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LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 25 – ROBERTO

Una faccia che non lascia scampo quella di Roberto, che ti scruta con serietà e pretende risposte chiare. Preciso. Aplomb british ed un tono rassicurante fin dalle primissima battute, cioè dal suo ingresso nello studiolo di registrazione, ormai nostra abituale casa per “Lei non sa che sono io”, nella sede Anffas dell’Albero d’Oro a Sassuolo, dove sono impegnato a collegare gli ultimi cavi e fare le ultime prove. Scruta pacato il mixer ed il groviglio di fili, si siede e senza battere ciglio e senza timidezza di sorta si mette a disposizione: io sono qua, sembra dire, quando ci siete si parte. Le tribolazioni tecniche portano via qualche istante in più, ma finalmente ci siamo. La voce gentile e pacata di Roberto apre la puntata 25 del nostro stupendo progetto e la strada verso un’altra bellissima serata per me e per Monch.

Diamo un po’ i numeri nell’intro e li da anche la connessione che ci tradisce e mozza il nostro primo ascolto musicale…peccato…serata storta: nemmeno per sogno! Partiamo zoppi, ma Roberto inizia senza esitazioni a raccontarci di sè stesso. Come Roberta, nostra ospite di qualche puntata fa (per riascoltare quella emozionantissima puntata potete cliccare qui ), anche Roberto (giochi del destino…), vive alla Casa della Carità di Sassuolo e con il suo linguaggio forbito ci tiene a precisare che lui lì si trova davvero bene e va d’accordo con la suora Rock’n’roll che gestisce gli ospiti, ma di cui lui apprezza molto la voce.

Roberto lavora a Formigine in uno scatolificio e quando non lavora, passa giornate tranquille, proprio come lui. Perché Roberto dona tranquillità e anche in questo caso a guadagnarci sono io, perché era esattamente quello che mi ci voleva. Posato e raffinato continua a tenerci compagnia, senza scossoni, ma allietandoci con i suoi racconti sul lavoro in Anffas e mi fregano con la Carta Marmorizzata, di cui Roberto, con quelle che mi paiono le sue caratteristiche salienti, assieme alla pacatezza, cioè la precisione e la chiarezza, mi spiega per filo e per segno come si ottiene e come si utilizza. 1000 colombe pasquali e parte l’acquolina…speriamo tanto ne arrivi una…io e Monch i soliti due sciocchini…

Giorgio Alfano ci regala Bruce Springsteen e dopo l’ascolto si entra in argomento musica: Duran Duran, Europe e finalmente ecco la battuta di Roberto…Monch rischia il soffocamento a riporta alla mente la rubrica “Risate a denti stretti” della Settimana Enigmistica. Anche in questo caso impossibile non apprezzare il garbo del nostro ospite. Viene così il momento delle curiosità riprese dal libro del CAV. Luciano Schianchi e di qualche gag fra noi. Si va ad inizio del secolo scorso questa volta, per parlare dei teatri di Sassuolo…questione purtroppo ancora di grande attualità anche ai giorni nostri.

Prendendo come spunto le mie vecchie vacanze in Grecia riportate alla mente dai Violent Femmes, Roberto ci racconta che vorrebbe visitare gli Stati Uniti e il Giappone, poi ci racconta del suo viaggio a Scafati nel Salernitano…purtroppo a tutti noi manca Napoli. Qualcosa di bello che manca alle esperienze di tutte noi tre, poi le Canzoni Sunte, tanto amate da Monch. Si è creato un bell’ambiente fra noi e la serata trascorre fra racconti e chiacchiere. Si arriva anche a parlare delle invenzioni di Roberto, di amicizia e ancora della casa della carità dove risiede provvisoriamente.

Pare incredibile ed anzi improbabile, ma Roberto dice che qualcosa lo fa arrabbiare, poi glissa. Ama la Juventus e il minigolf. Quello della Salvarola che va a ricordarmi l’infanzia. Si scherza facile questa sera e ci si diverte un sacco a parare del più e del meno. Poi arriva Sandro a rimettere ordine con una delle sue meravigliose letture: questa sera ci parla di Debolezza e ci fa scendere in profondità. Da ascoltare senza perdere una parola e un’emozione, nemmeno una stilla della dolcezza che Sandro regala sempre e che scuote anche l’interesse del nostro ospite.

Siamo ormai al rush finale e Roberto decide di parlarci di Televisione. Non manca il suo garbo nel raccontare con dovizia di particolari il perché amava di più la TV anni ’80, rispetto a quella di oggi, perché la trovava più potente e più proiettata al futuro. Roberto non è mai banale: ci fa riflettere con i suoi punti di vista e con le sue riflessioni. Si dimostra un ospite di qualità e che detto quel che doveva dire, preferisce non allungare il brodo. Chiudiamo, come consuetudine, con la rubrica del Giandone e con i saluti.

Gentilezza, semplicità e precisione. Un condensato di garbo chiamato Roberto. Grazie!

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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