Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Consiglio Comunale di Sassuolo – 26 III 2019

LO STREAMING DELLA SEDUTA DAL CANALE YOUTUBE DEL COMUNE DI SASSUOLO

È veramente da parecchio tempo che non riporto della mia attività politica nel Consiglio Comunale della mia Città su questo blog. I motivi? Per prima cosa vicissitudini legate direttamente all’attività stessa e negli ultimi mesi anche di salute, mi hanno fatto parecchio rallentare la mia attività. Poi in quest’ultimo periodo, complice uno stato personale più consono e forse anche una voglia di recuperare i mesi in cui non ho trovato le forze e ahimè nemmeno la voce per dire la mia durante le sedute dello scorso autunno/inverno, mi hanno portato a riprendere in mano alcune delle tematiche che ho maggiormente seguito in questi cinque anni di mandato consiliare. Sicuramente ha influito molto anche la consapevolezza che questa preziosa opportunità verrà meno a brevissimo, visto che nessuno mi ha chiesto di candidarmi alle prossime elezioni in programma nel maggio prossimo e quindi non potrò più partecipare ai lavori in Consiglio (l’alternativa era quella di formare una lista “mia”, cosa che ritengo assolutamente fuori dalla mia portata). Magari un giorno mi verrà voglia di scrivere a ‘mo di riassunto finale di questa lunga e importante esperienza di vita, ma per il momento vorrei limitarmi a parlare della seduta di ieri sera, dove ho avuto modo d’intervenire in parecchie occasioni, dopo aver presentato due interrogazioni (esaminate) e un Ordine del Giorno, ahimè non discusso visto che l’ora tarda ha fatto propendere la Presidenza per la sospensione (a dire il vero su più che esplicita volontà della maggioranza dei Consiglieri ancora rimasti in aula).

Di seguito il testo delle interrogazioni (sotto anche il link per la versione PDF), presentate e qualche commento in base alle risposte fornite:

INTERROGAZIONE Oggetto : Piano urbano del traffico (PGTU)

Premesso che:

La redazione del Piano Urbano del Traffico (PUT) è obbligatoria per i comuni con più di 30.000 abitanti (art. 36 nuovo Codice della Strada).

Le Direttive per la redazione dei PUT (Ministero LL.PP.; G. U. n° 77 del 24/6/1995) prevedono che essi debbano in certi casi occuparsi della “gestione ottimale del sistema di trasporto pubblico collettivo stradale”. Divengono così Piani della Mobilità.

Sono obbiettivi del PUT il miglioramento delle condizioni di circolazione e di sicurezza, la riduzione degli inquinamenti atmosferico ed acustico da raggiungere con provvedimenti in accordo con gli strumenti urbanistici e nel rispetto dei valori ambientali.

Il PUT è articolato in tre livelli di progettazione:

  • Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU);
  • Piani Particolareggiati;
  • Piani Esecutivi.

Esso doveva essere adottato entro un anno dalla emanazione delle Direttive, cioè entro il 24/6/1996 Più ampi sono i margini per completare l’iter di approvazione e per redigere ed approvare Piani Particolareggiati e Piani Esecutivi. Il PUT deve essere aggiornato ogni due anni.

Il PGTU deve contenere:

  • il piano di miglioramento della mobilità pedonale (zone ed itinerari pedonali, ZTL, protezione attraversamenti etc.)
  • il piano di miglioramento della mobilità dei mezzi collettivi (riorganizzazione degli itinerari e dei servizi nel caso di un piano della mobilità , corsie riservate, itinerari protetti, attrezzaggio dei “nodi di interscambio” e delle fermate etc.)
  • il piano di riorganizzazione della rete primaria di circolazione dei veicoli privati (schema generale di circolazione viabilità primaria assegnazione precedenze ed accorgimenti per il miglioramento della sicurezza)
  • il piano di riorganizzazione della sosta delle autovetture (politiche della sosta anche conseguenti alla classificazione della rete viaria)
  • l’identificazione dei più importanti e prioritari Piani Particolareggiati con gli obbiettivi e le linee guida per ciascuno di essi.

L’adozione del PGTU da parte del Consiglio Comunale è un riferimento forte per la gestione del traffico urbano: la sottrae all’improvvisazione di assessori e tecnici ed alle pressioni di potentati e comitati; ciò è tanto più importante quanto più provvedimenti, anche di modesto impegno, possono avere nel tempo effetti rilevanti sulla vita della città.

La base documentaria, strumentale, disciplinare e metodologica necessaria diviene riferimento stabile e comune per tutti i soggetti interni ed esterni all’amministrazione; l’organizzazione della mobilità e del traffico cessa di essere materia da chiosco degli sportivi per essere quello che è: una espressione significativa della convivenza civile e del “patto di cittadinanza”.

La redazione del PUMS a livello di unione dei comuni ha sicuramente un valore importante ma trova applicazione a livello comunale solamente se si inserisce in progetto di programmazione che passa anche dal piano urbano del traffico. 

SI CHIEDE:

       A quando risale l’ultima redazione del piano del traffico per il comune di Sassuolo?

–        L’amministrazione oltre alla progettazione di uno strumento non obbligatorio come il PUMS  ha portato avanti , come ad esempio nel limitrofo comune di Fiorano Modenese la progettazione obbligatoria per legge del PGTU?

–        Il Comune di Sassuolo ha dato incarichi di progettazione del PGTU? Se si con quale spesa ed in quale data?

–        Vista la situazione spesso critica del traffico sassolese, la difficoltà segnalata in numerosi quartieri relativa a problemi di parcheggio, di macchine parcheggiate in divieto di sosta (in particolare su piste ciclabili e marciapiede), di velocità eccessive e di pericolo per la sicurezza dei pedoni; oltre che la qualità dell’aria eufemisticamente definibile pessima anche a causa del traffico stesso, l’amministrazione non ritiene questo uno strumento ormai fondamentale e prioritario per migliorare la vivibilità e per contribuire a prendersi cura della salute pubblica dei cittadini?

–        In che tempi l’amministrazione pensa di dotarsi di questo strumento di pianificazione?

Interrogazione pgtu PDF

Forse non tutti sapranno che in quest’ultimo periodo è stato presentato il PUMS, ovvero il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, non obbligatorio per i comuni delle dimensioni di quelli del Distretto Ceramico. Cosa buona e giusto, a mio avviso, è stato decidere di unire le forze e condividere la creazione di questo importante strumento per i Comuni di Fiorano Modenese, Formigine, Maranello e Sassuolo. L’approvazione è prevista in uno dei punti all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale in questione, quindi mi sento in dovere di chiedere, visto che questo strumento meraviglioso ma non obbligatorio e su cui si sta tanto spingendo a livello mediatico, può vedere la luce solo se “dal libro dei sogni”, con volontà ferrea e spesso con decisioni impopolari, non sia ancora stato redatto un documento come il PGTU (Piano Generale Traffico Urbano), al contrario obbligatorio e in attesa da più di 20 anni: già Sassuolo non si è ancora dotato di questo strumento che in linea teorica doveva essere pronto nel 1996…non mi sono sbagliato a digitare1996… non so voi, ma a me la cosa fa parecchio impressione e anche un po’ arrabbiare, viste le condizioni in cui è ingabbiata Sassuolo da anni: macchine ovunque, quasi 7000 permessi ZTL per circa 1000 abitanti e meno di 200 attività nella già risicata zona a traffico limitato (di fatto una ZTL solo formale e per accorgersene basta camminare nelle vie in essa incluse, ma occhio a non essere investiti dal costante traffico), parcheggio selvaggio con Vigili che alle proteste per le ciclabili ed i marciapiedi utilizzati come posteggio, rispondono che è una situazione consolidata e bisogna portare pazienza e si potrebbe andare avanti per ore per descrivere una situazione allucinante che diventa davvero insostenibile quando ad esempio si è nei pressi, ad esempio, di una scuola nei momenti di entrata ed uscita degli studenti: invece che proteggere i nostri figli e la loro salute, a causa della pigrizia e la stupidità di alcuni, noi tutti dobbiamo tollerare che questi momenti si svolgano dentro ad un’autentica camera a gas. 

Ma torniamo all’interrogazione: la risposta che l’Assessore Pasquale del Neso mi fornisce è per buona parte lontana dalle mie domande. A tutte viene data una risposta piuttosto sintetica, ma in compenso si da molto spazio a raccontare quella che io ho poi definito la lista della spesa, ovvero una serie di interventi che l’amministrazione ha in effetti messo in atto su parchi, ciclabili e asfaltature…ma io avevo chiesto del PGTU e a differenza di quanto mi viene detto dall’Assessore, non è vero che questo è sottostante il PUMS: senza il primo come fare a realizzare le meravigliose cose scritte nel PUMS? Le mie deduzioni, che poi ho riferito nella mia replica? Che la tanto sbandierata “sensibilità” sui temi legati alla viabilità sostenibile sia assolutamente smentita dall’incapacità o meglio dalla mancanza di volontà politica di attuare misure che potrebbero scontentare una buona parte dell’elettorato e quindi fare perdere consensi all’amministrazione. Ma può l’interesse elettorale giustificare la mancanza di rispetto dei propri doveri, soprattutto su un tema che ha pesantissime ricadute sulla salute pubblica e sulla qualità della vita dei cittadini, nonché sulla valorizzazione turistica e commerciale del nostro territorio, in particolare del Centro Storico? Ammetto che il tentativo di eludere la mia domanda, mi indispone parecchio e non la mando a dire all’Assessore, che a microfoni spenti mi appioppa pure dell’arrogante e della persona con cui preferisce non parlare, “perché con me non si ragiona”: diciamo che sono uno a cui non va di essere preso in giro e se al ristorante chiedo di portarmi i cappelletti, non mi va di sentirmi rispondere, sensa senso rispetto alla mia domanda, che possono portarmi un’ottimo lambrusco economico, ma gradevole…ma i cappelletti, me li portate o no, nel menù ci sono…ci sono o no? La risposta era semplice: la risposta è no! Il PGTU non c’è e senza quello (obbligatorio e veramente vincolante), vedendo la superficialità e l’assoluta mancanza di visione d’insieme rispetto a come sono stati trattati i temi legati alla mobilità della Città da questa, ma anche dalle precedenti amministrazioni, può sorgere il sospetto che il PUMS (non obbligatorio e assolutamente non vincolante soprattutto senza strumenti come il PGTU), sia solo utilizzato strumentalmente come specchietto per le allodole, visto che viene presentato a soli due mesi dalle amministrative e quindi in pienissima campagna elettorale? A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si prende e se due indizi fanno una prova, di fronte ad un mucchietto di indizi, forse sarebbe ingenuo non pensare che c’è poco da essere ottimisti per il futuro prossimo? Soprattutto che la risposta che mi è stata data era in realtà solo una risposta a domande che io non avevo fatto, perché dire semplicemente, che no, ciò che si doveva fare non è stato fatto, lo capisco, in campagna elettorale, fa brutto…beh, fa brutto anche prendere in giro la gente ed alla fine la verità, per chi la vuole ascoltare è emersa.

La seconda interrogazione è invece legata all’ormai storicamente irrisolta questione di Piazza Martiri Partigiani, per molti sassolesi semplicemente Piazza Grande. Ecco i ltesto e come prima in calce il link per la versione PDF:

INTERROGAZIONE Oggetto : Progetto e rifacimento di Piazza Martiri Partigiani

PREMESSO CHE:

Nel giornalino comunale  Tm/S n° 1 di aprile 2018 il Sindaco annunciava il reperimento dal  Ministero di 700.000 € per il rifacimento di piazza Martiri Partigiani, a cui andava aggiunto oltre un milione destinato al progetto dalla Fondazione Cassa di Risparmio ed il provento della vendita di un immobile.    

Da allora è sceso di fatto l’oblio su questo importante progetto: fondamentale per dare corso anche nella nostra città alla crescente richiesta da parte di larga parte della cittadinanza di spazi che possano offrire maggiore vivibilità e fruibilità del cuore del centro storico; diminuire in modo importante l’impatto deleterio per la salute pubblica del traffico veicolare in quella zona; liberare la Piazza dall’ingombrante ed antiestetica presenza di automezzi parcheggiati e quindi valorizzare l’intera area dal punto di vista commerciale e sotto il punto di vista della sicurezza per la cittadinanza e del tanto richiamato decoro, restituendo inoltre la Piazza al naturale ruolo di punto di aggregazione ed interscambio culturale, commerciale, storica e sociale.

SI CHIEDE:

  • Da chi è stato realizzato questo progetto?
  • Il comune è già in possesso di tutti i pareri e le autorizzazione necessarie in particolare quello della Soprintendenza?
  • Se si in quale data sono stati rilasciati questi pareri?
  • Il comune ha la copertura economica necessaria per questo progetto e a quanto ammonta?
  • Cosa prevedere il progetto oltre al rifacimento della pavimentazione?
  • Questo progetto prevede l’eliminazione di parcheggi e se sì di quanti?
  • In base a questo progetto è previsto l’ampliamento della ZTL della zona pedonale cittadina?
  • Il progetto prevede modifiche all’area mercatale?
  • In che tempi e con quale modalità l’amministrazione intende realizzare il rifacimento di Piazza Grande?

Interrogazione progetto Piazza Grande PDF

Qui risponde il Sindaco e lo da come suo stile in modo molto puntale, ma anche parecchio burocatico. Le risposte ci sono tutte, anche se emerge che in realtà il progetto non prevede l’eliminazione di tutti i posti auto dalla piazza, ma solo di una parte di essi (quanti si deciderà…), quindi di fatto anche se solo per una parte (piccola, grande? Mah…), si è pronti a ripetere l’errore di Piazzale Avanzini. Anzi, più che di errore io ho parlato e continuerei a parlare di spreco: perché spendere soldi per la riqualificazione della pavimentazione per poi tracciare linee blue e rimettere auto a sostare e quindi a coprire e insozzare con olio e sgommate opere di pregio e costose per la collettività? Qualcuno potrebbe usare il vecchio adagio “perle ai porci” e credo che per quanto cruda sia la definizione, non si discosterebbe da ciò che in effetti è. Rimane il fatto che sull’annosa questione di Piazza Martiri Partigiani non emerge la chiara volontà di svoltare in modo definitivo e secco dalla funzione di squallido parcheggio. Come dicevo già sopra i precedenti in mancanza di risposte nettamente a favore di una visione che escluda le auto, non lasciano ben sperare. Se mi sbaglio sono felice, ma come dicevo prima i precedenti non sono confortanti e tanto meno lo sono state le risposte, per quanto tecnicamente soddisfacenti. In questa fase ci si mette anche la Consigliera Prof.ssa Severi a parlarmi sotto: brutta abitudine quella del non rispettare le regole e dire che da un’Insegnate stimata come la rappresentante di Forza Italia, ci si aspetterebbe che da questo punto di vista un comportamento irreprensibile, ma si vede che le porte del Consiglio Comunale la trasformano da Doct. Jeckyll a Mr. Hyde, perché di Signorile e di Magistrale nel suo comportamento in questo, come in numerosi altri casi fra le mura della Sala Consiliare, non v’è proprio nulla, anzi, come detto esplicitamente in risposta alla sua reiterata condotta, non c’è che da parlare di altro se non di maleducazione. Ho molti difetti e immagino di non poter ambire alla Signorilità che in altri momenti la Sig.ra Severi ha certamente modo di mettere in mostra, ma quello di rendermi partecipe della trasformazione del Consiglio Comunale nel Bar Sport non mi appartiene: capisco che certe persone siano lì da una vita (eh…vogliamo parlare anche di questo?) e che magari per loro sia un po’ davvero come andare al Bar, ma io continuo a volerlo pensare come la massima istituzione politica cittadina.

Il Consiglio Procede e decido d’intervenire anche sulla presa datto relativa al piano finanziario e la gestione dei rifiuti. Più che sul piano finanziario, mi concentro sul servizio con questo intervento base su cui poi sono accorse alcune improvvisazioni:

Leggendo qualche giorno fa l’ultimo numero del Giornalino del Comune, mi è balzato agli occhi a proposito dell’argomento in questione,  lo spazio titolato “Ambiente” a cui è allegata anche una tabella coi dati relativi alla raccolta differenziata dal 2010 ad oggi:

  • 2010: 58,3 %
  • 2011: 61,8 %
  • 2012: 59,7 %
  • 2013: 58,2 %
  • 2014: 58,3 %
  • 2015: 61,1 %
  • 2016: 61,8 %
  • 2017: 64,1 %

Questi dati inequivocabilmente ci dicono che è in effetti vero che dal 2014 ad oggi il servizio ha avuto un progressivo miglioramento, ma direi che smentiscano in modo altrettanto inequivocabile la definizione “più che egregio”. che sempre in quello spazio viene attribuita al risultato ottenuto. Dico questo leggendo fra le righe del piano regionale dei rifiuti, dove si dice chiaramente che gli obbiettivi da raggiungere entro il 2020 per la raccolta differenziata dovrebbero attestarsi al 79% per la nostra zona. Essere in deficit di quasi il 15% rispetto al limite minimo fissato e da raggiungere a meno di due anni da ora, quando in 5 anni si è coperto un gap di soli 5,8 punti percentuali, mi pare sia più vicino alla definizione di  “risultato insufficiente”. Opinioni? Beh, i numeri mi pare parlino chiaramente.  

In certi momenti, serve decisione, idee chiare, credere nella bontà delle soluzioni senza farsi rapire dalla paura di perdere consensi:  la pavidità nella gestione si paga in tutti i settori e questa amministrazione ha dimostrato di limitarsi troppo spesso all’ordinario su temi sensibili e di effettiva difficoltà nella gestione di comunicazione alla cittadinanza, quando era invece chiesto un salto di qualità necessario per il bene della comunità. A volte si devono fare scelte impopolari, ma necessarie.  Nascondersi dietro alle mancanze del gestore, ad esempio, è un gioco che alla lunga lascia il tempo che trova e rende palese la verità: la mancanza di volontà chiara e di programmazione politica vera su temi come quello della raccolta differenziata!

Diciamolo chiaramente:  diventa inaccettabile il volersi nascondere dietro il ritardo con la gara di Atersir , quando basta allungare lo sguardo fuori dai nostri confini comunali e vedere che altre realtà come Terre di Castelli, Bomporto, Castelfranco, giusto per citare alcuni comuni della provincia che hanno già iniziato da tempo le sperimentazioni, la tariffa puntuale, il porta a porta, cioè a fare semplicemente ciò che qui ci viene sempre venduto come impossibile e non si capisce proprio il perché, visto che si tratta semplicemente di ciò che è necessario e doveroso fare e poco lontano non certo magicamente, ma concretamente realizzabile.

Al di là di questi paralleli che immagino già mi si vorranno contestare, perché  a sentire certi commenti e certe motivazioni, Sassuolo pare sempre avere quel non so ché di strano che renda impossibile tutto ciò che altrove è invece normale, ripeto ciò che è incontestabile: Il piano regionale dei rifiuti parla chiaro e altrettanto lo sono le responsabilità in tal proposito di chi si accolla la volontà di amministrare il nostro Comune! Gli obbiettivi sono tariffa puntale al 79% di raccolta differenziata entro il 2020 e noi siamo fermi al palo con un misero 64%. Come possiamo definire questo come un più che egregio risultato? A livello di miglioramenti se n’è avuto giusto uno, a dire il vero piuttosto risicato, proprio in virtù delle sperimentazioni sul porta a porta nelle zone industriali. Ribadisco ancora che guardando la tabella pubblicata sul giornalino del Comune e quindi il trend degli ultimi anni appare a dir poco illusorio sperare in un così rapido recupero che si otterrebbe, forse, solo con un cambio radicale del sistema di raccolta. È la politica in primis a doverlo volere!  Vanno fatte le scelte necessarie, per  produrre meno rifiuti e aumentare la raccolta differenziata.  Purtroppo l’impressione già espressa in questi anni su questo e altri argomenti è che a Sassuolo la politica tergiversi e faccia melina sulle decisioni difficili, dando più peso alle ricadute in termini di consenso derivanti dal creare eventuali mal di pancia in alcune fasce di cittadinanza, che non al bene comune. Perseguirlo è però un dovere imprescindibile, che ogni presente e futura amministrazione dovrebbe mettere di fronte a tutto. Lo dico con amarezza e dispiacere, con l’intento di spronare a far meglio, a migliorare, che per mia fortuna non sarò direttamente impegnato nella campagna elettorale e non ho nulla da guadagnare politicamente da questo mio giudizio, ma tanto come parte della comunità sassolese, se ovviamente ascoltato: il prendere queste decisioni coraggiose, quanto necessarie per portare Sassuolo fuori da un ormai insostenibile passato, pare  purtroppo non essere stata, ahinoi, il punto di forza di questa amministrazione. È necesasario lo divenga per quella che inizierà il proprio operato dopo le elezioni del maggio prossimo: sia che venga confermata la maggioranza uscente, che se ne crei una con protagonisti differenti da quelli attuali!

Si arriva poi al PUMS e questo il testo base dell’intervento anche questo poi modificato in fase di esposizione con aggiunte inerenti le cose dette durante la serata:

Quando un cittadino inizia a leggere il vostro documento del PUMS rimane incantato dalle belle parole e si immagina un paese del nord Europa dove girano solo biciclette i bambini vanno a scuola a piedi gli autobus ed i tram girano ogni 10 minuti e se devi prendere un treno come minimo arriva puntuale, zone trenta in tutte le aree residenziali dove gira una macchina ogni tanto  ed i bimbi possono giocare in mezzo alla strada senza pericoli.

Dal Sito del Comune:

“La sostenibilità degli spostamenti è uno dei fattori fondamentali da mettere in atto per dare qualità ad un Sistema di Mobilità, soprattutto all’interno di un ecosistema che richiede sì strumenti meno inquinanti, ma soprattutto nuove direttrici in grado di abbattere l’impatto ambientale. Per far questo è necessario mettere al centro della pianificazione la persona ed i luoghi, ripensando al modo di intendere gli spostamenti, il proprio rapporto con l’auto, il rapporto tra la strada ed il tessuto urbano. Ispirarsi ai criteri di sostenibilità significa sostanzialmente rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie.”

Ma il cittadino mette poi il naso fuori di casa e si rende conto di abitare ancora a Sassuolo: macchine sulle ciclabili e sui marciapiedi, aria irrespirabile, bolge all’ingresso delle scuole per scaricare i figli con le auto davanti alla porte di ingresso, un treno Gigetto che arriva quando si abbassano fortunatamente le sbarre oppure non arriva e nessuno avverte, macchine che sfrecciano nei quartieri, un tasso di motorizzazione procapite da record perché la bicicletta è bella ma è meglio tenerla in garage, che girare per strada è troppo pericoloso.

E questa sera ci venite a dire che dobbiamo credere in tutto questo …….

Ancora dal sito del Comune:

“L’Amministrazione Comunale di Sassuolo, insieme a quelle di Formigine, Fiorano e Maranello ed attraverso la condivisione del Piano Urbano di Mobilità Sostenibile, ha sviluppato ed armonizzato un insieme di obiettivi, strategie ed azioni con l’obiettivo di pianificare la mobilità sostenibile nel territorio del Distretto Ceramico per i prossimi 10-15 anni. Come punti fondamentali il PUMS si propone di rilanciare e potenziare il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma, sviluppare un sistema interconnesso di piste ciclabile e pedonali, rafforzare i processi di educazione per la sicurezza stradale, regolare i flussi veicolari nei centri storici e nei quartieri abitati, incentivare sistemi di mobilità alternativa come auto elettriche, car sharing, car pooling, bike sharing.”

In questi 5 anni di questo si è visto poco e nulla, non solo perché ci fosse un effettivo problema economico del comune che chiaramente poteva rendere difficili alcuni investimenti, ma perché è evidente manchi la volontà di fare certe scelte. Basta citare l’esempio di via Legnago e si capisce come ha deciso di affrontare il problema del traffico cittadino questa amministrazione. A spot senza visione ed in modo improvvisato. Mai con una visone generale del problema su tutta la città

Per questo per uno come me e per altri cittadini diventa difficile credere a questo bel libro dei sogni che si è raccontato questa sera.

Che L’amministrazione creda poco in tutto questo è dimostrato anche dalla necessità di fare i compitini come le serate di presentazione nei quartieri del PUMS dove hanno partecipato pochissimi cittadini, per fare queste cose serve credibilità bisogna per primi dimostrare che ci si crede e lavorare con metodo e convincimento, solo e forse solo allora anche i cittadini saranno disposti a perdere parte del loro tempo per uscire di casa e venire ad ascoltarci, altrimenti sarà solo il solito modo per dire lo abbiamo fatto e sono i cittadini quelli disinteressati che non hanno partecipato

Infine ricordo altri due strumenti il PGTU e BICIPLAN

Come già emerso dall’interrogazione questo importante strumento tarda ad arrivare ormai per evidente incapacità politica di prendere decisioni scomode e perdere consenso.

Il pgtu come già detto dovrebbe fornisce le soluzioni per risolvere le principali criticità del traffico cittadino, favorendo  la fluidità veicolare, la riorganizzazione della sosta, e contemporaneamente migliorando i problemi di sicurezza stradale, attraversamenti pedonali, eccessiva velocità oltre che di inquinamento acustico ed ambientale.

Il secondo strumento il Biciplan  prevede l’incremento e l’interconnessione della rete ciclabile esistente a livello comunale e di distretto, la messa in sicurezza dei percorsi, la dotazione di un’adeguata segnaletica orizzontale e verticale dedicata al mezzo a due ruote. Ed abbiamo visto essere strumento indispensabile per partecipare ad i bandi per reperire le risorse necessarie per realizzare piste ciclabili.  Ma tutto questo quando accadrà? Mah forse il prossimo mandato…. con  la speranza che ci sia un’amministrazione lungimirante sulle tematiche ambientali e sulla mobilità sostenibile  che porti veramente avanti questi temi altrimenti purtroppo tutto finirà tristemente in un cassetto dimenticato.

Viene così chiuso il Consiglio Comunale senza aver discusso dell’adesione del comune di Sassuolo al “Patto dei Sindaci per il Clima e L’energia” e del mio Odg intitolato “Centro Storico di Sassuolo un centro commerciale naturale libero dalle Auto” di cui metto comunque testo e PDF qui sotto, anche perché non so se ci sarà più l’occasione di presentarlo: peccato…

ORDINE DEL GIORNO

Oggetto:  Centro storico di Sassuolo, un centro commerciale naturale libero dalle auto

Premesso che:

Si apprezza il costante e intenso lavoro per la ricerca di fondi messa in atto da parte della nostra Amministrazione Comunale per la ristrutturazione e la sistemazione di porzioni sempre maggiori del nostro Centro Storico, compresa Piazza Martiri Partigiani, del già ripavimentato Piazzale Avanzini e Piazzale della Rosa.

Tenuto conto:

–              Delle ormai evidenti necessità di ammodernamento della nostra città rimasta a distanza siderale rispetto ai più alti esempi Europei e Nazionali in tema di gestione degli spazi urbani in particolare dei centro storico.

  • Che in Europa – dal piccolo centro urbano alla grande metropoli – sempre più città stanno pensando ad un futuro senza auto nei centri cittadini.

Inquinamento, rumore, incidenti affliggono, in maniera particolare, le città europee.

–              Della necessità di offrire alla cittadinanza una Città sempre più vivibile, salubre e sicura dal punto di vista della fruizione degli spazi urbani;

–              Della necessità di offrire ai proprietari di immobili e ai gestori delle attività commerciali del centro storico la possibilità di divenire più appetibili grazie al cambio di funzione delle zone più pregiate della città, quale Piazza Martiri Partigiani può ambire a divenire una volta liberata dalla degradante funzione di parcheggio auto a cui relegata;

–              Della necessità di gestire sempre più aree della città tenendo presente le enormi ricadute negative che il traffico veicolare a scoppio ha sulla salute pubblica a causa delle emissioni di cui sono responsabili i mezzi in transito e spesso incolonnati durante la spesso vana ricerca di un posteggio

–              Secondo uno studio riportato sul del sole 24 ore del 28 novembre 2018 a causa dello smog vivere in pianura padana costa almeno un anno di vita, se si considerano le cause della riduzione delle aspettative di vita l’inquinamento atmosferico è la più grande minaccia alla salute umana su scala planetaria, superiore a tabacco, alcool e droghe acque inquinate e incidenti stradali.

Il circolo vizioso tra clima continentale, scarsa ventilazione e alta densità abitativa e industriale portano la Pianura Padana a contendere alla Polonia meridionale il non invidiabile primato della regione europea con la più alta concentrazione di polveri sottili, ben al di sopra di aree pur densamente popolate.

–              Della necessità di far valere i fondi pubblici utilizzati per la sistemazione e la ripavimentazione di pregio, che risultano poco consone ad essere poi degradate a parcheggio o a via di transito, sia dal punto di vista estetico, che da quello del mantenimento nel tempo di opere così costose per la collettività, che risultano ovviamente notevolmente meno durevoli se interessate dal traffico e la sosta veicolare, che imbratta, deteriora e impegna le stesse.

Il Consiglio comunale invita la Giunta a:

–              Procedere a cambiare la funzione attualmente di parcheggio e vietare la sosta in Piazza Martiri Partigiani, Piazzale Avanzini, Piazzale Teggia e tutte le strade già comprese nella attuale  Z.T.L.

–              Inserire nella ZTL l’itera area di Piazza Martiri Partigiani, Via Felice Cavallotti, Viale XX Settembre;

–              Rendere Area Pedonale Piazzale Avanzini, Piazzale della Rosa, Viale Battisti, Via Menotti, Piazzale Teggia, Via Clelia, Via Fenuzzi, Via del Pretorio dall’interziezione Via Fenuzzi, fino all’incrocio con Viale XX Settembre;

–              dotare in centro storico la zona ZTL e le aree pedonali di rastrelliere e parcheggi sicuri per le biciclette per incentivarne l’uso in sostituzione dell’auto;

–              agevolare i residenti del centro con permessi gratuiti per parcheggiare nelle zone a pagamento limitrofe al centro.

– aumentare le corse del TPL per migliorare il servizio e l’accessibilità con mezzi alternativi all’auto al centro storico

–              evidenziare i percorsi ed i tempi di percorrenza a piedi dai parcheggi di accesso al centro, indicando i principali punti di interesse dei servizi per i cittadini, delle attività commerciali e dei monumenti e attrattori turistici presenti in centro;

–              promuovere il centro di Sassuolo come centro commerciale naturale libero dalle auto e fruibile in sicurezza seguendo l’esempio della zona T e dei T days di Bologna.

O.D.G. PIAZZE

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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