L’orrore della notte si scioglie nell’aria
Umida e cupa della domenica mattina
Tiro fiato col Secchia che porta veloce
I detriti alla foce, alleggerendo il respiro
Delle montagne coperte di nubi
Non serve il sole per amare la luce
Ti manca, ma non è soluzione
L’intrico è vorace, risucchia in un mondo
Che non dipende dai raggi roventi
O dalla tenebra di una notte ventosa
Ha un suo perché non aver più nulla da perdere
Potersi smarcare dalla vanagloria
Dall’opportunismo dell’egocentrismo
Cercare sollievo in piccole cose
Che
Non si nasconde una lacrima nella pioggia
Non si sopprime l’amore col buio
Sollievo è sconfiggere rassegnazione
Accettando ciò che è più grande di te
Senza far finta che l’uva sia acerba


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