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Più che altro per non dimenticar(Si)


LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 50 – MASSIMO C.

Siamo alla seconda sessione di registrazioni per questa stagione di Lei Non Sa Che Sogno Io e ci pare già di essere a casa nella nuova stanza di registrazione negli Studi di Radio Antenna 1. In effetti è poi così. Il tempo fuori assomiglia molto a quello dell’autunno se, anche se siamo ormai nella coda di questo inverno, poco inverno dal punto di vista climatico. Ad attenderci nell’ingresso della radio c’è un ragazzone ben piazzato, che mi fa subito dispetto, presentansosi agghindato di tutto punto con abbigliamento griffato Sassuolo Calcio…la gag si protrarà poi con il proseguio della puntata, che in quattro e quattr’otto, senza troppi preamboli e spiegazioni, inizia.

L’apertura è dedicata all’ironia (più o meno) legata alla numerologia: siamo alla puntata 50 ed è ovviamente un immenso traguardo per noi, numero però che quest’anno a chi scrive, non fa benissimo. Non mi fate dire altro. Poi eccoci a Massimo, che inizio subito a stuzzicare proprio per il look Mapeiese con cui mi si presenta e poi altra gag sull’altezza di Monch: ci si riferiva a quella del ritorno in cuffia, ma si gioca sulla sua altezza. Insomma, un’inizio all’insegna della leggerezza e del desiderio di ridere un po’. Ovviamente non ci dobbiamo però dimenticare che siamo qua per Massimo e per sentire la sua storia, che inizia a raccontarci, molto semplicemente, dalle generalità: si chiama Massimo, per l’appunto ed ha 37 anni (38 dopo pochi giorni rispetto alla data della registrazioni). Parte un tourbillon di date, numeri, conteggi. Europei, Olimpiadi per orientarci. Meglio riordinare un po’ le idee e concederci il primo ascolto musicale della serata.

Ancora numeri, anzi, il numero: 50. Monetine e ricordi di Cristina Quaranta, poi ecco la domanda col botto di Monch con la prima domanda vera a Massimo. Sei felice? Il suo sguardo si perde un po’ nel vuoto e solo dopo qualche secondo risponde, che certo…non ci convince ed approfondiamo. Massimo, come mi viene da dire un po’ tutti o quantomeno, tanti aveva dei sogni nel cassetto, che probabilmente non ha ancora accettato di abbandonare, anche se essendo legati a successi sportivi, vengono messi “fuorigioco” dall’anagrafe. Purtroppo per fare successo nello sport, conveniamo, serve farlo entro certi tempi, che ahinoi sono probabilmente sfuggiti anche a lui e come si sa il tempo non ritorna. La cosa meravigliosa e che traspare è la sua passione per il Basket, perché quando Monch gli dice che “anche se non si diventa dei campioni, ci si può divertire” e lui risponde senza indugi con un “ah ma io non ci mollo mica!”. Insomma i sogni possono anche non essere più realizzabili per motivi oggettivi, ma nel cuore di Massimo continuano a vivere e a regalare emozioni. Questa cosa mi pare bellissima e di una vitalità incredibile. Altro suo sogno è quello di fare l’attore. Ecco qui, non ci sono limiti. Ha già molta esperienza con spettacoli a cui ha partecipato e di cui conserva locandine e ricordi vari. Si spezza un po’ la tensione del domandone e si parla un po’ di argomenti da bar: la lira e l’euro, si stava meglio quando si stava peggio. Emerge il grande spirito sportivo di Massimo, che si cimenta in diverse discipline e ribadisce: l’importante è poi divertirsi.

Torniamo a parlare di Sassuolo Calcio, ma questa volta i miei due compagni di viaggio non lo fanno per prendermi in giro e/o per provocarmi: qui si parla di cose serie, ovvero del lavoro di Massimo, che durante la giornata è impiegato nella lavanderia del centro sportivo della Mapei, dove regolarmente il Club fa allenare i suoi giocatori. Lui piega e sistema tutti i capi necessari e qualche volta incontra anche i suoi idoli in campo, anche se mica tante volte, perché è sempre chiuso dentro alla lavanderia a sgobbare. Lo dice con un po’ di amarezza e qui emerge nuovamente il contrasto fra il Massimo grande sognatore, che continua ad emergere (e basta guardarlo negli occhi) e quello un po’ disilluso che spesso chiosa i propri discorsi. È quasi commovente questa cosa, perché mi ci ritrovo un po’. Monch ci chiede quale sia il nostro giocatore preferito di tutti i tempi: io confermo Georgie Best, lui mi dice un quasi scontato Maradona, però aggiugendo un improvviso Tardelli, Massimo non si esprime…però Ibrahimovic gli piaceva e “so tutti bravi”.

Qual è il regalo più bello che hai ricevuto? Un mappamondo. Risposta fantastica, semplice e senza bisogno di troppe spiegazioni. Giocava a calcetto con l’Agape, ma ora non più, perché hanno tolto l’attività: un roccioso spuntonatore. Di colpo si passa all’amicizia e alla lista di quelli che si possono definire i suoi migliori amici, che si conclude con un laconico: “moh sì, tanti”. Le gite, ecco cosa gli piace fare con gli amici, come quella al Lago di Garda che poi ci racconta: ci starebbe sempre a cazzeggiare. Si entusiasma subito appena parliamo di mangiare e ci fa capire di gradire la cucina tipica emiliana, cucinata dalla mamma: eh, chi altro! Massimo dimostra di amare le cose semplici e soprattutto di farlo senza chiedersi troppo. Scatta il quiz su un alimento giallo…

Massimo ammette di essere irrascibile e di arrabbiarsi facilmente, soprattutto se si rompe qualcosa di suo. Con le persone si arrabbia se viene preso in giro, ma adesso, anche grazie all’aiuto di farmaci, un po’ meno. Poi dopo un racconto di Monch si passa a parlare di Sultan, l’uomo più alto del mondo e di gente che parla a vanvera. “Per sapere le cose bisogna studiare” e così parliamo un po’ di scuola, dove massimo avrebbe voglia di tornare. Si parla quindi un po’ di nostalgia e di Gino, che a scuola non molto, ma per lui era molto bravo. Massimo è molto simpatico, anzi un compagnone e ce la godiamo proprio con lui, in una puntata un po’ da bar, ma che si impreziosisce come sempre della presenza di Sandro, con una lettura che avevamo già sentito, ma che andiamo a ripescare, per evitare di bucare la rubrica con lui, ora impegnato a registrare il suo ultimo libro in versione audio. Ripeschiamo dunque un brano che ha come oggetto la parola “novità”. Come sempre ci regala momenti intensi e soprattutto di riflessione. Un brano che potrebbe, anzi, dovrebbe far pensare molti. Un modo divertente per prenderci un po’ in giro: almeno per chi ne è capace.

Massimo ascolta Sandro assorto e rapito e quando torniamo in onda ci parla dei suoi tre gatti: Milù, Trilli e Leo, che come ogni gatto che si rispetti, si fanno gli affaracci propri.Se potesse scegliere un animale da mettersi in cortile sarebbe un serpente. E qui riemerge un po’ il suo lato sognatore, che però tende ad autocastrarsi tornando subito a darsi mazzate di realismo. Spunta poi nella fantasia di quale animale potrebbe mettersi in cortile: un maialino da lasciar morire di morte naturale. Scherziamo un po’ assieme e pare proprio che sia la cosa che ci riesce meglio e solo nei saluti finali scopriamo che Massimo ha una sorella di nome Sara.

Massimo è un ragazzone dolce e semplice, con cui è davvero facile stare in compagnia e col quale chiacchierare del più e del meno. Questo è ciò che mi rimarrà più impresso della serata con lui e fidatevi che di questi tempi sono cose importanti e purtroppo rare.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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