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Più che altro per non dimenticar(Si)


LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 51 – ROBERTA F.

Arrivo colpevolmente lungo a raccontare della bella serata con Roberta e spero che mi venga perdonata questa inefficienza, ma a volte si fa un po’ come si può e in un certo senso ad insegnarcelo è anche la nostra ospite di quella che è la cInquantunesima puntata di Lei Non Sa Che Sogno Io, registrata ormai diverse settimane fa in quella che da un paio di sessioni è diventata la nostra casa, dopo i tanti anni passati nel monta smonta nella sede Anffas del parco Albero d’oro di Sassuolo. Siamo dunque nella saletta di registrazione di Via Marconi in Fiorano Modenese, nella storica sede di Radio Antenna 1, dove le nostre puntate vengono messe in onda, da quest’anno al giovedì sera alla ore 20.

Taglio sbarazzino e occhi vispi, look sportivo e piglio frizzante. Roberta entra negli studi di Radio Antenna 1 con lo sguardo emozionato, ma che non tradisce la minima soggezione. Fin dal primo istante la sua voce squillante e allegra comunica sicurezza e soprattutto quella sana schiettezza, che tanto mi piace nelle persone. Ci sistemiamo e in men che non si dica siamo pronti a partire con la cinquantunesima avventura di Lei Non Sa Che Sogno Io.

La prima cosa che ci tiene a dire quando le chiediamo di descriversi è che lei giocava nel GS di Castelli, squadra di pallavolo in cui ha militato prima di praticare lo stesso sport in Agape. Momenti d’imbarazzo sul calcio, sciolti immediatamente per l’ammissione di Robby di non essere tifosa, anche se giocava a calcetto. Gran sportiva insomma: ci tiene a mettere in chiaro che lei alla pallavolo non rinuncerebbe per nulla al mondo.

Roberta ci dice che ha 46 anni, ma tutti avremmo detto meno, come consapevole e probabilmente abituata, ci premette. Abita con la madre che si chiama Graziella, come la biciletta. Ridiamo di gusto per la sua semplice e genuina simpatia. Occhi buoni e sorriso sempre pronto e non crede agli alieni.

Pollini di Roteglia ed i mosaici su rete di ceramica diventano i protagonisti, prima a microfoni spenti, poi delle nostre chiacchiere con Roberta, che è di una fedeltà incredibile sul posto di lavoro, visto che è in quello attuale dal 1996, cioè da quando ha diciottanni, ma si ricorda del primo giorno di lavoro come fosse ieri. Mai mi sarei immaginato di parlare di piastrelle a Lei Non Sa Che Sogno Io, eppure per un po’ è questo l’argomento di conversazione, ma la cosa importante è che Roberta sta benissimo a lavorare lì e da Pollini si sente proprio bene, va d’accordo con tutti.

Al di fuori del lavoro si trova bene con gli amici di Agape, per cui però non ha preferenze, ma sia chiaro: i suoi amici non si toccano. Tanto sport nel suo tempo libero, ma anche musica e film. E così entriamo in argomento Harry Potter e mi colgono in totale castagna, perché non ho mai visto nulla della celebre saga. Tiene dunque banco Robby con la sua verve e il suo sorriso immancabile, parlandoci del maghetto…Ermione il suo personaggio preferito.

Mi si invita a nozze parlando di appennino: Riccovolto e Gazzano, dove la famiglia di Roberta (in particolare la sorella), hanno dei terreni in cui coltivano erbe officinali, che poi servono per fare dei biscotti aromatizzati: era un po’ che non tampinavamo i nostri ospiti sul cibo e qui ci sfoghiamo per benino. Se volete comprare i biscotti aromatizzati della sorella di Robby, cercate le Erbe del Mulino nei mercatini e potrete godere di biscotti che a solo sentirli nominare fanno venire l’acquolina. Ridiamo e scherziamo, cazzeggiamo anche un po’. Anche questa serata regala momenti davvero divertenti e rilassanti. Col sorriso buono di Roberta, come lo definisce Monch, viene tutto molto semplice in effetti.

Quando le chiediamo se a volte si arrabbia, ci risponde più a gesti che a parole e ci fa capire che è meglio non doverlo scoprire. La dice lunga che la sua giornata sia condizionata da ciò che succede al mondo e non ciò che succede a lei. Risposta che mi piace moltissimo e testimonia la bontà di Roberta, che non ha certo sé stessa come centro del mondo e lo si percepisce benissimo.

A microfoni spenti torniamo a parlare di cibo: nello specifico di Cheesecake, che Robby non ha ancora imparato a fare, ma ci sta lavorando, visto che frequenta un corso di cucina. Ci perdiamo in discorsi culinari e capiamo che siamo dei golosoni, ma non dei gran cuochi. Fra un piatto di cappelletti e cavi che fanno le bizze, noi continuiamo a farci un sacco di risate con la compagnia di Roberta che ha creato subito molta armonia e senso di comunella. Non sono cose da poco.

Il cielo ci porta a parlare di stelle e del colore delle nuvole, ma soprattutto ci aiuta ad introdurre Sandro, che ci legge qualcosa proprio con tema “cielo”, che andiamo a ripescare dalle vecchie letture che già avevamo ascoltato molto tempo fa. Un’altra lettura intensa e che vale davvero la pena non perdere. Roberta, come accade spesso ai nostri ospiti, s’incanta stringendo le cuffie per non perdere nemmeno una parola e noi facciamo lo stesso. A fine lettura un laconico “che bello” della nostra ospite a mettere il punto sulla bellezza piena di colori e dinamica che Sandro ci ha appena regalato. Bella anche la riflessione sul cielo come spazio visto da noi animali terrestri e come spazio vissuto dai volatili.

Ancora tante chiacchiere in fuori onda e finalmente scatta la risposta alle passioni di Robby, che inizialmente aveva un po’ glissato: viaggi e shopping. L’importante è non stare fermi. Entusiasmo per Ischia. Ridiamo ancora tanto nella serenità creata dalla simpatia della nostra ospite. Ma siamo quasi agli sgoccioli e dopo un ascolto di Superfly di Curtis Mayfield, ispirato dalla lettura di Sandro (che invece ha ricordato a Monch il film I Guerrieri della notte), andiamo con le ultime risate e i saluti finali.

Così tanta allegria era esattamente quello che ci voleva e Robby è stata un regalo prezioso, oltre che il catalizzatore assoluto di tutto ciò, Ancora una sera spegniamo i microfoni con qualcosa in più da portare a casa.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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