
Serate fredde e uggiose, serate difficili e in cui l’unico desiderio apparente è quello di spegnersi sul divano o sotto le coperte…ma le nuove registrazioni incombono e, si sa, le soprese con Lei non Sa che Sogno io, sono costanti e ormai troppe volte è capitato di uscire rigenerati dall’esperienza, per non sperare che anche in questo caso le cose vadano così. Certo il rischio di illudersi e quindi di rimanere delusi e dunque peggiorare la situazione c’è, ma come si suol dire: chi non risica non rosica e poi un impegno, è un impegno e bisogna onorarlo al meglio. Son dunque lì, un po’ cupo e scoglionato che in modo quasi meccanico e anonimo che spistolo coi soliti cavi, cavetti, orpelli, microfoni e pistolotti, tutto assorto per evitare di commettere qualche errore che poi rischia di ritardare l’inizio delle registrazioni; beh, mentre son lì nella luce al neon della solita stanzetta in cui improvvisiamo il nostro studiolo, nella sede Anffas dell’Albero d’Oro a Sassuolo, che vengo flessciato da un candido, raggiante e caldo sorriso. Ylenia entra sulla sua sedia a rotelle, con un bel maglione rosso che mi mette fin da subito buon umore e soprattutto con questo sorriso che sembra un miracolo e come tale lascia a bocca aperta.
Ylenia in alcuni momenti fa un po’ fatica ad esprimersi, ma non si ferma certo di fronte a questo piccolo ostacolo. È carica come una molla e sprizza entusiasmo da un ogni poro. Ci fa un sacco di domande prima di partire con la registrazione e coi suoi occhi vispi scruta tutto intorno setacciando ogni angolo e quando ti guarda dritto nei tuoi si capisce che vuole guardarti dentro e capire chi sei. Una sensazione forte, non fastidiosa, ma certamente impegnativa. Ylenia è piena di gioia ed emozionata come una bambina, ma dice che lei in Anffas ci va da “troppo”: da quando aveva 17/18 anni, mentre ora ne ha poco più di quaranta: quarantadue per la precisione. La più giovane della combriccola. Ti piace la musica? OOOOOOOOH! Un po’ di coccole da Tom Waits, la cui voce roca e malinconica si fonde per un istante con la risata incontaminata della nostra ospite, creando un contrasto emozionalmente profondissimo.
Il Natale non è ancora alle porte, ma nemmeno più così lontano e si inizia a parlare di come lo passerà e se le piace: la rende falice, perché permette di stare tutti assieme. Come darle torto e come non lanciare subito un pensiero a quanta voglia e probabilmente bisogno abbiamo tutti noi di passare momenti di calma e calore fra i propri affetti. Per Ylenia, poi ci sarà la compagnia speciale di Asia, la sua nipotina di 3 anni. Gli occhi le brillano mentre ne parla: si vede che ne è profondamente innamorata. Ci gioca, la coccola e ci passa più tempo possibile.

Ylenia vive a Casinalbo, come l’intramontabile Checco Menozzi, al cui nome si scatena una delle illuminanti grandi risate. Quali sono i doveri di uno zio? Secondo Ylenia: stare insieme e giocare coi nipotini. Asia, nonostante abbia solo 3 anni, la aiuta a mettersi le scarpe e in altre piccole cose. Una nipote fortunata. Come quelli di Monch, anche se una è provvisoriamente è stata dimenticata. Ora è Ylenia a interrogarci e a domandarci un sacco di cose anche profonde, rimarcando la profonda curiosità ce traspare dagli occhi sempre luminosi…adorabili.
Chiedendo a Yelenia cos’è che le da più gioia e la fa stare meglio è il teatro, che fa grazie al progetto e all’attività apposita dell’Anffas: prove di teatro mentre io sciappino con gli strumenti tecnologici…mi perdo un attimo e mi trovo preso un po’ in mezzo dai miei compagnoni. L’unione fra gli attori della compagnia è ciò che rende il teatro più semplice e soprattutto efficace.
Pare incredibile, ma Ylenia ci dice che a volte si arrabbia e quindi quello che sembra un sorriso inesauribile, a volte si spegne. Ad esempio proprio nel pomeriggio la Barbara (nostra passata ospite), l’ha fatta arrabbiare, ma non ci racconta perché e ci fa capire che la questione è ancora aperta, con uno sguardo fulminante. Parte il racconto di Monch che decliniamo a rubrica del giandone, di quando rientra dopo il turno di notte e si trova le macchine parcheggiate davanti al cancello di casa. Viene così il momento di riprendere “Sassuolo di Profilo” del Prof. Pelati. Citiamo anche Francesco Genitoni e cazziamo un altro po’ Monch. Si parla di Villa Segrè e si critica l’incapacità di preservare i tesori del nostro territorio, che cozza con la grande capacità di valorizzare risorse umane e naturali: discorso interessante, che come al solito Monch invita ad approfondire. Ogni pausa è scandita da una sonora risata di Ylenia, che mette il punto ai discorsi: che spettacolo.
In ogni pausa musicale Ylenia continua a tenere banco e ci parla di quanto ami anche ballare, per poi raccontarlo a tutti una volta rientrati in “diretta”. Subentra un’altra Asia, insegnante di ballo e poi subentra anche un ricordo mio personale di Asia Argento. Si torna a parlare di ballo e delle lezioni che prende Ylenia: prevalentemente balli di gruppo. Sveglia come pochi Ylenia sfrutta tutti gli strumenti possibili per comunicare con noi, anche il telefono su cui scrive brevi messaggi. Nel suo personale, che ora non ha con sè, ha anche applicazioni che servono per comunicare meglio. Le piacciono anche i Social Network ed infatti nei giorni successivi alla trasmissione, diventiamo velocemente amici su quelli più noti come Facebook e Instagram. Continuiamo a divertirci e a sbagherare e arriviamo a parlare di scuola. La nostra ospite si è diplomata all’istituto d’arte di Modena, Venturi. Un sorriso speciale ci fa capire perfettamente quanto sia stata per lei esperienza fondamentale, alla quale continua ad essere legata. Ecco, il sorriso di Ylenia come strumento principale di comunicazione, questo penso mentre assisto a questo momento. Parlando del Venturi, emergono vecchi ricordi del Monch.

Ylenia è palesemente portata per le arti: teatro, ballo, disegno e ama anche la fotografia. Però il telefono di Monch è brutto e quindi niente foto con il quello…a proposito di arte, viene il momento di Sandro Campani, che torna con le sue letture. Quella di oggi è dedicata ai gatti. Stupenda. Da non perderne nemmeno un singolo istante. Intanto la nostra ospite ci dice che i gatti le sono simpatici, ma purtroppo è allergica ai peli e alla lingua dei gatti. Quanto ci è mancato Sandro. Lettura stupenda in compagnia di Luigi.
Durante la lettura di Sandro Ylenia scrive: Luna e Cane. Si parla quindi del cane che le fa compagnia, che gioca con lei e con la nipotina Asia. Luna è buona come il pane. Poi si torna al ricordo di Kiki, altro cane lupo passato nella sua vita, ma essendo un maschio era più aggressivo e più complicato…siamo quasi alla fine. Ma i sorrisi continuano a sgorgare senza sosta e ad illuminare la nostra serata, che da mogia si è magicamente trasformata in allegra e, anzi, indimenticabile. Si finisce parlando di sogni e di mare…e naturalmente si finisce con in sottofondo la risata e il meraviglioso, indimenticabile, trascinante sorriso di Ylenia. Che meraviglia. ma fidatevi, per davvero!
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