Zaffata affonda secca nel cuore, che
Pieno sobbalza incurante del meglio
Ordigno danzante sul filo del senso
Traballa, s’incespica stupido cieco
Livido, perso in oblio parallelo
Suonato non molla le corde roventi
Nel cerchio assordato dall’ossessione
Si cura nel caldo tepore del buio


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