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LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 33 – ROBERTO

La serata in cui si riprendono le registrazioni della nuova stagione di Lei Non sa che Sogno Io è calda oltre la misura della stagione autunnale in cui siamo già immersi e piena di emozione per questo nuovo inizio. Roberto entra nello studiolo come sempre allestito nella sede Anffas dell’Albero d’Oro di Sassuolo, con sguardo serio e corrucciato. Quasi truce. Scruta i cavi e soprattutto la mia faccia, per capire immediatamente se si possa sentire al sicuro. È vestito in modo sportivo, ma elegante e gli occhiali gli conferiscono un piglio quasi austero. Lo sguardo è al limite del solenne. Cerco di non farmi ingannare da questa facciata e di entrare in sintonia subito con lui, che ci mette in effetti un attimo a sciogliersi e dopo la classica sigla a iniziare a parlare senza quell’ombra di sospetto che mi pareva di aver visto in lui nei primi attimi. È semplicemente una persona posata e seria e da lì a poco potremmo anche scorprire, profonda.

La puntata parte subito in maniera spumeggiante e con un altarino riguardante la puntata che ha visto protagonista Marco. Roberto vive in campagna e i genitori gestiscono un’azienda agricola, dove allevano bovini per il latte da Parmigiano-Reggiano e così mi si stuzzica la vena del perito agrario che è in me. Lui invece studia al Sigonio di Modena. Nel primo intermezzo musicale con i Rage Against the Machine, il nostro ospite si scatena e a dispetto del maglioncino perfetto che indossa, si lascia andare ad un airguitar pieno di pathos e di impegno. Parliamo di musica e saltano fuori nomi della storia musicale italiana degli anni ’60.

Roberto ha la nomea di essere un grande lavoratore: è impiegato alla Decathlon di Modena, nel reparto scarpe, al mattino dalle 8 alle 13. Si trova bene, grazie al bell’ambiente. Scherziamo un po’ sugli abbinamenti e dei colori, poi emerge che questa è già la seconda esperienza lavorativa in un negozio. Parliamo quindi dell’eleganza di Roberto, che fra noi “sacloni” emerge spudoratamente.

Si passa velocemente a parlare di sport: canoa ai laghetti di Campogalliano, Karate, Ciclismo e Sci. Un perfetto commesso, esperto per un negozio di sport come la Decathlon. Roberto è un chiacchierone e la lingua si è sciolta molo velocemente. Ama la festa e stare in compagnia: a casa sua è sempre festa, ma lo fanno anche lavorare nei campi, tagliare l’erba con la macchina blu. Grande invidia per il trattorino e per la vita in campagna.

Salta fuori che Roberto è anche un musicista: uno preciso come lui non poteva che suonare la batteria, ma può annoverare fra le proprie capacità anche quelle di cavarsela col trombone. Entriamo nel racconto del come e perché suona questi strumenti e ci facciamo incantare dalla chiacchiera da cui escono in grande evidenza i nomi delle persone che c’entrano nella sua storia musicale. Arriva anche per questa puntata il momento delle curiosità estrappolate dal Libro di Mario Pelati “Sassuolo di profilo”: elogio di Rocca. È venuto il momento di ballare sulle note di James Brown, prima di lasciare che Roberto ci racconti di Mete Aperte…non si capisce perché si ripiomba sempre a parlare di cibo e a far venire fame a Marcello.

Il tempo con Roberto vola. Si riempie del suo entusiasmo e del suo turbinio di informazioni, nomi e di tutta la passione che sta dietro alle cose che fa e che esplode dai suoi racconti, uno collegato all’altro. Provo a scroccare una marmellata all’amarena…resto in trepidante attesa. Piccolo momento di tristezza legato al ricordo di Alfredo, scomparso a 52 anni, lasciando però ottimi ricordi. Si esce dal momento triste con il racconto delle giandonate di Marcello.

Robbi, hai la morosa? A volte a scout…Giulia. Corre Roberto e se la vorrebbe sposare, ma io subito suggerisco calma e gesso. Si entra così nel mondo dello scout, come ormai in questa quasi oretta mi sono abituato con Roberto: un flusso continuo che dopo un po’ passa agli amici. Domande difficili da parte di Monch, che fa emergere un lato molto classico di Roberto: nell’amicizia è importante essere rispettosi delle regole ed educati.

Quello che è la grande sorpresa emerge nell’ultimo fuori onda, con Roberto che tiene banco e darebbe lo spunto per un altro programma intero. Ci parla dei suoi cinque nipoti. Non manca il nostro tentativo di imbucarci alla festa che viene fatta presso l’azienza agricola dei genitori a base di tigelle, gnocco fritto e borlenghi. Sogni per il futuro: fare il sindaco di Modena e fare l’avvocato…e qui si lascia andare con trasporto e passione ad un discorso politico/religioso/culturale con la conclusione che ci lascia un po’ a bocca aperta per la profondità e la generosità. Pensiero agli altri e a chi sta peggio. “Senza mangiare cosa fanno (le persone)…muoiono?”. Roberto è letteralmente incontenibile e si lascia andare ad un discorso che si allarga fino al Vescovo e al Papa. Un piglio da grande politico. Purtroppo la puntata finisce con un sacco di roba ancora da dire: Roberto è una miniera inesauribile. Un chiacchierone piacevole e dalle mille sfaccettature, con cui è stato piacevole, ma anche commovente e stimolante, passare questa oretta…che sembra infinita: battutine fino all’ultimo secondo.

Grazie Roberto!

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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