Mi ricordavo (bene), di essere rimasto particolarmente colpito dalla visione di Parasite e così sono andato poco fa a rileggere ciò che scrivevo all’epoca nel post visione di quello che fu uno dei film più acclamati di quel periodo (se volete farlo anche voi potete recuperare il commento cliccando qui).
Perché l’ho fatto? Semplicemente perché qualcosa non mi tornava e avevo paura di non ricordare bene, visto che questa ultima opera di Bong Joon Ho non solo non mi ha colpito, ma alla luce delle mie aspettative, devo dire che mi ha in parte deluso.
La storia ha tutti i numeri per essere davvero interessante e oltre che incuriosire, intrattenere, divertire, far anche riflettere. Non è mai bello e si rischia di prendere delle cantonate nel fare il processo alle intenzioni ad un artista, ma penso proprio che correrò questo rischio nel dire che credo l’ambizione fosse questa: far riflettere, ma partendo dalla leggerezza, anzi dallo scanzonato, così come lo fu proprio per Parasite. Beh nel caso della pluripremiata pellicola del 2019 direi che l’ambizione sia stata totalmente ripagata, qui proprio no, soprattutto per l’elemento riflessivo.

I temi ci sono tutti: le nuove tecnologie e i dubbi morali che le accompagnano, il rispetto dell’ambiente e degli “animali”, quello delle libertà individuali e di ciò che gli altri si sentono di essere, la qualità becera della classe dirigente e di chi li sceglie (noi), il futuro dell’umanità e via discorrendo. Il problema, secondo me è il modo in cui queste tematiche vengono trattate.
Se in Parasite (lo so sono film differenti e storie differenti e forse è ingiusto continuare a fare un paragone diretto, ma probabilmente non lo è dove lo stile si ripete o tenta di ripetersi), l’elemento ridanciano, che portava a tratti a caricaturizzare i personaggi, ha funzionato benissimo proprio per dare ancora più risalto agli spunti per la meditazione e la riflessione. Qui mi pare che tutti i temi più corposi dal punto di vista culturale, siano buttati dentro e raccontati in modo un po’ troppo banale. Sembra quasi che il racconto si voglia adattare ad un pubblico di incapaci di andare oltre la superficie, a masse che non hanno voglia di pensare troppo, abituate ad avere la pappa pronta e così diventa un attimo cadere in cliché un po’ dozzinali; dove la caricatura poteva essere colpo di genio, qui diventare forse semplicemente grottesca e volgare. Insomma pare che chi racconta la storia non creda che se lo avesse fatto con finezza e scendendo più nel profondo (ed ha dismotrato di saperlo fare), sarebbe stato inteso da chi era lì per guardarlo. Peggio, forse: voleva piacere a tutti i costi anche a chi certe cose non le vuole proprio ascoltare, prima ancora di capirle. Come si fa coi bambini per intenderci.
Così si passa da battute da commediola, triti e ritriti stereotipi e perfino da punti di dubbio gusto. Personaggi già visti e storia che scorre sui binari della prevedibilità.
Non è tutto qui, sia chiaro, ma questo fare l’occhiolino alla banalizzazione mi ha lasciato una sorta di amaro in bocca e fra l’altro non penso che questa soluzione riesca in realtà ad accattivare quel pubblico di bocca buona al quale forse si puntava per allargare la base e arrivare a numeri più ampi (oh, vi ricordo che siete su un Blog che si chiama Bar Snob…).
Soprattutto la seconda parte del film si trascina in modo deludente: non ci sono colpi di scena, accadono tutte le cose che pensi sarebbero accadute esattamente come te le saresti aspettate (perché le hai già viste tante volte in altri film) e in aggiunta ci si mette un po’ di moralismo dal sapore yankee, che da un coreano proprio non te lo aspetti.
Rimango comunque soddisfatto di ciò che il film può dare in termini d’intrattenimento: ottima regia, momenti divertenti, belle interpretazioni, quindi magari la colpa è solo mia o meglio delle mie deluse aspettative.
Per sintetizzare all’osso: questo film non è per niente noioso, anzi, scorre vivace e spesso divertendo; non è brutto, anzi, per quel poco che ne capisco di regia, fotografia e tutte quelle cose da esperti, mi sembra molto bello; semplicemente questo film non mi ha lasciato nulla di importante una volta uscito dalla sala. Insomma: il film l’ho guardato volentieri e non mi è dispiaciuto, ma soprattutto alla distanza mi sta lasciando un senso di insoddisfazione persistente e crescente.
Spero a voi vada meglio.

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