Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Il Cusna bruciava

Il Cusna bruciava mentre io dormivo

Anche la stufa era spenta

Nel gelo del buio, del letto, del corpo

Gli altri erano tutti lì fuori rapiti

col naso all’insù eccitati e straniti

Scandalizzati, arrabbiati, innocenti

A guardare il bagliore, a fare domande

A dare le colpe, cercare le streghe

Sentirsi più furbi e più nel seminato

Io chiuso dentro, in un altro mondo

Quello del mio inevitabile egoismo

Cinico, dolente, inalienabile

Consumato dal fuoco in pancia

Senza più paglia da incendiare

Senza più demoni da bestemmiare

Crollato nel peso della notte prima

Del venerdì nella melma più scura

Quella odorante suicidio alcolico

Sopita nel poco, nel pigro compatirsi

Nel solito inutile e sciocco scornarsi

A lottare con fantasmi riapparsi

Parevano lontani e ormai superati

All’improvviso divampano ardenti

In quello che un tempo era il cuore

Che per tornare a trovare e sentire

Bastono sulla salita ghiacciata

Graffiata dai ramponi e dalla fatica

In un mattino che par primavera

Domenica quattro di febbraio

Mentre vado a chiedere grazia al Monte

Non brucia più, ma odora di acre fumo

Come le stanze di feste finite

Che son poi tutti andati a letto svuotati

Dopo la dose di post e invettive

Nella paura creata per sentirsi savi

Nell’allarmismo empio e teatrale

Di chi di tragedia sopravvive

Senza viverla, ma soffrendone eccome

Quasi gli importasse realmente

Dei discorsi “belli tondi e ragionevoli”

Che rimbombano nei telefonini

E lì dentro si fermano in patetiche risse

Ed in sterili promesse di morte

Sacerdoti del nulla danno consigli

Dai sofà imbottiti lontani dal mondo

Distanti dalla fatica dell’essere

Imbrattati di ragionevolezza vanesia

E dall’isterica necessità di presenza

Il narcisismo dilaga scazzato

Intanto in silenzio salgo solitario

Non vola una mosca, poi

Vedo l’elicottero piccolino, là in fondo

Sopra il mare nero di distruzione

La croce che pare inarrivabile, lassù

E mentre il mondo si accorgeva di lui

Senza mai averlo avuto in nota prima

Senza aver visto che era nudo in inverno

Il Cusna bruciava ma io dormivo

Eppur ora m’accoglie come unico amico



Una risposta a “Il Cusna bruciava”

  1. […] la conosco bene. Sono salito solo una quarantina di giorni fa, quella domenica mattina in cui il Cusna Bruciava. All’epoca la neve era ancora meno di quello che si può vedere dal basso. In realtà ora non […]

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Scrivi una risposta a Trekking da Monteorsaro a Vetta Cusna – 16 III 2024 – Bar Snob Cancella risposta

Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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