Crōsa
Arpej al sileinsi, solitudin
Squasē dal barbaj dla neva in sèma
Smors la musica, ascolt din dò disvin
Al cioch sord, fànd dla scunfeta cla rēma
Countra, damand ste veint žle, pin
Dn’inveren apeina ‘rivē, ‘na lèma.
Tàc la crōsa, sùbet as quacia al sōl
L’ósta dal capès piò che tasēr an pōl

Croce
Riaccendo il silenzio, solitudine
Scosso dal riverbero della neve in cima
Spengo la musica, ascolto da dove proviene
Il tonfo sordo, profondo della sconfitta che rema
Contro, come questo vento gelato, pieno
Di un inverno appena arrivato, una lima
Tocco la croce, subito si copre il sole
L’accortezza della consapevolezza più che tacere non può

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