Non mettevo piede nella sala delle adunanze di Sassuolo dall’ormai lontano aprile scorso, quando partecipai all’ultima seduta del Consiglio Comunale della passata consiliatura, in qualità di Consigliere Comunale. Era da un po’ che mi ripetevo che mi sarebbe piaciuto tornare a seguire i lavori, seppur come spettatore, anche per continuare a dare il giusto peso a questa istituzione, che ho purtroppo visto sacrificare sullo sciatto altare della politica da Social.
Lunedì sera, complice un amico che come me ama la politica e la segue da vicino, ci siamo avviati, seppur in ritardo, verso Via del Pretorio, anche perché eravamo consapevoli del fatto che all’ordine del giorno di questa seduta era inserita la discussione di un interessante O.d.G, con oggetto i cambiamenti climatici e la nostra influenza su di essi; argomento a cui sono molto legato e che spesso ho portato per primo in quell’aula anche con variazioni dal tema principale e puntate sui dettagli come nelle diverse mie richieste di prese di posizione o di risposte sul tema della mobilità.
Arriviamo, purtroppo, quando la discussione su questo tema è già avviata da un pezzo. In tribuna gli avventori si contano sulle punta delle dita di una mano: la cosa è davvero avvilente, ma non è certo la prima volta che constato il distacco e il disinteresse da parte della cittadinanza dei lavori del Consiglio Comunale. Come dicevo arriviamo tardi, ma non così tanto per non sentire abbastanza e farsi un’idea chiara ed esaustiva del clima (scusate il gioco di parole), che regna attorno questo documento.
Faccio quindi in tempo a sentire dai banchi della maggioranza (che è sorretta dalle liste del centro destra), la solita storia sulla Groelandia che si chiama così perché era tutta verde, verde, verde; ma anche perle di negazionismo sull’ormai acclarato problema del surriscaldamento globale; c’è anche chi con un ghigno di disprezzo storce il naso in modo un po’ ingenuo, ma ineluttabile nei riguardi del diritto di sciopero. La carrellata di meraviglie si chiude con una definizione che giunge dai banchi della Lega Nord nei riguardi della realtà FFF (Friday For Future), che qui sento definire come “associazione dalla dubbia moralità”. Dalla Lega Nord. I ragazzi dell’FFF. Per il Consigliere della Lega Nord il Friday For Future è un movimento dalla dubbia moralità.
Mi guardo attorno incredulo e incrocio gli occhi del presidente locale di Legambiente, presente come me in tribuna, e trovo lo stesso sgomento e quindi la conferma di aver sentito e capito bene.
Dubbia moralità…
Ora, se fossi stato un giornalista (purtroppo quelli dei quotidiani d’informazione locale erano assenti al mio arrivo), avrei chiesto al Consigliere in questione (non sono certo del nome, quindi non azzardo, anche perché poi, come solito, non è che m’importi metterla sul personale), cosa intende con la definizione di dubbia moralità. In cosa l’azione, che ovviamente può essere ritenuta discutibile e finanche criticabile, dei giovani che appartengono a questo movimento gli risulta di “dubbia moralità”? Certo per una forza politica che chiama dei naufraghi e dei profughi in fuga da guerre e dalla fame, “clandestini” e chiude i porti in faccia a navi stracolme di donne e bambini, oltre che di uomini martoriati dalla fatica e dalla mancanza di ogni genere di conforto, medicinali, condizioni igieniche decenti e spesso cibo e acqua, capisco che il concetto di moralità abbia preso una strada ben lungi da quella descritta nel libro che sventolano ostentatamente e a cui dicono di fare riferimento (per tradizione). Anzi, direi che dimostrino così di non averne letta (o capita), una riga. E dire che anche gli atei come il sottoscritto amano riconoscere il Vangelo come un concentrato di ispirazione per potersi definire uomo, così come da quella che porta a maturare sentimenti di compassione, empatia e umanità.
Dubbia moralità…

Chissà cosa intendeva dire veramente, qual era, insomma, il sottinteso di questa definizione? Mi vengono in mente molte possibili declinazioni, ma in realtà sono solo miei tentativi per dare una senso ad un qualcosa che mi pare davvero fuori posto. Ammetto che in realtà mi risulta davvero strano vedere accostare questa spregevolissima definizione alle facce di giovani volenterosi, magari ingenui, ma di certo non corrotti da interessi particolari e nemmeno da doppi giochi tipici…di chi vorrebbe appiopparli loro.
Dubbia moralità…
Davvero non mi capacito e quindi chiedo scusa se continuo ad insistere e fatico ad uscire da questo loop, ma stando a quello che ho sentito, pare proprio che secondo il Consigliere Leghista (fra l’altro molto giovane all’aspetto…), i vostri figli partecipano ad un movimento dalla dubbia moralità. Loro che, sorridenti e chiassosi, hanno sfilato anche per le vie di Sassuolo in modo pacifico, ma invidiabilmente risoluto, chiedendo solo di mettere finalmente e seriamente mano all’annoso problema dell’inquinamento. Viviamo a Sassuolo e i dati dicono essere questo nel nostro comune guaio piuttosto fuori controllo, con morti premature e malattie invalidanti per una percentuale ben più alta che la media nazionale e continentale, soprattutto nei bambini e nei ragazzini. Insomma, a me pare una richiesta lecita ed altrettanto legittimo l’essere abbastanza incazzati da fare sentire il proprio dissenso attraverso una manifestazione e uno sciopero (con buona pace di chi, come detto prima, trova questa istituzione discutibile…o addirittura disdicevole).
Per cercare di andare oltre, mi chiedo a questo punto se non è che di dubbia moralità in questo caso si voglia definire, per sminuirlo e quindi in prospettiva depotenziare, attaccare chi ha finalmente avuto il coraggio di chiedere a chi ci governa di ripensare alle scelte strategiche per il futuro in una chiave più legata agli individui che agli interessi. Cioè non è che viene relegato nel girone dell’ambiguo e dell’immorale chi semplicemente traduce in politico, ciò che (inascoltata), la scienza dice da anni, cioè che bisogna cambiare paradigma? È quindi di dubbia moralità ciò che va contro o semplicemente chi desidera mettere in discussione un sistema evidentemente al collasso come quello che sorregge la società occidentale da decenni, ma che ormai rende sempre più iniquo il rapporto fra i ridotti al lumicino ceti benestanti e le masse che arrancano e che fanno fatica a crearsi un avvenire?
Qualcuno dice che la battaglia per un mondo più sano, passi principalmente da quello che un tempo si chiamava lotta di classe. Io non so se è il caso di scomodare questo concetto, soprattutto perché spesso mi pare che per quanto corretto, fare questi paralleli con un linguaggio che non è più nostro e riporta a un mondo ormai lontano e soprattutto (nel bene e nel male), sorpassato, rischi d’intorbidire anziché chiarire. Certo è che in un mondo più equilibrato e soprattutto in cui le scelte siano realmente possibili e dunque la libertà effettivamente un elemento tangibile nella vita delle persone, probabilmente sarebbe più semplice chiedere a queste una maggiore attenzione per l’impatto che le nostre scelte hanno sull’ambiente. Ma credo che chi dice questo punti il dito nella direzione giusta, quindi non sull’individuo, che certo, ognuno di noi se fa qualcosa di positivo e blah, blah, blah, ma se non ci si mette la politica, quella mondiale, qui chiudere l’acqua mentre ci si lava i denti o andare in bicicletta al lavoro non servirà ad un bel niente o a poco più che lavarsi la coscienza.
La dubbia moralità è quindi a mio avviso insita in chi continua a credere in un modello di sviluppo che non è più supportabile e probabilmente lo fa per ingordigia o forse per stupidità. Pigrizia? Può darsi. Certo è che se si continua a preferire la parola di un singolo contro quella del 99% della comunità scientifica è abbastanza logico sospettare che chi lo fa, in realtà giochi a nascondersi nel proprio individualismo.
Ma tornando alla dubbia moralità, di cui per inciso non vedo nemmeno l’ombra nei ragazzi dell’FFF, non lo è forse anche tacere o addirittura sostenere lo scempio che fra poco verrà messo in atto: la bretella Campogalliano/Sassuolo. Perché ieri in Consiglio Comunale nessuno ne ha fatto cenno? Non è forse l’emblema del fare il contrario di ciò che ci stanno dicendo vada fatto: abbandonare il più rapidamente possibile non solo il consumo di suolo, ma soprattutto cambiare gli investimenti da ciò che sarà superato, probabilmente, ancora prima dell’inaugurazione.
Il mondo sta cambiando e se non lo fa nella direzione giusta, pare diverrà invivibile per la nostra specie. Perché insistere su quanto è stato la causa di questa devastazione?
Dubbia moralità, ma anche arrogante ignoranza.

Scrivi una risposta a barsnob Cancella risposta