Lo so, arrivo con enorme ed epocale ritardo alla visione di questa serie TV, uscita con la prima stagione addirittura un paio di lustri fa. La vedevo girare nella Home Page di Netflix, ma mi puzzava di stronzata…”molto italiana”. Poi qualche settimana fa arriva l’endorsement da parte di un amico a cui chiedo consigli spesso e mi dico, perché non provare, visto che sono in un momento di noia assoluta dal punto di vista delle visioni. Nulla mi ispira, nulla mi attira…
Beh, seguo il consiglio e devo dire che Stanis ha proprio ragione: “molto italiana”, ma non nel senso spregevole che il personaggio interpretato da Pietro Sermonti, da spesso a questa sua affermazione. Proprio nel senso che fa masticare amarissimo su come girano le cose nel nostro paese.
Può risultare quasi esasperante e caricaturale, ma c’è chi dall’ambiente dello spettacolo mi assicura che le cose non sono nemmeno così gonfiate come potrebbe apparire.
La linea superficiale della serie è godibile e sbarazzina, ma onestamente se non si ha voglia di entrare e lasciarsi amareggiare con le classiche risate a denti stretti di Settimana enigmistica memoria, temo che si richierebbe la noia dopo pochi episodi.
Una comicità che va sempre a braccetto con la critica feroce e spietata al sistema di relazioni, connivenze e opportunismi che regola il mondo dello spettacolo italiano e ovviamente non solo quello. Solo se si scende al gradino inferiore e si analizza quanto grotteschi possiamo essere e purtroppo, spesso, sappiamo essere, allora si riesce a carpire il senso delle tre stagioni che sono state girate fra il 2007 e il 2010 (!!!).

Se vi state chiedendo se mi senta fuori luogo a parlare di una serie TV uscita in un’altra era televisa, posso solo rispondere con quello che ormai ripeto da anni quando si parla di “nuovo”: il nuovo è tutto ciò che non si è visto, ascoltato, letto. Inseguire l’attualità spesso porta a perdere chicche che per un motivo o per l’altro si erano perse per strada e Boris entra a pieno titolo negli esempi lampanti che potrò portare da qui in poi.
Lo scetticismo iniziale si è infatti sciolto molto velocemente e così mi sono bevuto le tre stagioni composte ciascuna da quattordici agilissimi episodi di massimo 30 minuti l’uno (formato delizioso!!!), gustandomeli tutte d’un fiato , fra risate e riflessioni.
Vari i cameo di spessore all’interno della serie, come quelli di Paolo Sorrentino, del compianto Sergio Fiorentini, Roberto Herlitzka, Marco Giallini, ma soprattutto e non me ne vogliano gli altri di Corrado Guzzanti che così va a fare il paio con la sorellina Caterina, che della serie è una delle interpreti principali assieme a Francesco Pannofino.
Boris è una piccola chicca che mi ero perso, dunque e che v’invito a recuperare se come me l’avete fino ad oggi snobbata, ma mi raccomando, non cercateci la comicità di Friends e le battute molto “italiane”, perché qui non le troverete. La qualità a qualcuno non piace e qui lo raccontano molto bene…se avrete voglia di arrivarci in fondo.

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