Come credo ormai sappia chi mi conosce e chi mi segue sulle pagine di questo blog, ascoltando il programma radiofonico che gli da il nome o magari, semplicemente, sentendomi starnazzare in uno dei locali del Comprensorio, apprezzo particolarmente chi decide di uscire dal comodo avvolgere del proprio divano, per gettarsi in qualche impresa: qualsiasi essa sia. Anche una gara Birra e salsicce, non c’è bisogno per forza sia porsi il problema di creare capolavori ogni volta che si decide di agire. Sia chiaro, non che anche per me non sia adorabile passare momenti stravaccato a sgranocchiare scachetti e rimpinzarmi di Netflix, ma ciò che fa male, come sempre, è l’abuso o la dipendenza: il monopolio della pigrizia! Su quella da scachetti (per i non sassolesi, leggasi arachidi. Non quelli tostati, proprio quelli da sbucciare), ci stiamo lavorando. Comunque penso sia quello che devasta. Non ha senso non goderne ogni tanto e senza eccessi, visto che, anzi, lo starsene in ozio fa spesso parte del percorso che porta alle azioni migliori, con idee che scoccano improvvise come scintille e che fanno sobbalzare, correre fuori dalla forma impressa sul sofà, velocemente e senza rimpianti, per schizzare a fare quello che nell’inevitabile rumoreggiare cerebrale l’ozio è riuscito a partorire.

Il guaio è impigrirsi definitivamente, fino a cestinare la curiosità o limitarla al virtuale, quindi di fatto rimanere chiusi in una stanza, in cui l’aria è sempre quella e per quanto possa essere profumata, lo è della stessa fragranza.
Quando Federico e Mirco sono venuti in Via Marconi 67/b in Fiorano Modenese, al Bancone del Bar Snob (per riascoltare il podcast della puntata a cui intervengono andate qui), poche settimane fa, non ho chiesto loro se l’idea dell’Ennesimo Film Festival fosse scaturita da stravaccati su un divano, in una di quelle domeniche in cui ci si alza solo per andare a prendere un’altra birra in frigo o a rilasciarne i resti in bagno, o lucidamente ad un tavolo riunioni, ma certo è che questa idea li mette in alto nella classifica di chi sa schiodare davvero il culo dal divano di Piastrella Valley.
Siamo giunti alla seconda edizione di un Festival di Cortometraggi che per fortuna mia e di chi come me ama il cinema ed i corti (pur capendone poco o niente), impedisce il totale disperdersi della gloriosa storia e dell’importante esperienza maturata col Festival dedicato a Yasujiro Ozu, manifestazione che per anni ha tenuto banco nella sonnecchiosa, ma cinematograficamente attenta e operosa Piastrella Valley. A parte i cortometraggi come protagonisti le due creature non c’entrano nulla fra loro. Unico vero elemento di continuità Fede e Mirco che parteciparono attivamente anche a quell’esperienza. Aggiungo che ciò è una fortuna. Sia che fossero partecipi a quell’esperienza, che le due manifestazioni non si assomiglino praticamente per nulla.
I corti in concorso sono 20, selezionati su un paio di migliaia. Un lavoro immane quello della scelta, che si rende più palese una volta vista la qualità media dei corti in programma.
Purtroppo, al momento (perché qualcuno mi ha promesso che avrò modo di vedere anche i corti persi, giusto per ricordarglielo…), posso vantare la visione di soli undici lavori, quelli proiettati il sabato, più il vincitore del Festival che è stato riproposto nella serata di gala conclusiva di domenica, dove ad aprire le danze, nel vero senso della parola, abbiamo trovato la fantasiosa, chiassosa e divertente “Banda Rulli Frulli” .
Poco male, visto che per poter fare una valutazione sulla manifestazione, come dicevo a voce agli organizzatori e accennavo sopra, la qualità media delle opere in concorso è talmente elevata dal punto di vista tecnico (sempre per quanto ne posso capire), che permette di concentrarsi maggiormente sulle storie e sul messaggio che scaturisce dalle “pellicole”. Penso che ciò sia un gran bene.
Troppo spesso (e ahimé non ha fatto eccezione il già citato predecessore dell’EFF), gli organizzatori di queste rassegne, puntano a concentrarsi sul dettaglio tecnico: regia, fotografia e via discorrendo, che per l’amor del cielo, contribuiscono in maniera determinante all’opera, ma non ne possono essere considerati i veri punti salienti. I corti a mio dire devono essere emozionali. Ripeto: devono lanciare messaggi. Devono far volare la fantasia e stimolare il ragionamento più che compierlo fino alla risposta. Ma qua temo intervenga la mia personale vena punk e il mio essere sempre più annoiato dalle Élite. O per meglio dire da quelle che si considerano tali, andandosi a rintanare in una caverna dove in pochi hanno voglia di seguirli. Giustamente. E ve lo dice uno che se la tira parecchio, ma che pensa anche non sia con un asettico e forzato élitarismo che si possa risolvere, migliorare, frenare l’involgarimento medio della popolazione in tema di cultura, arte e intrattenimento.

Tornando ai corti, ho la mia personale visione su questa avvincente forma cinematografica. Credo che debbano stuzzicare. Sentimenti, ansie, ragionamenti, sensi di colpa e risate, perché no! Quanta spocchia in chi irride la commedia, che nei corti diventa solo un modo più attraente per far andare oltre. Quasi a sottolineare una didascalia luminosa con su scritto “una risata vi seppellirà”.
Da abitante di Piastrella Valley non posso poi che rallegrarmi dalle presenze che rispetto alla prima edizione sono (se ho ben capito), triplicate. Questo fa ben sperare nella sete di occasioni per schiodare il culo dal divano. Se ci sono, son ben fatte, rifuggono dalla voglia di circolo chiuso, sono numerosissimi e delle più disparate età, coloro che non vedono l’ora di approfittarne.
Per la cronaca il mio personale vincitore è stato il dissacrante, caustico ed esilarante “Ratzinger vuole tornare”, seguito a ruota dal devastante ed agghiacciante “Home”. So che mi darete del matto, ma ritengo il peggiore e pure per distacco sugli altri, lo sciatto e emozionalmente pornografico “Backstory”.
Quando e se vedrò gli altri 9 mancanti aggiornerò l’eventuale classifica personale.
Per tutte le info sul festival vi rimando invece all’indirizzo web: http://www.ennesimofilmfestival.com/
Già in fibrillazione per la prossima edizione, dico bravi e di nuovo grazie a Fede e Mirco (e a tutto il loto staff), per essersi presi la scimmia di regalare a tutti noi questa succulenta occasione. Che non c’è nulla di scontato, sopratutto tanta passione ed impegno!

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