L’autocensura nel titolo mi aveva tratto in inganno (eh, lo so, ultimamente mi faccio fregare facilmente) e quando uscì la prima stagione su Netflix di questa nuova serie, la presi come qualcosa di poco adatto al mio gusto. Già ho ammesso nel recente di aver spesso lasciato sistematicamente in disparte tutto ciò che puzzava di Hipster e di Commedia: qui gli elementi parevano fusi in modo totale, per dare forma allo stereotipo perfetto di ciò che mi annoia e non mi piace.
Sbagliavo…tanto per cambiare…
Siamo nella mogia provincia britannica e gli occhi apatici di James s’intrecciano con quelli impertinenti di Alyssa: carina, stronzetta, sfacciata e annoiata. James ha da sempre un sogno: uccidere qualcuno. Ne sente la necessità per liberarsi dal dubbio che lo rode dentro “sono o no uno psicopatico?”: vuole ovviamente averne la conferma. Alyssa è la vittima perfetta: basta solo aspettare il momento giusto.
James ce la mette tutta per far finta di essere innamorato di Alyssa, che nel frattempo lo tira dentro ad un classico casino da ragazzini. Rubano la macchina del padre di James e partono all’avventura.
E che avventura.

Le prime puntate giocano sul grottesco e sull’equivoco di cui siamo resi partecipi solo attraverso le diverse prospettive della medesima situazione, che si alternano. C’è da ridere e da sfregarsi le mani: come la ucciderà? Quando? Dove? Sembra solo questione di tempo…il tempo che poi inizia a dilatarsi e a divenire liquido attorno a questi due ragazzini in fuga.
Ciò che cresce è il senso d’ansia che emerge dalle rispettive storie personali. Sono due scoppiati, come probabilmente ce ne sono parecchi fra i nostri giovincelli: li hanno fatti scoppiare a furia di ingiustizie, fregature, delusioni, mancanza d’amore. James e Alyssa, per quanto totalmente differenti si ritrovano sotto un unico cappello: quello opprimente e ingombrante della solitudine. Che riescono a rompere solo stando assieme e proteggendosi a vicenda.
La serie dopo i primi quattro episodi prende una piega che non lascia scampo: l’ansia e la paura, la malinconia e la tristezza della solitudine si susseguono divenendo le vere protagoniste, presentandosi dentro le vite di tutti coloro che entrano a far parte di questa folle corsa verso il nulla.
Corre James anche nella scena finale, prima di lasciarci con un grande dubbio: avrà seppellito nell’arena che sta calpestando la sua incurabile solitudine, rendendo definitiva quella di Alyssa?
Non resta che attendere la seconda stagione…

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