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LEI NON SA CHE SONO IO – PUNTATA 30 – ELISA

Una figura esile, avvolta in una comoda e rilucente tuta da pallavolista azzurra, si presenta alla porta dello studiolo allestito nella sala Anffas dell’albero d’oro di Sassuolo. Noi abbiamo appena finito di registrare la puntata 29 con quel ciclone di Serghei e siamo probabilmente ancora un po’ in balia della sua allegra irruenza, quindi forse impreparati alla delicatezza che si svela al 100%, non appena Elisa si toglie la mascherina e ci lascia godere del suo solare sorriso. Quando una serata deve andare bene, ci va e pare proprio che questa sera il destino ci dica bene, perché se di allegria e serenità c’era bisogno, eccole arrivare nella presenza gentile della nostra ospite.

Pronti via, Elisa ci racconta subito che gioca a pallavolo, che lavora all’altra bottega e in un asilo; abita a Spezzano ed è giovanissima (25 anni). Dopo il primo stacco musicale, ci si concentra a parlare di nuovo del lavoro di Elisa, in particolare del lavoro all’asilo dove fa l’Aiuto Tata al Sant’Anna di Sassuolo. Le piacciono i bambini e le brillano gli occhi mentre parla di quella che definisce la sua passione. Come dice Monch: si vede. Altro lavoro è appunto quello all’Altra Bottega in Piazza Martiri Partigiani a Sassuolo dove aiuta a produrre e vendere lavoretti, bomboniere, ecc…

La gentilezza e la posa signorile di Elisa balza all’occhio e colpisce. Una delicatezza che ti fa mettere i guanti di velluto, per paura di lasciare un graffio sulla cristallina superficie di serenità. Si torna a parlare di pallavolo e della PGS Smile di Formigine, dove gioca. Saluti agli allenatori e ai compagni di squadra. La noia pare non attecchire nella serafica, naturale e vien da dire atavica calma di Elisa a cui piace stare in compagnia, ma all’occorrenza sa stare anche da sola. Nel suo passato sportivo c’è anche la Ginnastica Artistica, che ha però abbandonato per questioni di età.

Una ragazza piena d’impegni, che ama anche disegnare coi Mandala. Elisa prova a spiegarmi di cosa si tratta, ma meglio se lo ascoltate da lei…il rosso spadroneggia fra i colori, visto che è il suo colore preferito, mette d’accorso anche me e il Monch.

Parliamo di Bignè, ma non alla crema, bensì di uno dei tre gatti in famiglia che così si chiama: meraviglioso. Ce la ridiamo e non poco,. L’atmosfera è davvero rilassata e piacevole. Avete presente quando sempbra che non succeda niente di particolare, ma si sta bene così e si pensa che è decisamente meglio così? Gli altri due gatti sono Charlie e Zaza. Ovviamente l’aggancio per parlare di cibo è immediato. La sorella di Elisa fa la pasticcera e noi ci chiediamo perché non ci sia un bignè per noi. Ma non un gatto…insomma, ci siamo capiti.

Dopo i Jam, tocca ora alla rubrica curata da Monch dal libro del Prof. Pelati, che questa sera torna in Piazza Piccola e per la precisione nella meravigliosa e aromatica cornice della Drogheria Roteglia. Visto che siamo in tema di negozi, Elisa ci racconta che ama fare shopping, soprattutto comprando vestiti. Le piace vestirsi elegante, soprattutto per il sabato sera che passa con le amiche, perché “l’amicizia non deve mai mancare”. Ecco una di quelle frasi che qui a Lei non Sa che sogno io saltano fuori dal cilindro, all’improvviso e che ti fanno venire voglia di chiudere tutto e dire che più di così non ci si può aspettare. Ma in realtà Elisa ha ancora molta voglia di raccontarsi e parliamo del periodo invernale, dove purtroppo, il Covid l’ha costretta alla clausura per una ventina di giorni. Amicizia, che grazie alla tecnologia, comunque non le è mancata anche nei momenti di distanza obbligatoria. Roul Bova è il nuovo Don Matteo al posto di Terence Hill? Si impara sempre qualcosa di nuovo dai nostri ragazzi. La sua preferita nella serie, che le piace tanto è la Capitana.

Anche leggere le piace e in particolare ci parla de “La mia forza”, libro scritto da una pallavolista. Io sono stupito, perché in effetti Elisa è una delle poche che ci risponde senza indugi con la sua schiettezza gentile, che la lettura è un’attività che la coinvolge…parlando di lettura arriviamo a Sandro Campani…o forse no…ancora problemi tecnici, un po’ d’imbarazzo e auguri di compleanno in diretta, visto che sono passati pochi giorni da quello della nostra ospite. Legge anche ai bambini all’asilo: un condensato di dolcezza e di delicatezza mentre ce lo racconta. Mette sempre più serenità parlare con lei e vien voglia di tenere il tono basso: di parlare piano e lentamente. Una gran bella influenza su di noi. Su di me dirompente. Sorpresona: dopo lo stacco musicale con Cure, riusciamo a recuperare Sandro. Evviva! La natura, un temporale, la paura, le magie del vento…anche i gatti di Sandro (quanti gatti questa sera): come sempre una meraviglia, che conquista anche Elisa. Assieme a noi non si perde una parola del racconto preso da “La parete” di Marlen Haushofer. Siamo tutti assorti nell’ascolto e alla fine ci guardiamo come a volerci aiutare a vicenda a sospirare.

Siamo quasi alla fine e si parla di sogni. Quello di Elisa è di imparare a cucinare. Un po’ di rock’n’roll per arrivare ai saluti finali. Siamo felici di vederla felice e soddisfatta. Elisa ci ha raccontato di lei, ma soprattutto ci ha fatto godere della sua aurea rasserenante e della sua compostezza contagiosa. Grazie a lei per la serenità con cui ci manda a dormire e che mi ritorna riascoltandola nel registrato numero 30 di Lei non sa che sogno io. Merce rara in questi tempi di nervosismi elettrici, stress e delusioni: come si fa a non ringraziare per l’ennesima volta dell’opportunità che si ha nel conoscere questi meravogliosi ragazzi?

Chiudiamo con la rubrica del giandone…no comment…non mi fate fuori il Monch, che alla fine è un bravo ragazzo…

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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