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SUL SERIO #7 – METROPOLITANA SASSUOLO-MODENA-BOLOGNA. SICURI CHE IL PAZZO SIA IO?

Solo ieri (24/07/2025), mi sfogavo in modo oserei dire poco ortodosso con un amico che aveva postato su un social l’immagine del culo di un camion, dalla sua prospettiva di autista, in fila, fermo. Non un’immagine inedita per chi come molti di noi deve spostarsi per lavoro. Non era il suo intento polemizzare, come mi ha scritto un paio di volte, ma solo passarsi un po’ il tempo, mentre si annoiava inchiodato nel traffico, da qualche parte in questa giungla di lamiere e capannoni che è Piastrella Valley. Non era il suo intento, ma è da anni il mio, perché ritengo che (al netto della chiusura del ponte della Veggia, che ha ovviamente aggravato la situazione), questa situazione sia l’emblema della cialtronaggine e della miopia di chi per la nostra viabilità e per il trasporto pubblico della zona, non ha voluto prendere in considerazione idee che nel resto del globo e anche in certe zone d’Italia, sono realtà. Se a Piastrella Valley non hai un mezzo di trasporto privato (che costa tanto, tantissimo, ormai troppo per molti), sei fregato, anzi, escluso. Era così per me da ragazzino, è così per i miei figli che sono ragazzini oggi. Non è cambiato nulla in oltre trent’anni e anzi, si continua miopemente a spingere sul mettere pezze alle insufficienti opere esistenti o a insistere testardamente e a mio avviso stupidamente su altre che sono diventate vecchie ancor prima della loro realizzazione: esempio lampante è la Bretella Autostradale di prolungamento dell’Autostrada A22, da Campogalliano a Sassuolo. Su invito a nozze dell’amico Monch, sono dunque tornato su quello che per anni è stato un mio autentico tormentone: la Metropolitana per collegare Piastrella Valley e le principali Città della zona e così evitare sprechi economici; andare veramente verso una mobilità sostenibile (che si vanno bene un po’ ci ciclabili in più, ma per favore, basta prenderci in giro con specchietti per le allodole); evitare catastrofiche devastazioni ambientali; iniziare a mettere veramente un freno ad una delle principali fonti d’inquinamento e quindi interessarsi della salute pubblica. Perché io continuo a chiedermi come si faccia a fregarsene della propria salute, di quella dei propri amici, dei propri parenti…dei propri figli. Siamo degli incivili, anzi dei barbari totalmente dissennati! Questi sono i temi di cui dovrebbe occuparsi la politica locale e nazionale, ma come nella celeberrima vignetta delle due rane nella pentola col fuoco acceso sotto, in cui una dice che sente caldo e l’altra risponde che sembra solo a lei, che è sempre stato così. Come consuetudine riporto il pezzo pubblicato sull’ultimo numero di Sul Serio in cui ho provato per l’0ennesima volta a riassumere come la penso sul tema, mentre qui potete trovare un vecchio post in cui parlavo più o meno di queste cose alcuni anni fa e di cui riporto uno stralcio nel pezzo stesso. In realtà sul tema e chi mi conosce lo sa, sia al bar che in Consiglio Comuale, durante la mia esperienza di qualche anno fa, ho scritto e detto tantissimo negli anni e in questo Blog, se vi va di spulciare nella sezione “Politica” e “Riflessioni-Spiegoni-Cazzeggi”, potrete trovare molti post che trattano di argomenti direttamente collegati o affni a questo. Comunque anche se da anni mi guardano come un pazzo, resto convinto che la Metropolitana di Piastrella Valley, sarebbe davvero l’unico obbiettivo su cui lavorare e mettere tutte le risorse possibili in tema di viabilità e trasporto pubblico! Stando a come siamo messi ora, come dice il titolo, sicuri che il pazzo sia io?

Spesso, quando si parla di trasporto pubblico, emerge l’inadeguatezza di quello che collega il nostro comprensorio, sia al proprio interno, che con le tre città capoluogo di provincia e perché no, a nord, Carpi. Marcello un giorno mi chiede cosa io ne pensi dell’idea di un’eventuale metropolitana e mi propone di approfondire l’argomento sul nuovo numero di Sul Serio: sornione gli rispondo che m’invita a nozze.

Nel 2017, quando ancora ero impegnato come Consigliere Comunale, scrivevo sul mio Blog “Bar Snob”:

“A vent’anni (quindi più di vent’anni fa), rompevo la testa ad amici e conoscenti con l’idea che fossimo dei pazzi a non investire su una rete metropolitana che considerasse Reggio, Modena, Carpi, Sassuolo e tutto ciò che sta nel mezzo, un’unica grande città da collegare capillarmente, con una linea dritta verso Bologna sotto la pedemontana. Sogni di un giovane che non ha mai sopportato perdere tempo alla ricerca del parcheggio o essere sorteggiato come quello che la tal sera doveva accompagnare le tigelle con l’acqua minerale e scarrozzare amici allegrotti.”

Insomma, non son più venti, ma ormai oltre trent’anni che insisto su questa idea.

Il sogno è ancora lì, consumato dalle tante volte in cui nell’incredulità ho tentato di condividerlo. Purtroppo ho smesso di parlarne insistentemente come facevo un tempo, perché non mi va più di essere guardato come un matto.  Pazzi forse no, ma irresponsabili e incapaci di lungimiranza, probabilmente sono stati coloro che ai vari livelli hanno deciso per noi negli ultimi quarant’anni che i soldi pubblici andavano investiti in strade, parcheggi e non so cos’altro anziché in trasporto pubblico e in un adeguato collegamento su ferro anche locale. Folle continuare a mettere pezze a strutture inadeguate e poco attrattive, per poi dire che il treno non lo usa nessuno: ah per forza! Quei treni, così organizzati e strutturati, ma se le cose le fai bene, magari la musica cambia.

In un’epoca in cui si deve affrontare un problema di inquinamento, che fa morti ogni anno, ma anche in un momento in cui permettersi un’auto sta diventando fuori portata per molti (oltre che un’assurdità economica, perché si va a lavorare per mantenere un auto che ci serve prevalentemente per andare a lavorare), pensate quanto sarebbe positivo poter andare in ufficio o in officina con la metropolitana e perché no a festeggiare senza mettersi e mettere in pericolo a Modena, Reggio, Bologna o anche solo a Rubiera o Vignola. Invece qui s’insiste ancora con l’inutile, ambientalmente devastante e costosissima Bretella autostradale.

Sicuri che il pazzo sia io?

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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