Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Sardine, Tonni, Anisakis

È lunedì e spunta a tratti un timido sole dopo giorni di piogge torrenziali che hanno creato disagi, danni e disastri in giro per tutto il paese, mentre i negazionisti, i reazionari, gli avidi o i distratti continuano a zittire, sfottere e dileggiare chi chiede almeno ascolto sui problemi legati al Climate Change, c’è chi si prepara a manifestare, dopo il successo di Bologna, anche a Modena contro (e va sottolineato CONTRO!), l’ex Ministro dell’Interno, sua Signoria e Messia della destra italiana, che più destra non si può, Matteo Salvini, che sempre nella città geminiana doveva essere protagonista di uno dei suoi ormai celebri comizi elettorali. Notizia dell’ultima ora parla di un bidone per i tanti sostenitori del Carroccio 2.0 (mi verrebbe da dire troppi, ma è ovviamente una valutazione personale). Qualcuno da il merito proprio alle contromanifestazioni, quelle delle sardine, per intenderci, di questa decisione: per non fare figuracce numeriche, dicono. Può anche essere e in un certo qual modo ne sarei molto, molto felice.

Avevo però deciso prima di questa notizia di scrivere due parole sull’argomento con annessi e connessi, perché le cose non sono per niente semplici e la sintesi quando è troppo spinta aiuta proprio chi di questa si alimenta e sopravvive, tipo quel tizio dalla barbetta arruffata e la faccia tonda che si fa chiamare Capitano dai suoi sostenitori. Penso che anche volendo intestare senza se e ma questa schiacciante vittoria al popolo delle sardine, che le mie riflessioni possibili non perdano forza.

Sarò controcorrente e forse, per una volta, in una terra di mezzo, ma io ho davvero molto da dire e tante perplessità su quanto stia capitando a sinistra della Lega (che in realtà dovrebbe essere mezzo mondo, ma purtroppo pare non sia più così). Non mi metto fra quelli che con scontato e sintetico cinismo dicono che queste manifestazioni non servano a nulla, ma permettetemi di dire che ho ragionevoli dubbi che portino a qualcosa di realmente utile.

Certo, una dose di cinismo c’è, ma non solo. Credo che ci siano anche dei ragionamenti che non possono essere liquidati come alcune persone con cui sto parlando in queste settimane vorrebbero fare. Con tanti sto anche litigando, perché sono onesto: sono stanco dei soliti balletti e che la storia si ripeta e soprattutto (ma qui iniziamo con le opinabili mie posizioni personali), che non ci si renda conto che la soluzione non l’abbiamo nemmeno ancora discussa o ragionata: al momento si sta solo scappando in modo disordinato ai ripari e si sta tirando fuori il solito ed ormai arrugginito schioppo Carcano M91, tornando ancora una volta a sparare inumidite cartucce cariche di “sennò vince la destra”.

Tornando alle manifestazioni (perché mi pare di aver capito che comunque a Modena la manifestazione sia stata confermata), è naturale che io ritenga positivo vedere migliaia di persone andare a sbattere in faccia la propria presenza e dire che non siamo tutti indirizzati nella stessa direzione politica, cosa che in effetti, a volte, parrebbe, anche solo fermandosi non dico al bar, o su Facebook, ma a sentire ciò che dicono i politici sui vari livelli istituzionali. E forse il vero problema sta lì…

Però?

Ovvio che ho dei però. Che gusto ci sarebbe, altrimenti. Intanto sul fatto delle sardine, bah, non mi piace, ma è proprio una cosa estetico/comunicativo, che temo però rischi di divenire anche un po’ di sostanza e che non mi convince nemmeno un po’. Uno spot, una cosa furbina, che però in fin dei conti rischia di non volere dire nulla. E probabilmente l’idea è anche quella, perché ormai qualsiasi cosa si dica, si è immediatamente etichettati e quindi, scartati. Capisco il perché, ma lo ritengo un buttare la polvere sotto il tappeto. Non una soluzione: solo un rimandare il problema, se si vuole andare oltre…se…appunto…

Mi metto il cuore in pace e tutto sommato voglio sforzarmi di capire il senso di ciò che per l’ennesima volta porti immediatamente a precisare che non si vogliono bandiere politiche e associazionistiche. Stiano tranquilli gli organizzatori e i partecipanti, non servono bandiere a mettere il cappello su ciò che stanno facendo e non sarà naturalmente semplice rimanere alla larga da questo che più che un rischio è un pericolo che si dovrà affrontare. L’Anisakis politico ama lavorare dentro, nel profondo e infiltrarsi dove non te lo aspetti, pronto a riportare tutto nel solco del già organizzato e del già preordinato, ma soprattutto in quello che amano chiamare buon senso, che ovviamente lo è solo per chi pensa che quello lo sia. Cioè, per dirla in modo diretto, lo scopo è quello di non far crescere un vero dissenso, ma imbrigliarlo in modo tale che poi non esageri, non colpisca tutti quelli che se lo meritano, ma solo quelli che fa comodo dire che se lo meritano. L’Anisakis ama il pesce azzurro, quindi immagino anche le sardine. È già lì che si strofina le mani, sempre secondo me, eh!

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Quindi niente bandiere politiche, ma anche niente politica? Perché sono cose che paiono andare di pari passo nei ragionamenti attuali. Sapete quanta gente continua a dirmi che “io non faccio politica” e lo dice con quel tono come se dicesse “oh, io non sono mica un ladro!”. Capisco anche loro, perché ormai la parola Politica s’è distaccata a tali livelli dal significato che dovrebbe avere, che mi rendo conto del perché la stragrande maggioranza delle persone dotate di un cervello e di una dignità ci tengano a prendere il largo rispetto alla “politica”, o meglio ciò in cui s’è trasformata, ma attenti al gioco di prestigio, proprio perché ha smesso di essere politica.

Ho già parlato tantissime volte di quanto la comunicazione e le tattiche abbiano preso il posto totalmente della politica in senso più concreto. Che sarebbe? Sarebbe una visione, delle idee su cui dibattere e perché no sulle quali trovare dei compromessi utili a mediare posizioni simili, ma non corrispondenti. Ma anche a scontrarsi frontalmente con chi procede in direzione opposta. Prendere una direzione sarebbe già un bel successo di questi tempi e, per tornare alle sardine, io mica l’ho capita bene la posizione che intendono prendere. Cioè, se è solo contro Salvini mi sembra lasciare davvero il tempo che trova, perché nonostante la sua vanagloria, nemmeno lui stesso si azzarderebbe a sentirsi insignito di tutto il male che si potrebbe essere in politica e fidatevi: non lo è.

Un male strisciante che continuiamo a non riconoscere, ad esempio, e che rende quindi meno brillante di quanto si pensi o di quanto si abbia voglia di farle apparire, le ondate di persone che si sono riversate in piazza Maggiore a Bologna e che presumibilmente sono pronte a riempire questa sera il centro di Modena. No, non le voglio sminuire, potrei farne parte, figuriamoci, quindi smettetela di reagire come un salviniano qualsiasi, che punto nel vino ti dice “e allora Bibbiano”, mentre se mi azzardo a condividere queste mie perplessità mi sto sentendo dire con la stessa bulla, volgare e stupida spocchia “ah, se a te va bene la Lega!”. Che vi piaccia o no il problema di fare qualcosa contro, senza connotati politici chiari, esiste. Sono chiari? Davvero? Sarò rimbambito io, ma non mi pare che essere contro un leader politico possa essere fatto solo in una maniera e quindi sia chiaro da che parte poi s’intenda collocarsi. Il dissenso a Salvini, esiste a destra oltre che a sinistra, fidatevi: non sono tutti fascisti e/o xenofobi, razzisti, inumani, bulli e via discorrendo quelli di destra e quelli di sinistra non sono a volte nemmeno tali, proprio perché in realtà sono un po’ fascisti, xenofobi, razzisti, inumani, bulli e via discorrendo.

Siamo in un momento di grande caos e penso che servirebbe davvero molta chiarezza. Queste manifestazioni ai miei occhi, lo sono fino a mezzogiorno. Per me diviene chiaro solo il rischio che le porti ad essere fini a sé stesse, un colpo di reni per farci sentire di aver fatto qualcosa…a volte anche una doccetta svelta alla propria coscienza. Questo momento di caos non ha bisogno di guide, ma di incontri, scontri e soprattutto di posizioni ragionate, elaborate nella loro complessità, non tirate fuori da un cilindro da un mago o anche solo da un uomo forte, su cui riconoscersi. Capisco dunque, come detto prima, che si voglia tenere fuori il mondo dei partiti e della politica ufficiale, ma in realtà emerge un dato di fatto: servirebbe enormemente avere di nuovo dei partiti e una politica vera per parlare di cosa fare, di riconoscedre e come risolvere i problemi. Che nel negazionismo e non solo climatico, ormai qui si sta annegando.

Ho sentito ad esempio molti indignarsi (direi giustamente), per la risposta agghiacciante data al giornalista che chiedeva al Capitano se si sentiva in dovere di chiedere scusa alla sorella di Stefano Cucchi per come si era rivolto a lei, alla luce della sentenza e lui rispondere che “la droga fa male”. A chi gli faceva notare che ok, ma la domanda era un’altra lui scappando come un ladro di polli continuava a ripetere “non posso dire che la droga fa male?”. Ma parliamoci chiaro: non rispondere alle domande e sgattaiolare con queste astuzie imbarazzanti è ormai di gran moda a tutte le latitudini. Strano che però fra chi si indigna per Salvini in questo contesto in effetti obbrobrioso, non si renda conto che spesso fa lo stesso. Quando? Ad esempio lo fa nel non rispondere nel merito a chi contesta che mancano politiche di sinistra nella proposta elettorale (tipo me da tempo), ma con “allora facciamo vincere la destra”. Stessa identica cosa. Davvero…bisogna che ve ne rendiate conto, perché inizia ad essere ridicola questa cosa.

Non me ne vogliano i tanti amici che ancora credono che il PD si cambi da dentro, o che i 5 Stelle hanno ancora uno zoccolo duro e puro che riuscirà a mantenere le proprie prerogative di antisistema, o ancora che Forza Italia si batte per la libertà e Italia Viva per dare voce alle persone moderate di centro…davvero, non me ne vogliate, ma le cose ormai mi pare molto chiaro siano andate un tantinino oltre il mondo così disegnato e continuare ad attaccarcisi come cozze, non farà altro che allungare l’agonia della politica e allargare le maglie che la separano dalla società civile.

Che è quella delle sardine, qualcuno mi dirà. Confuse? Non so, non ero a Bologna e temo di non poter essere nemmeno questa sera a Modena, per quanto sono certo che mi ci troverei bene. Come in una comfort zone. Ecco, queste piazze, mi sembrano proprio un posto calduccio, come i mari in cui amano nuotare i tonni. Un posto in cui riconoscersi, darsi una pacca sulle spalle, cantare assieme, gesti d’intesa, sentire di nuovo il profumo della comprensione reciproca, insomma dove non sentirsi più soli. Un posto comodo e accogliente per chi con entusiasmo ha desiderio di smarcarsi dal becero digrignare i denti di una destra grottesca e violentissima verbalmente e non di rado anche materialmente. Un posto in cui non conta nulla essere italiani (anzi speriamo proprio di avere a fianco un cinese o un africano che ci tengo proprio a far capire che io non ce l’ho con loro), ricchi, poveri e nemmeno chiamarsi Giorgia. Anche se ti chiami Giorgia. Un posto che per mezzora o un ora diventi una festa di umanità e sentimenti positivi. Che dopo si può anche continuare in osteria o al pub a fare festa e i più convinti spiegheranno cosa bisognerebbe fare per non fare morire lì la cosa e quando arriva quello che dice, che però non basta, che dobbiamo metterci del nostro, ad uno ad uno ci si lancia a bere al soffio l’ultimo goccio in fondo al boccale e, scusandosi amorevolmente, che sarebbe proprio bello andare avanti delle ore, ma sapete, mia moglie ha cotto i passatelli e mi aspetta, ma bisognerebbe farne delle altre di queste cose, mi danno una carica che non avete idea, mi galvanizza proprio sapere che non sono tutti come i miei colleghi, che domani mattina già li vedo sfottermi da bulli…insomma io devo proprio andare, fatemi poi sapere eh, faccio del mio meglio…impegni permettendo…ma sapete in azienda non è un bel momento, comunque contate su di me per quanto possibile, che avete ragione, ma io poi non sono mica bravo, però è così: bisogna proprio scaravoltarlo questo mondo, mica continuare solo a dirlo per poi tornare tutti a casa propria, davanti alla TV, soli coi propri problemi e con il mutuo da pagare e domani svegliarsi e infilarsi nuovamente in fila con gli altri a fare quello che si può, invece che quello che si dovrebbe…

Chi non si allinea spesso è più utile di quanto pensi…soprattutto in un mondo che va sempre più in fila per tre col resto di due…

 



Una risposta a “Sardine, Tonni, Anisakis”

  1. […] i linfociti e compagnia bella. Ma di questo avevo già parlato qualche giorno fa (per chi volesse leggere, basta cliccare qui) e non vorrei ripetermi, ma preferibilemente tentare di evolvermi nel […]

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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