ambiscono?

Lo spettacolo è un successo anche questa volta: perché sono anni che va in scena e questo è solo l’ultimo adattamento. Il pubblico va in visibilio, prima di tornare al lugubre scorrere della realtà, che purtroppo, come spesso accade, riesce a superare la fantasia.

Un film che leggendo in giro, in tanti stanno criticando e ne capisco i motivi, anche se non li condivido minimamente. Un film che spezza la seriosità, ma non la serietà sul tema della crisi climatica e ambientale che sempre più riguarda il nostro mondo e che ci fa smarrire nella delirante ingordigia dell’uomo, ci fa ridere, divertire, compatire, giudicare i personaggi esasperati, ma proprio per questo potenti. Ma non stiamo forse ridendo un po’ di noi? Non ci stiamo compatendo? La potenza non è solo nei protagonisti di Fossil Fools, ma lo è il ponte fra noi e loro, cioè quelli della pellicola stessa, che emergono in continuità con la spietatezza dei “cattivi” dello spettacolo, quando esultano, non certo umanamente, per la fine nefasta di Digger.

Un film bellissimo per com’è strutturato, che confonde fra reale e mistificazione a tal punto che è evidente la linea continua fra i due livelli. Interpretazione sublime di Tom Cruise soprattutto nei panni di Digger, ma profondo e convincente anche nel ben più misurato, ma pur sempre americanissimo Curtis. Una linea, quella del grottesco per raccontare l’Umanità del ventunesimo secolo, che si era già vista in Don’t Look Up, forse più commedia, ma non meno inquietante, ma che qui trova forza e voglia di lasciare il segno. Perché, per l’appunto, purtroppo la realtà spesso arriva a superare la fantasia, la satira e la rappresentazione teatrale. Nonostante quello, noi uomini, pare proprio non siamo in grado di tenere a freno i nostri istinti peggiori, che gira e rigira sono proprio quelli che ci stanno portando a distruggere il mondo in cui viviamo: avidità, crudeltà, menefreghismo, bullismo, supponenza. O forse basterebbe solo dire: stupidità.



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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