Mai stato un fan dei supereroi, mai cagato i fumetti Marvel e ammetto che da bambino i cartoni animati di Batman, I fantastici 4 o Spiderman mi annoiavano un po’: preferivo (addirittura) roba come Sampei o La Stella della Senna. So che questo outing mi regalerà il biasimo di alcuni di voi, ma tant’è…
Cosa succede se si danno dei superpoteri ad un delinquentello, sfigatello e reietto della periferia Romana? Ci si diverte un sacco, soprattutto a vedere le facce che fa quando se ne rende conto (la prova del termosifone è una chicca da lacrime agli occhi) e come decide di utilizzarli. Senza troppi fronzoli e senza eccessive ambizioni: i sogni sono rapportati alla realtà di chi li partorisce? Come fa uno a sognare in grande se ha sempre vissuto nel piccolo e riduce la vita a poche, semplici necessità e piaceri?
Capita alla fine di vedere che chi voleva volare si fracassa malamente di schianto e con seppur prevedibili colpi di scena la storia regala un paio d’ore scarse di disimpegno e qualche risata. Anche il sentimentalismo e la vittoria del bene sul male paiono inevitabili, ma…
Son stato in bilico fino alla fine se dare un + o un = a questo primo supereroe italiano. Ma il finale, semplice, classico, citazionista e per me inaspettato mi fa ridere ed esaltare talmente tanto, da non poter che applaudire a “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Il coraggioso esperimento di Gabriele Mainetti credo sia riuscito, per quanto portare Gotham City a Tor Bella Monaca possa apparire una follia e probabilmente lo è. Soprattutto se alla seconda non cambi una virgola: superpoteri a parte.
Impossibile non segnalare l’interpretazione clamorosa di Claudio Santamaria, anche se credo proprio che questo film non possa fare a meno di quello che ammetto essere il mio personaggio preferito: lo Zingaro (Luca Marinelli).
7+!

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