Un’insolita domenica poemeriggio di Luglio. Piastrella Valley bolle di questa estate cinicamente siccitosa e a differenza del solito non sono in montagna a passare il fine settimana. Solo sul divano mi risveglio da uno spigozzo sudaticcio e l’aria del ventilatore che mi punta sui piedi. Sono le quattro da poco passate e non vola una mosca, non passa una macchina: desolazione cche assomiglia allo smarrimento. Prendo il telefono, vedo l’app del cinema che purtroppo mi sono disabituato ad utilizzare e apro quella del Raffaello. Danno Elvis. Folgorato mi vesto senza nemmeno ragionarci su e pochi minuti dopo mi ritrovo in una sorprendentemente affollata tangenziale in direzione Modena. Quando arrivo il cinema pare chiuso, tanto scarsa è l’affluenza, mi dirigo spedito alla cassa, dove una signorina pare quasi aspettarmi: fila 7, posto 7: come sempre. Non entro al cinema da quasi un anno (era il 23 Settembre del 2021, me lo ricordo bene), ma c’è così poca gente che le cose filano lisce fin da subito.
Inizia il film e dopo pochi istanti mi viene viene in mente l’aggettivo “dirompente”. Rimarrà nella mia testa per tutta la visione e anzi, come aggettivo perfetto per descrivere questo film. Le monografie sui grandi personaggi della musica mi hanno sempre avvinto, anche quando parlano di artisti che in realtà non mi sono mai interessati troppo dal punto di vista prettamente musicale. Di Elvis certo non si può dire (chi oserebbe bestemmiare in modo così altisonante???), ma nemmeno posso affermare di essere un fan sfegatato del Re del Rock’n’roll. Certo è che in questo caso i vari cliché non tradiscono le attese, ma il film, rispetto a quelli definibili standard sul genere, pare avere una marcia in più. La musica c’è ed anzi squote le budella in più di un’occasione, ma quella che incalza è la potenza emotiva che la narrazione riesce a sostenere.

Due ore e mezza per raccontare la storia che forse tutti già conoscono (io per fortuna non sapevo molte cose e per questo me la sono goduta anche di più). Due ore e mezza che volano e salvo in un paio di frangenti non mollano mai. L’intensità è spaventosa. Consuma come si sta gradualemente consumando il protagonista nella fiamma della sua passione. Sono talmente preso dall’incedere incalzante della storia e soprattutto dal modo passionale di raccontarla, che solo dopo un quarto d’ora mi accorgo che il Colonnello Tom Parker è interpretato da Tom Hanks (magistrale).
Mi ritrovo sempre a battere il piedino sui ritmi delle canzoni, in un paio di occasioni viene quasi da alzarsi e ballare. C’è una strana empatia e comprensione immediata con le ragazze che dalla platea impazziscono e che si fanno sfuggire irrefrenabili urla di giubilo agli ancheggiamenti che per la prima volta vedono sul palco. Non manca nemmeno la commozione nei momenti più drammatici della storia, anzi, qualche lacrimuccia spinge in un paio di occasioni. La cosa che però mi convince di più e che a bocce ferme mi fa dire che si tratta di un gran bel film, è la forte volontà di far capire non tanto chi fosse Elvis e fare una cronaca della sua breve quanto intensa e pregnante vita, non c’è certo quella di giudicarlo, ma cosa abbia voluto dire per quei tempi una forza della natura come la sua. Una forza della natura che dirompente, troppo giovane, come in una fiammata, lo ha consumato e portato alla fine.
Personaggi che traggono dalle proprie inquietudini e anche dalle proprie sofferenze, la potenza che li rende unici. Ecco un’altra storia in cui il sacrificio di una persona ha regalato meraviglie all’umanità. Elvis va oltre la musica e il mix fra musica nera e country bianco, quindi va ben oltre i problemi di segregazione (ovviamente anche questo emerge). Elvis Presley è un ragazzo istintivo, che ha avuto il dono di una voce strabiliante e di una sensualità ingenua ed innata.
Due ore e mezza spese benissimo, di totale coinvolgimento spirituale ed emotivo. Forse era quello che mi ci voleva in questa domenica di luglio, ma di film così intensi e emozionalmente coinvolgenti non ne ho visti molti. Consigliatissimo. Anzi, semplicemente dirompente.

Lascia un commento