L’angoscia lasciata da un film
Si mischia alla notte in torbidi sogni
In buie ore, infinite e sospese
Nascosto agli occhi della solitudine
Protetto dal caldo torpore di panni ingarbugliati
Soffocanti presagi si confondono con la fantasia
Il traballare del mondo che attende al primo passo
Fisso il tenue raggio del giorno che entra
Dalle fessure del guscio che è casa
Un sospiro pungente
La corazza ammaccata pronta sulla sedia
Un tuffo alla cieca
Marilyn è morta in un letto di seta
Bianca come la neve sul Cusna
Tagliato in due dal sole gelato
Là in fondo, dove inizia il greto del fiume


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