
Ce la siamo presa decisamente comoda, non c’è dubbio. O almeno potrebbe apparire così dall’esterno, visto che per far ripartire la quinta e nuova stagione di Lei non sa che sono io, abbiamo atteso l’anno nuovo. In realtà nei mesi che dall’estate al post feste natalizie, abbiamo buttato dentro un sacco di cose: il Festival della Filosofia, il MAT, un paio di puntate extra per tornare su queste avventure e per approfondire con esperti; pergiunta una rivista che il nostro Marcello ha deciso di creare per dare un altro spazio di espressione ai ragazzi dell’Anffas e delle altre associazioni che ormai sono entrate nel giro anche del nostro programma: Sul Serio (che vi invito a non perdere e che potete leggere anche cliccando qui). Insomma, tanta carne al fuoco per l’intero autunno e la prima parte dell’inverno, poi la grande novità degli ultimi giorni: la nuova sala di registrazione negli storici studi di Via Marconi in Fiorano Modenese di Radio Antenna 1, che da questa occasione in poi, diventerà ufficialmente la nostra nuova casa. Il desiderio di far respirare l’aria di una radio vera ai nostri ragazzi, ci porta proprio ad inaugurare questo nuovo e gradevole spazio (un po’ freschino in questo giovedì 25 gennaio, in cui ci troviamo per le registrazioni). Siamo tutti carichi a 1000 e Silvia, la nostra prima ospite per questa stagione e per questa nuova location, lo è se possibile, più di noi.
Carichi come delle molle e si sente fin dalle primissime battute, ma soprattutto tanto curiosi di sentire la storia di Silvia, che parte immediatamente col botto, salutando Special Olimpics. Ignorantissimo chiedo cos’è e si apre il grande mondo di Silvia che ha partecipato niente po, po di meno che ai mondiali di Boowling a Berlino nel giugno 2023…ma fosse finita qua…la nostra ospite, saggiamente racconta che lo sport non è solo vincere, ma è anche stare assieme, condividere. Si allena al boowling di Formigine coi Draghi Rossi agli ordini di Coach Monica.

Silvia si dimostra fin da subito vulcanica anche a microfoni spenti e fa volare via senza indugi la ruggine che questi mesi di assenza dalle registrazioni hanno fatto accumulare. Come sempre Lei non sa che sogno io fa sentire subito a casa, anche quando, come in questo caso la si va a cambiare. Quello che manca al racconto sul Boowling è il risultato finale della competizione: semplicemente CAMPIONI DEL MONDO! Se volete vedere la documentazione dell’impresa, potete andare sul sito di Special Olimpics. (Io sono andato e batticuore e lacrimuccia emozionale c’è scappata.). Che invidia per il podio con l’inno nazionale e quanto rispetto per chi si prepara, si allena e fatica per raggiungere obbiettivi come questi, per anni e anni, con costanza, amore e spirito di sacrificio. Silvia parla di tutto questo con emozione e senza nasconderlo, orgoglio, ma certo non spocchiosamente. Una campionessa mondiale a Lei non sa che sogno io, l’unica che ci venga in mente natia della nostra Sassuolo…
Ma non solo Boowling nella vita di Silvia, ma anche il pianoforte. Auguri di buon compleanno a Roberta, la sua insegnante, che il giorno delle registrazioni, compiva gli anni. Pop e Rock’n’Roll i generi di riferimento per le sue suonate e dopo 20 anni di esperienza, continua a prendere lezione, anche in previsione del prossimo saggio del 25 Febbraio. Niente musica classica nel repertorio e Silvia non la manda a dire: ti piace suonare la classica? NO! Caratteristica questa della schiettezza, che diventerà sempre più spiccata col trascorrere della chiacchierata.
Energia incredibile che continua ad inondare il nuovo studio di registrazione in Via Marconi a Fiorano e grande orgoglio quando Silvia ci dice con la sua spontaneità scintillante, che è onorata di essere con noi. A dire il vero siamo noi che siamo, come sempre, onorati di poter conoscere meglio i ragazzi che di volta in volta arricchiscono il nostro progetto con le loro storie, sempre piene di sorprese e grandi spunti. Guardandola negli occhi, però, si vede proprio che lei si sta divertendo e che ci sta dentro alla grandissima. È davvero speciale capire che per lei questa sarà un’esperienza emozionante.
Silvia desidera aprisi e iniziamo a parlare più di lei nello specifico, legandoci a quello che significa affrontare la sua disabilità nella quotidianità. Le dicono che è “lenta” e capisco bene cosa vogliano intendere coloro che usano questa infelice espressione, ma vi giuro, a me non sarebbe mai venuto da utilizzarla nei suoi confronti: tutto mi pare fuorché lenta. Anzi sembra proprio girare ai mille all’ora. Anche lei non sente che sia la definizione che meglio la descrive, non sente nemmeno sua la disabilità a dirla tutta. Fra le sue qualità con cui vuole descriversi: dolce, buona, generosa e soprattutto su quest’ultima mi pare proprio che i dubbi non possano venire. Alleggeriamo un po’ parlando di difetti e cappelletti. La simpatia di Silvia ci aiuta anche a fare un po’ di baldoria radiofonica e rilassarci, prima di lasciare la parola all’amico Sandro, che anche quest’anno arricchirà le puntate di Lei non sa che sogno io con le sue meravigliose letture. Questo giro la parola è nonna e come al solito va ascoltata in religioso silenzio e in totale concentrazione, perché come le legge Sandro…
Grazie alla lettura di Sandro parliamo dunque di nonne. Silvia le ha ancora tutte e due: Zelmira ed Osanna a cui mandiamo un bacione. Scaviamo un po’ nei ricordi poi ci lasciamo spiegare da Sandro perché ci ha voluto portare nel mondo dei nonni e di fatto tornare un po’ bambini. Ci sta anche un po’ “il bello della diretta” e ci facciamo delle grasse risate. Corriamo ai ripari con gli Üstmamò.

Il tempo vola ed entriamo nell’ultima parte dell’episodio e lo facciamo parlando di bene e di male, soprattutto entrando a gamba tesa con il male. Silvia ci racconta di una delusione, di una storia d’invidia nei suoi confronti, da cui però fa capire di sapersi difendere: la nostra ospite non pare proprio una tipa da prendere alla leggera, per quanto sia di un’allegria e di una spontaneità commoventi. Questa sua ultima caratteristica, pare proprio essere presente quando è ora di dirti senza peli sulla lingua cosa ne pensa. Invidiabile mix la sincerità e la caparbia nel non farsi sopraffare dalla rabbia, ma nel tenere duro per difendere la giustizia. Silvia pare proprio una persona cristallina, ma attenti a sottovalutarla e crederla ingenua, perché dietro alla sua disponibilità si cela anche una grande consapevolezza ed un amor proprio che non trascende nel machismo tanto in voga in questa epoca, ma che non lascia scampo proprio ai bulli che spesso sono i primi utilizzatori dell’aggressività e del cinismo, caratteristiche che non hanno minimamente spazio in Silvia. Una ragazza forte, ma ha ragione lei: traspare sempre più intensamente la sua dolcezza e la sua forza sta proprio lì: nella fermezza e nella gentilezza. Imparate se possibile e renderete il mondo un posto migliore.
Regali: una Smart elettrica bianca e verde. Insomma, come dice il Monch “alla faccia del regalo”. Cerchiamo di addentrarci un po’ nel mondo dell’elettrico, ma alziamo le mani per manifesta ignoranza. Silva continua a farci ridere con la sua spontaneità. L’atmosfera è davvero piacevole e il tempo corre senza che io me ne renda conto. Si passa da un argomento all’altro, per il gusto di parlare e arriviamo anche al lupo incontrato da Marcello a Baggiovara, poi alla pallavolo, altro sport praticato da Silvia.
Con Depeche Mode giungiamo però ai saluti finali. Continuiamo a divertirci un sacco anche in questo frammento conclusivo di una puntata spumeggiante grazie all’esplosiva Silvia. Non si poteva iniziare la nuova stagione in maniera migliore, ve lo garantisco.
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