Questo è un periodo meraviglioso per chi, come me, ama le nuvole. Non so se faccio parte di una minoranza di sballati mai usciti dalle visionarie fantasie infantili o se sia semplicemente uno (dei pochi ?), che non ha problemi, men che meno vergogna, di ammettere che rimarrebbe ore a guardarle; inoltre non riesco ad impedirmi di scattare foto a ripetizione e con somma felicità dei miei contatti social, a postarle con l’entusiasmo altrettanto puerile del condividere una cosa, perché semplicemente BELLISSIMA!…per me…
Qualche giorno fa ero in macchina con mio figlio di 5 anni e siamo andati avanti per un intero viaggio da Reggio a Sassuolo a dare una forma e un nome alle meravigliose nuvole che ci stava regalando in quella giornata il clima temporaloso (se si dice petaloso, non mi rompete le balle fottuti grammarnazi): coccodrilli, scimmie con la pipa, delfini con un dente grosso, anatre con le corna, elefanti dalle gambe corte e via discorrendo.
Ieri sera mentre correvo contro il tempo, verso l’ennesimo dei diversi piccoli impegni che dalla mattina affollavano la mia giornata rendendola una corsa, la spesa alla COOP di Mezzavia a Sassuolo, mi sono incantato come un visionario di fronte ad uno di questi imperdibili spettacoli, arricchito per l’occasione da celestiali raggi di sole sprizzati verso l’infinito…sempre per me, lo spettacolo era da non perdere;

infatti dopo un po’, quando mi sono imposto di riattaccarmi a terra e dopo aver scattato l’immancabile istantanea digitale e averla postata su Instagram/Facebook e Twitter, ho iniziato a far caso alle espressioni degli altri guerriglieri della fretta che mi zompettavano a destra e a sinistra per imboccare la rampa d’ingresso del supermercato. Qualcuno non capiva, in altri ho notato un po’ d’insofferenza o addirittura uno sguardo compassionevole che tradiva il pensiero…”sfighée”…
Legittimamente indifferenti ed insofferenti nella fretta di accaparrarsi quella nelle bottiglie di plastica, forse avranno pensato “è solo acqua”: proprio come quella che qualcuno, nonostante gli sia stato detto di no, sta insistentemente cercando un’escamotage per prendersela tutta per se e ridarcela indietro (anche nelle famose bottigliette di plastica), guadagnandoci sopra. Recita un detto: “la classe non è acqua”, ma va ricordato che con la prima non si sopravvive, della seconda non si può fare a meno. Farsela rubare è uguale a morire. Se potete, poi, insisto nel suggerirvi il rinunciare alla fretta per non farsi nemmeno rubare il gusto di ammirarla, quando in stato gassoso scorribanda sulle nostre teste, stuzzicando la fantasia di bambini ed inguaribili, ma felicissimi “…sfighée…”.

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