
Mirco ha una faccia da furbetto; sornione entra nella sala di registrazione negli studi di Radio Antenna 1 a Fiorano e con lo sguardo aguzzo inizia a frugare in ogni spigolo della stanza zeppa di attrezzature e si sofferma nell’angolino a fianco alla consolle dove sono impilati alcuni vecchi vinili. Li scruta quasi con l’acquolina in bocca, comunque con un senso di desiderio nei confronti dei desueti supporti musicali.
Inizialmente pare un po’ intimidito dai microfoni una volta aperti, ma il suo potenziale si era già visto nelle presentazioni avvenute nella saletta d’ingresso della radio. Dobbiamo quindi rincuorarlo e supportarlo un po’ all’inizio, ma ci vuole veramente pochissimo per rompere il ghiaccio. Ci scaldiamo con il movimento fisico che è grande protagonista del trentaduenne, formiginese nostro ospite di questa sera. Un osso duro a basket, ci dice l’esperto Monch e così sciogliamo definitivamente la tensione con un bel racconto sportivo. La rabbia che una volta era un problema in campo, ora pare proprio essere sotto controllo, almeno così ci racconta.
Un collezionista di dischi formidabile e così si spiega quello sguardo languido e confidente verso i vinili. Ne ha 1200 in casa e quello più raro che possiede è quello dei Kiss con l’interno di copertina con i musicisti struccati. La sofferente storia di un disco rotto a chiudere il siparietto sui vinili. Ne sa una più del diavolo Mirco, che su tutti gli argomenti che affrontiamo dimostra di avere padronanza e qualcosa da raccontare.
Dopo gli svolazzi musicali, scendiamo sul pragmatismo lavorativo. Come la passione per l’accumulo di dischi, mi accomuna al nostro ospite anche il lavoro che fa e che fu per diversi anni da ragazzo, il mio: il barista. Per Monch il mestiere peggiore del mondo o giù di lì (infatti io non lo faccio più), mentre per Mirco un lavoro bellissimo, in cui poter sfogare senza problemi la sua voglia di chiacchiere e compagnia. Precedentemente aveva invece fatto il vivaista, perché come me (quante analogie questa sera fra me e l’ospite!), è diplomato alla scuola tecnica agraria. Tesi sul Lambrusco. Il ghiaccio è rotto definitivamente e Mirco è un fiume in piena. Impossibile coglierlo in fallo e salta fuori anche una storia che io e Monch non sapevamo: sotto la vecchia cantina di Formigine c’erano i rifugi antiaerei della seconda guerra mondiale. Ci divertiamo un sacco con la verve del nostro ospite.
Mirco è una piccola enciclopedia e viene confermato che sempre più che qualsiasi cosa emerga, lui qualcosa ne sa. Esce poi il suo lato più sensibile, quando ci dice che due giorni dopo (abbiamo registrato la puntata il 25 di Gennaio), per lui sarà una giornata brutta, visto che si tratta della Giornata della Memoria e quanto si commemora lo rende triste. Ci agganciamo al racconto del suo esame di Maturità, dove ha portato come argomento, tutta la storia del ‘900. Un pozzo di cultura e una memoria formidabile. Timido, timido, ma in realtà a tenere banco è sempre più lui in questa puntata.
Altre collezioni oltre a quella di dischi in vinile sono quelle di Bossoli di proiettili della seconda guerra mondiale (anche quelli grossi, che raccoglie e sistema a suon di carta vetrata e olio di gomito), di minerali e soprattutto gli piace dipingere sulle bottiglie di vetro. Quando ci racconta di tutte queste cose emerge una passione grandissima e un’attenzione maniacale per i dettagli. Ci facciamo anche delle belle risate con Mirco, che oltre ad essere loquace, è anche molto simpatico. Una simpatia pacata e non certo guascona, ma davvero accattivante, come il suo sorrisetto furbino, con cui accompagna tutti i suoi magnetici aneddoti. Continua ad incantarci con la precisione con la quale ci racconta delle sue passioni, totalmente rapito dalle stesse. Una casa grande per contenere tutte le sue collezioni e un mobiletto apposito per i minerali.
Mirco è un flusso continuo anche a microfoni spenti (davvero alla faccia della timidezza iniziale) e il primo momento in cui vediamo smorzarsi un po’ l’entusiasmo, ma non certo la facilità di raccontarsi e di condividere senza troppi peli sulla lingua, è quando Marcello entra a gamba tesa sulll’argomento “amore”. Si commuove anche un po’ quando ci parla del suo ultimo amore andato male. Per fortuna Monch è lesto a cambiare argomento, perché la commozione di Mirco mi aveva assorbito e immobilizzato e onestamente colto di sopresa. L’amicizia pare invece essere qualcosa che riempie positivamente la sua vita e che lo coinvolga, dimostrando nuovamente che nonostante la sua metodicità, Mirco è generoso e soprattutto molto sensibile. L’emozione di poco prima lo dimostra, così come quella che gli rompe un po’ le parole quando parla del suo amico Marco che ha gravi problemi di salute. Si capisce dal suo tono che vorrebbe fare qualcosa di più per lui, anche se purtroppo non è possibile, olre a stargli sempre vicino ed aiutarlo come un ottimo amico deve fare. Ce ne fosse! Per essere buoni amici bisogna essere tranquilli e non bisogna litigare. Visto che si parla di amicizia, ci agganciamo al nostro amico Sandro, che questa sera ci legge qualcosa ispirato dalla parola “bambino”.

Come al solito Sandro ci regala un brano di grande intensità e dall’alto tasso di emozionalità. Ci facciamo trascinare dalla sua lettura, poi ispirare per parlare dei nostri ricordi di quando eravamo bambini: Mirco evadeva dall’asilo, perché non riusciva a dormire. Ridiamo di gusto e con un gusto raro e che solo i nostri ospiti di Lei non sa che Sogno io sanno regalarmi, così come le emozioni anche se un po’ malinconiche in questo caso, dopo le bellissime ed imperdibili letture di Sandro…Emiliano Mazzoni arriva a chiudere in bellezza il cerchio con la sua stupenda e perfetta per il (mio?) momento “Come averti sognata”.
Dopo una sperticata difesa della qualità e del talento di Emiliano, che a mio parere non raccoglie quanto meriterebbe, torniamo ai sogni di Mirco, che ci dice vorrebbe andare a vivere all’estero, a Barcellona (anche se non c’è mai andato), poi costruirsi una bella casa in legno in trentino con 1200 metri di giardino. Dalla montagna ai funghi e al tartufo il passo è breve e anche questa volta impossibile trovare in castagna il nostro ospite, che ci erudisce sul mercato dei tartufi, argomento che ci permette di parlare un po’ dell’ultimo libro di Sandro (non l’avete ancora letto?!? Male!).
Litigando con un lettore CD, arriviamo ai saluti finali di Mirco, che fa in tempo anche a raccontarci di un’altra sua passione, cioè quella dei motori: Ducati e Ferrari nel suo cuore e fra i vari cimeli che può vantare, l’autografo, i guanti e sopratutto una gomma di Schumacher. Mirco ci dice che si è divertito un sacco, anche noi. Ci siamo anche commossi e soprattutto abbiamo imparato da Mirco tante cose, soprattutto a prendere sul serio le passioni.
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