Dormono i faggi sulla coperta di bronzo
Del loro passato, morto scemando piano
Sembrava ieri rilucere nel sole brillante
Ora si aspetta speranzosi o forse illusi
Che il vento furente ci porti la neve
Per dare un senso al silenzio gelato
Per coprire le ferite delle bufere
Poi, chissà se sarà mai più primavera
Per ora è solo duro ghiaccio sulla strada
E l’aria pela fino ai lacrimoni
Nascosti per bene sotto gli occhiali scuri


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