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Più che altro per non dimenticar(Si)


LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 26 – DAVIDE

Un sorriso grande. Timido, ma senza vergogna. Uno di quei sorrisi che ti si stampano nella mente e di cui sarà poi difficile dimenticarsi. Davide entra in punta di piedi e si mette a sedere alla chetichella. La sua stazza importante fa un a pugni con il suo approccio; pare quasi intimidito. Saranno i cavi della consolle che come al solito si arrotolano disordinati sul tavolino della “nostra” saletta che utilizziamo per le registrazioni nella sede Anffas dell’Albero d’Oro a Sassuolo e quindi anche davanti ai suoi occhi; sarà la mia figura o semplicemente la situazione, ma pare che inizialmente Davide ci possa scappare da un momento all’altro. Proviamo fin da subito a metterlo a suo agio e per fortuna tutto parte senza intoppi: “Ciao sono Davide e vi racconto la mia storia”.

La voce flebile e i sopracciglioni aggrottati, ma due occhi curiosi che non si fermano un attimo nello scrutare da tutte le parti. La confidenza con Monch aiuta a rompere il ghiaccio e finalmente si parte con le prime battute: “come si sta a 23 anni” … “si sta bene!”. Poi basta parlare della sua amata neve e ecco acendersi l’interesse e la favella. Scopriamo che Davide è un romanticone…

Musica: Lady Gaga soprattutto. San Remo, invece non l’ha guardato e secondo me ha fatto bene. Perché? Perchè no! Deciso Davide, e non si perde in fronzoli. Pochi salamelecchi e dritto al punto. La timidezza piano, piano pare iniziare a dissolversi e i dettagli ad infoltirsi un po’. Parliamo della sua famiglia e del rapporto con il fratello: (anche) lui, ci racconta, è proprio timido e soprattutto nervoso, cosa che invece non possiamo proprio dire del nostro ospite. Arriva anche il momento di Rex, il cane di casa, che con la famiglia si gode la campagna…non più la strada, vi lascio scoprire il perché dal racconto di Davide, che ora pare finalmente a proprio agio.

Grande tifoso della pallacanestro Reggiana, che segue quando possibile anche dal vivo, anche se ora con la squadra in esilio a Bologna per i lavori infiniti al glorioso Palabigi, la cosa si fa più difficile: speriamo che i lavori finiscano presto, ci dice Davide. Monch al solo parlare di pallacanestro si ringalluzzisce . Il giocatore preferito di Davide? il grande Amedeo “Pupazzo” della Valle, che tanto ha fatto sognare la tifoseria e ha aiutato a far innamorare anche persone come me di quella magica squadra che arrivò a giocarsi due finali scudetto consecutive. Oltre a Basket, emerge la passione di Davide per le bocce (grande sport!), che pratica al mercoledì pomeriggio in quel di Rubiera col papà, poi Hamburger e in seguito Bowling. Mercoledì è una giornata meravigliosa! Che spettacolo!!! Strike!!!

Viene il momento dell’amore, che subito Davide aveva preferito lasciare fuori dai discorsi, poi cambiando idea lo fa addirittura lanciare in una dichiarazione d’amore in diretta, per Anna, che come poi ci racconta avevav già fatto di persona alla diretta interessata…il mare è stato da grande classico il teatro della dichiarazione, che pare non aver sortito gli effetti sperati. emerge però la serenità di Davide, che ha gestito e accettato la risposta negativa, senza disperare e continuando a voler bene alla sua amata, senza far lei pesare con capricci o scenate la delusione per il non essere ricambiato: da far leggere in una lezione di educazione all’affettività…un ballo a suggellare con dolcezza questa nuova amicizia.

Riparlare della vacanza al mare fa brillare gli occhi a Davide, che dice di aver ballato un sacco, mangiato un sacco e sopratutto di aver passato momenti spensierati, ma anche di aver fatto un po’ tribolare la Cecilia, sua educatrice di riferimento, perché in effetti, sotto quell’immagine mansueta, a quanto pare, si nasconde un’anima bricconcella. Emerge la riconoscenza che Davide nutre per gli altri, cercando di mettere sempre in risalto l’aiuto che riceve, anche se poi pare proprio che si tratti di piccoli appoggi, perché da l’idea di sapersela cavare da solo, più di quanto non pensi.

Arriva il momento delle curiosità tratte dal libro del Cav. Luciano Schianchi: la rocca di Sassuolo, ha una storia bimillenaria…si parla del castello di Sassuolo a sentinella della valle del Secchia. Davide segue in silenzio, ma con curiosità, ma ci dice che non gli piace il dialetto e ci racconta della nonna che quando si arrabbia parla in dialetto a confermare la mia teoria secondo la quale i parlatori di dialetto, se si arrabbiano lo fanno sempre in quella che a me piace chiamare la lingua del cuore.

Strano a dirsi ma pare che anche Davide si arrabbi e lo fa in particolare con il fratello Matteo perchénon aiuta la mamma nelle faccende domestiche. Il piatto preferito? Il riso col burro (anche se al mercoledì, ricordiamo l’immancabile Hamburger).

Si parla ora di lavoro, Davide come tanti da queste parti lavora in ambito di mattonelle, alla scelta. Ma più che del suo lavoro, preferisce parlarci dei suoi colleghi e dei suoi amici. Ci parla del cane di un amico, morto e dimostra la sua grande empatia. Ci racconta anche del suo amore per Valeria. L’amicizia ha grande importanza, ma lui di amici ne ha pochi. Pochi fronzoli anche per la musica, con una canzone sunta con Giorgio Alfano.

Davide con serenità e trasparenza ci racconta che qualche volta ha qualche crisi che lo obbliga a fermarsi e che questa cosa lo mette un po’ in difficoltà quando deve andare in piscina, cosa che però pare piacergli molto, ma non l’acqua alta. Viene ora il momento di Sandro Campani, ma un problema tecnico che proviamo a risolvere in diretta, ma senza successo: per Sandro dovremmo recuperare la prossima volta con la sua lettura sulla forza.

A Davide fanno proprio schifo e danno fastidio le mosche e le cimici. Arriviamo così all’ultimo blocco di chiacchiere con il nostro ospite che ci confida di essere in un periodo in cui effettivamente ha qualche crisi in più del solito, ma che ha imparato a gestire sempre meglio. Davide è stanco e con la sua oserei dire proverbiale sincerità ammette che forse è il caso di finirla qui.

Non ci resta che ringraziarlo per la sua disponibilità e per la fiducia che ha riposto in noi, ma anche per averci regalato un’oretta di onesta e limpida sincerità

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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