Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 41 – CORRADO

La nostra sala di registrazione è completamente invasa dalle colombe pasquali che i ragazzi dell’ANFFAS confezionano diligentemente e così, come successe poco prima del Natale, in quel caso per invasione di (buonissimi) panettoni, ci spostiamo per le registrazioni nell’ufficio attiguo che viene immediatamente inondato dalla curiosità di Corrado, più volte citato dalla fidanzata Federica, nostra ospite della puntata precedente, quella che ci ha fatto toccare le quattro decine tonde, tonde, nel conto complessivo.

Dietro agli occhiali si muovono due occhi vispi e instancabili. Assieme a Corrado entra anche Daniele, il fratello, che ci apre ad un’esperienza nuova, cioè l’interprete dell’ospite, visto che quello di questa sera si esprime quasi esclusivamente in sardo, lingua sicuramente meravigliosa, ma non certo alla portata nostra e probabilmente del nostro ascoltatore medio. Siamo dunque in quattro attorno alla piccola scrivania sulla quale ho montato l’impianto di regia e registrazione, ma visto che nonostante si sia già in primavera, la temperatura non accenna a tener fede alle medie stagionale, standone ampiamente al di sotto, l’effetto stalla ci aiuta a scaldare l’ambiente.

Per scaldare quello della registrazione non ci vuole che un istante, perché Corrado fa capire perfettamente una cosa che non ha bisogno di nessuna traduzione: ha una simpatia formidabile. Federica ci aveva detto che era bellissimo e noi non intendiamo discutere il suo giudizio, ma di certo riusciamo ad ammirare fin da subito la forte empatia che crea con chi come me lo ha appena conosciuto. Vizio di famiglia, a quanto pare, perché anche Daniele non si discosta minimamente da questa preziosa caratteristica.

Dice di essere emozionato ed in effetti nonostante la faccia da osso duro, pare proprio che dietro si nasconda un tenerone…lo si vede dagli occhi, sempre vispi e pronfondi. Arriva anche il sorpresone da parte di Monch, che mi infila alla muta una nuova rubrica in scaletta.

Corrado abita a Varana, ma è nato ad Iglesias. È un autentico stacanovista, che tutte le mattine si presenta in Anffas per lavorare e collaborare alle varie iniziative proposte. Altra sorpresona arriva dall’anagrafe di Corrado che ha già 51 anni anche se non parrebbe proprio. Un po’ di Funkeggiamenti…ovviamente apprezzatissimi.

A microfoni spenti si scatena il Bar Snob. Corrado tifa per il Cagliari, ma udite, udite simpatizza anche per Juve, Inter e Sassuolo…ma lasciamo momentaneamente da parte il momento braga e ci intrufoliamo nello spinoso argomento dell’amore. Nessun problema per il nostro ospite. Gli occhi vispi ora si illuminano e si fanno a cuoricino, per ricambiare le dichiarazioni d’amore per Federica, che tanto aveva parlato di Corrado nel suo appuntamento: a Corrado di lei piace tutto e le ha anche regalato un anello (ma questo già lo sapevamo).

Dall’amore all’amicizia: anche lì pare proprio che tutto confermi il grande cuore e la grande empatia di Corrado, che snocciola i tantissimi nomi di coloro con cui si trova bene, soprattutto nelle giornate in Anffas. Il caro e vecchio Gianluca spicca come primo nome citato e chissà perché ce li vedo proprio questi due a fare comunella: decisamente una coppia di amici azzeccata.

Anche per Corrado il teatro è attività importante , ma poteva mancare in questa serata fra maschiacci il parlare di cibo? Ed eccoci lì in men che non si dica a parlare di Porceddu e costolette di agnello in un’atmosfera davvero rilassata. Manca veramente solo un bicchierino di vino da sorseggiare fra una chiacchiera e l’altra, soprattutto mentre ci si inoltra a scoprire le ricette. Daniele sorride, perché pare che Corrado si prenda il merito, ma il vero cuoco sia lui. L’importante è stare in compagnia e pare proprio che qui non ci sia alcun problema. Meravigliosa combricola.

Viene così il momento della nuova rubrica, che ci va a scovare grazie ai ragazzi dell’Anffas (e chi sennò), i tesori turistici della nostra Sassuolo. Oggi si parla di Piazza Piccola (al secolo Piazza Garibaldi), delle sue canalette e del suo orologio, ma anche dell’albero della libertà. Oggi a raccontarci il tutto era la voce di Pietro che abbiamo già avuto ospite in passato. Lui ed altri ragazzi hanno fatto il corso da guida turistica e da qui nasce questo nuovoi spazio ceh ci farà compagnia per almeno sei o sette puntate.

Torniamo a Corrado che ci racconta di non arrabbiarsi mai, così come Daniele: altra caratteristica di famiglia. Altra cosa che pare lampante anche a me dopo solo questa prima mezzoretta assieme a lui, è che Corrado non è una persona incline alla tristezza. Mentre lo dice annuisco col capo, perché davvero sembra ovvio ciò che ci racconta e penso dentro me, sereno. Ecco Corrado sembra semplicemente sereno ancor prima che ad esempio, allegro, per quanto i suoi sorrisini sottili e spesso furbetti, sotto i baffi, sottolineino una simpatia innata e spontanea, non certo spinta e caciarona, ma ineluttabile. L’unica cosa che lo fa spazientire è se lo vengono a prendere prima dell’orario pattuito durante le giornate in Anffas, perché a quanto pare lui ci sta proprio bene.

Torniamo a questo punto a Sassuolo di profilo, anzi a “L’aura non c’è” che semplicemente è la stesura aggiornata del libro di Mario Pelati, che da inizio stagione stiamo saccheggiando: si torna a parlare di Piazza Piccola, o meglio dei suoi bar “Baratterei l’immoprtalità per una birra gelata” (segnatevela perché questa è bella davvero!), ma ancor più precisamente parliamo dell’Elogio del gelato della Gigia, vecchia gelateria sassolese, che per limiti anagrafici non abbiamo fatto in tempo a conoscere. Anche Corrado dice che il gelato di Iglesias gli è rimasto nel cuore e a ruota gli va Daniele, che ci parla del gelataio “Da Massimo”: 30 lire per un gelato col biscotto, 15 lire per metà gelato. Per me il ricordo dell’infanzia e dei sapori si tuffa sulla stria di Ligabue, mentre Monch torna sulla sua passione per l’anguria. Tento un attentato ad una colomba, ma desisto subito…eh ma qua a parlare di cibo viene fame! Corrado ride e di diverte e noi con lui.

Viene il momento di parlare di animali e Corrado ha due cani Cheyenne e Argo (che è piccolino) ed ha purtroppo le gambe dietro che non funzionano più. Traspare dall’entusiasmo con cui ne parla che ci tiene proprio al suo cane e ama coccolarli e lui è amato da lei. La domanda sulla lettura torna a farci capire che Corrado a volte ama raccontarcela un po’, ma ci sta, peccato che Daniele lo smaschera, ma sempre sorridente: ancora tanta serenità e pace, che ci portano alla lettura di Sandro che si lascia ispirare dalla parola Radio…ed io vado subito, ovviamente, in brodo di giuggiole…bellissimo, come sempre, il brano scelto. In questo caso il brano è tratto da uno scritto di John Cheever e ci scappa anche la citazione per Massimo Volume (che ricordo bene avere un posto particolare nel cuore di Sandro). Fantasia e vita di tutti i giorni che si fondono. Una Radio nuova: magica!

E con Sandro andiamo praticamente ai saluti finali, che vanno in particolare agli amici e poi si passa ai parenti, che in buona parte vivono ancora nella natia Sardegna: cinque fratelli e una sorella! Ovviamente il saluto principale, con il gesto del cuore e poi il nome di Federica, che chiude questa divertente e intensa puntata. Chiudiamo i microfoni e mentre in sottofondo c’è ancora Alan Vega che canta, arriva il momento più bello della serata, per me: Corrado si avvicina e mi abbraccia stretto, senza dire niente e poi mi allunga un bacio sulla guancia, che mi fa commuovere. Io stringo forte e ricambio. Questo è quello che rispondo a chi mi chiede, perché da anni, nonostante alla sera si arrivi stanchi e a volte demotivati, arrabbiati o distratti, valga la pena continuare a conoscere da vicino i ragazzi dell’Anffas con questo modo privilegiato chiamato Lei Non Sa Che Sogno Io. Mi scappa fra i lacrimoni della commozione uno dei più profondi e sentiti GRAZIE che abbia mai pronunciato.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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