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Più che altro per non dimenticar(Si)


Coyote Vs. Acme

È ormai passata una settimana da quando sono tornato al cinema e l’ho fatto per distrarmi un po’ dal periodaccio lavorativo (era il martedì sera della settimana del CERSAIE). Per solleticare un po’ il buon umore rabbuiato dalle vicissitudini del periodo, cosa poteva esserci di meglio che tornare a godere delle sventure dell’amico Willy Coyote (per noi italiani, perché in realtà i lnome del personaggio sarebbe Wile E. Coyote)? Un mito per chi come me è cresciuto con gli improbabili inseguimentiva Beep-Beep (Road Runner) e soprattutto i temerari tentativi di cattura del pennuto, coadiuvati dai marchingegni della ACME. Esiste davvero la ACME? Ovviamente no, anche se qualcuno ha voluto credere di sì e in questo lungometraggio a metà fra l’animazione e attori in carne ed ossa viene messa sul banco degli imputati.

La trama è semplice e ripercorre lo standard del piccolo cocciuto, che per amore di giustizia sfida il grande malvagio. Davide contro Golia, di nuovo, con tutto il moralismo e il sentimentalismo all’americana in sottofondo. Ma quando c’è Willy di mezzo, come fare a non ridere più che di lui, con lui? E così lo sbrodolamento necessario a far girare la trama passa totalmente in secondo piano.

Infatti lo scopo della pellicola diretta da Dave Green viene raggiunto. Si rinverdiscono (scusate il facile gioco di parole con il cognome del regista…) i fasti di una delle saghe più amate da noi bimbi degli anni ’70/’80 del secolo scorso. Anche se bisognerebbe andare ben più indietro negli anni, visto che il primo episodio di uno dei più proficui dualismi della Lonely Tunes, risale addirittura al 1949. Beep-Beep c’è all’inizio e alla fine, quasi a sorpresa, ma Willy è la vera star e lo dimostra anche in questo caso.

Come al solito il nostro Coyote preferito soccomberà o giustizia sarà fatta? Questo ovviamente non ve lo posso dire, per non rovinarvi la sorpresa o come dicono quelli giovani, per non spoilerare, ma quello che non ho difficoltà a dirvi e che non sono riuscito a stare fermo sulla poltrona senza ridere a crepapelle, proprio come da ragazzino, quando assieme ai miei fratelli o ai miei amici mi capitava sul divano di casa e la televisione sintonizzata sugli episodi dell’interminabile saga, in cui il fatto di sapere già come sarebbe andata a finire, non riusciva a rovinare il divertimento, anzi.

Poi uscendo dalla sala mi sono sentito vecchio, ma questa volta fortunato in quanto tale, grazie a dei ragazzi di una trentina d’anni o poco meno che parlando fra loro dicevano “ma avete visto quel signore davanti a noi quanto s’è divertito? Chissà cosa ci trovano di tanto divertente i vecchi in questi personaggi…sono venuto su consiglio di mio padre, ma non mi ha fatto ridere per niente”. Eh , sì: quel signore davanti a loro ero io e per una volta mi è venuto da dire quello che di solito non sopporto sentir dire “ma che ne sanno i millennial…”.

Azzeccatissima la scelta di lasciare i disegni come gli originali, di non ritoccarli, ma lasciarli con il loro spirito old school. Bravi!

Purtroppo il CERSAIE non mi ha risparmiato nemmeno quest’anno, ma almeno il mercoledì mattina mi sono presentato allo stand con un ghigno divertito e un po’ di quella sciocca allegria regalata da uno dei personaggi più clamorosi di tutta la storia dei Cartoons.

Non aspettatevi niente di più di quello che Willy ci ha sempre regalato, ma proprio per questo, se potete, non perdetevelo: sempre che siate abbastanza vecchi per potervelo godere.



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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