Chissà quante volte avete pensato a ciò che vi attende dopo la morte. Non mentite, anche i più atei e disfattisti fra voi hanno certamente rimuginato almeno una volta su uno dei pensieri più umani che si possano fare. Finirà davvero tutto? Che aspetto avrò? Ci saranno i colori? Davvero saremo divisi fra buoni e cattivi? Ed io sono stato abbastanza buono o finirò fra i cattivi?
La graziosa Eleanor Shellstrop è stata cattiva. Una di quelle persone che distruggono il mondo a suon di qualunquismo, ma…a sorpresa Eleanor si trova nell’ufficio di Michael, che sarebbe l’architetto del nuovo “mondo” in cui Eleanor si sta preparando ad entrare, per l’eternità: perché Eleanor è morta mentre cercava di raccogliere una bottiglia di Margarita cadutale, proprio mentre a seguito di un incidente nei pressi, una fila di carrelli del supermercato la investe uccidendola.
Michael l’accompagna in un posto idilliaco, in cui tutto è perfetto e lei entra nella casa in cui sono alle pareti i quadri dei suoi amati clown. Eleanor è finita nella parte buona, destinata solo a coloro che in vita sono stati buoni. Eleanor detesta i clown, detesta anche la sua casa preferita…Eleanor è finita nella parte buona al posto di un’altra Eleanor Shellstrop ed essendo cattiva, col cazzo che lo dice e ammette di meritarsi di finire nalla parte cattiva del post mortem!

Eleanor sarà scoperta? Riuscirà la sua sbagliata anima gemella, il pallosissimo e secchionissimo Chidi ad insegnare a questa smorfiosa e superficiale biondina come essere buona o almeno a non essere più così cattiva e di fatto meritarsi di rimanere nella parte buona? Ehi, ma la Eleanor buona che soffre nella parte cattiva per questo scambio erroneo?
Nella parte buona tutto dovrebbe essere perfetto, giusto? E allora perché quelle voragini e soprattutto perché Chidi e la fantasmagorica, aristocratica e gnocchissima Tahani non riescono proprio a godersi questa eternità di gioia allo yogourt?
La commedia si sviluppa lungo un percorso pieno di simpatiche gag e piccoli colpi di scena: niente di strabiliante, ma se si vogliono passare delle mezzorette senza troppi pensieri, può risultare autentica manna dal cielo, proprio perché spesso tiene il tiro basso e viaggia volando rasoterra: e a tutti noi servono momenti in cui perdersi nella semplicità, magari anche nella stupidità.
Il finale di questa prima stagione, può risultare forse un po’ scontata, ma lascia certamente intravedere ancora tanti sorrisini da regalarsi, per scostare un attimo le pene della nostra misera vita terrena.

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