
Rieccoci in pedana dopo la sosta natalizia, pronti per proseguire con la bella esperienza giunta ormai alla puntata 24, la quinta di questa nuova stagione, che come al solito prevede le registrazioni nella “nostra” accogliente saletta nella sede Anffas dell’Albero D’Oro a Sassuolo, e che va in onda il martedì sera sulle frequenze di Radio Antenna 1.
La serata ci accoglie gelida e l’umore non è particolarmente alto, c’è tanta stanchezza per la situazione che tutti noi stiamo vivendo e per l’acuirsi delle preoccupazioni e difficoltà con l’ennesima nuova impennata della pandemia, che come antipatico incomodo ci portiamo dietro da ormai due anni. Monto l’impianto un po’ in silenzio e con una piccola dose di scoglionamento dovuto alle mie vicissitudini personali. Detesto sopratutto non essere carico, come mi piacerebbe e sento che dovrei essere.
Come una bomba, irrompe Andrea…Andrea Poggi come ci tiene a precisare fin da subito. Ci presentiamo e al suo cospetto capisco immediatamente che ogni ombra sull’umore, non potrà resistere a lungo, nonostante i piccoli problemucci tecnici che vengono a limare la pazienza già sotto pressione. Andrea è così potente nel suo caotico buon umore e nella sua voglia di stare bene, che investe: travolge! Forse subito rimango un po’ spiazzato e complice il mio umore non brillante, decido che è stupido, ma finanche inutile provare a resistere: Andrea mi porta via con sè fin da subito ed io non posso che seguirlo e stare al suo stile, al suo gioco, al suo buon umore, alla sua voglia sana, diciamolo, di fare casino.
20 anni il prossimo novembre, anche se prova a dichiararne quattro di meno, incalza e strappa risate fin dai primi istanti, Marcello non si tiene, proprio come il nostro ospite appena parte il Rock’n’Roll dei Velvet Underground, che balla scatenato sulla sedia fra gridolini e mosse degne dei migliori coreografi. Andrea ci incalza e l’impresa si presenta impegnativa, ma poi si sbottona un po’ parlando della sua famiglia e soprattutto di Memmino, il papà, che ci dice essere felice. La naturalezza e la semplicità di parole semplici, nette, dirette.

La felicità pare proprio non essere un problema per Andrea che dice di essere felice grazie alla Famiglia, l’Anffas, anche andare a scuola all’Elsa Morante, in particolare colpito dalla grammatica, dal Francese (che poi diventa perfetto inglese). Andrea è semplicemente incontenibile e ingestibile, ma la cosa ci diverte e ci fa capire che la sua spontaneità è talmente preziosa che incanalarla sarebbe un delitto.
Gli si addolciscono gli occhi quando parla di Rosa e Marilena (che, anche lei è felice) e poco valgono le nostre citazioni, che non lo distolgono dalla sua energia prorompente. Ancora un po’ di Rock’n’roll, per tirare il fiato, noi, dalle risate e dal ritmo indiavolato a cui tutto sta viaggiando questa sera. Jon Spencer scatena ancora i balletti di Andrea, che si stringe nelle cuffie e dentro le cadenze sinuose del rocker americano.
Parlando degli amici di Andrea arriva il nome Cherif e così ci torna alla mente il nostro amico Cherif che è partito per fare il giro del mondo in bicicletta, ma poi si è arenato per amore nell’emisfero Australe. Ma torniamo ad Andrea che sempre più eslosivo ammette il suo amore per il ballo e per il gioco, come il calcio e dichiara di essere tifoso dell’Inter…o forse della Juventus? Pare l’Inter…la Juve non c’entra niente. Bravo Andrea.

I corallini in brodo sono il suo piatto preferito, ma sembra che non disdegni la pizza margherita…ma forse, a parte i pomodori, non da l’impressione di ripudiare praticamente nulla. Andrea ci tiene nel suo vortice di energia e di simpatico caos fino alle curiosità di Monch, che ci riporta nella carboneria sassolese e nei cognomi dei tempi andati, che sono gli stessi di oggi. Complimenti…
Il Club Bensone è un nome da segnarsi, anche se in realtà si voleva parlare del Club del Sole al mare, che fu la prima vacanza senza genitori di Andrea. Si va sul sentimentale e parlando di Alessia. Monch cede assieme a me alla risposta che Andrea ci da in riferimento a dove vede Alessia…non vi rovino la gag. Dire che il cattivo umore se n’è andato è poco. Andrea ci fa divertire e ci porta energia e divertimento. Uno spasso anche se non facilissimo da governare…
Da grande Andrea vorrebbe comprare una macchina…una Abarth lunga e gialla. Un colore da fighi dicono, ma non mi convincono. Purtroppo questa sera non c’è la rubrica di Sandro, ma tornano le canzoni sunte. Alice di Francesco De Gregori e il mio inglese che suscita l’ilarità e il giusto sfottò di Andrea…ormai la serata procede così, con Andrea che irrompe a gamba tesa a lanciare stimoli e a farci divertire un sacco. Si arriva sui cartoni animati, il preferito di Andrea è Rubber. Ci incuriosisce…Non c’è di ché…
Andrea non è mai triste e non vede la tristezza e Marcello in effetti ed io confermo che essere tristi vicino a lui è un’impresa molto ardua. Impossibile non divertirsi parlando con lui e rimanendo con lui. Si parla anche di moto e della mitica Apecar, ma soprattutto non si riesce a smettere di sorridere. A me vista la recente dipartita, scende una lacrimuccia: ciao, ciao Dyna Low Rider, ovunque tu sia… L’atmosfera è frizzante e un po’ caotica, ma Andrea mi soprende con il gelato preferito, che clamorosamente è uguale al mio: pistacchio, fragola, limone.
Il Fabbro, che costruisce i cancelli, il lavoro del papà: ecco il lavoro che Andrea vorrebbe fare. Arriviamo alla fine pieni di gioia, divertimento e soddisfazione. Un po’ storditi, ma decisamente e semplicemente: felici! Grazie Andrea per la gioia con cui hai illuminato una serata altrimenti cupa e triste. Che meraviglia e che grande regalo conoscere persone così. Un gran casino, non c’è che dire, ma anche tanto divertimento per cui essere più che riconoscenti. Un raggio di sole!
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