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Più che altro per non dimenticar(Si)


LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 23 – ANNA

Eccone un altro di quegli sguardi abbassati dalla timidezza, ma che troppo sinceri e carichi di urgenza, non vedono l’ora di alzarsi e puntarti dritto in faccia la voglia di vivere e di raccontarsi. Anna entra nello studiolo allestito per l’occasione delle ultime registrazioni del 2021, sempre nella saletta della sede Anffas dell’Albero d’Oro a Sassuolo, e lo fa forse un po’ tesa, ma soprattutto e a me pare di percepirlo a pelle, con questa grande voglia di partecipare e la curiosità di scoprire da vicino cosa sia poi per davvero la radio e Lei non sa che sogno io.

Giovanissima, ma già una veterana Anffas. Ci mette davvero pochi istanti a liberarsi da ogni tipo di remora e con estrema onestà e serenità buttarsi nell’avventura che ce la farà conoscere meglio. Di cose da raccontare ce ne sono parecchie e si comincia con il basket (ed essendo alla puntata 23, Monch non può ovviamente esimersi dal dedicare il numero magico a chi lo indossava sul campo “Michael Jordan”) e con la danza africana, che poi Anna ci dice che lei non danza, ma suona i tamburi.

Subito dopo il primo stacchetto musicale (la spettacolare Annarella di CCCP), Anna inizia a farci entrare nella sua vita e ci racconta delle sue origini polacche, Varsavia dove 21 anni fa nacque la nostra ospite e rimase per un paio di anni. Emerge anche il nome clamoroso del papà di Anna “Celso” e dopo la famiglia ecco che si parla del suo lavoro e tramite quello si arriva a inveire contro il disastroso trasporto pubblico di Piastrella Valley.

Eccoci dunque a parlare di pandemia e delle ripercussioni che ha avuto sui nostri ospiti. Anche Anna vuole subito dire la sua sulle mascherine, sottolineando quanto sia brutto non poter vedere le persone in faccia. Anche per lei non vedere gli amici è stata la cosa più dura del periodo di lockdown a confermare quanto sui ragazzi più giovani gli effetti di questi ormai due anni, abbiano scavato un solco profondo e a confermare che alla faccia di quegli orribili luoghi comuni per cui “sono sempre davanti ad uno schermo, non gli cambia nulla”, le nuove generazioni hanno come lo è stato per noi, il desiderio forte di passare tempo assieme e di potersi approcciare fisicamente. Anna ci dice quello che probabilmente abbiamo provato anche tutti noi “le videochiamate erano stressanti, perché la gente era stressata”.

Da qui si arriva a scoprire la vena culinaria di Anna, che ama riproporre anche la cucina della sua terra madre. Parlando di cibo e di Pierogi. Ovviamente io e il buon Monch facciamo notare che avremmo volentieri assaggiato, incuriositi dalla descrizione che ci viene fornita con dovizia di particolari di questo piatto tipico polacco. Anna però ci stuzzica l’appetito raccontandoci del corso di cucina a cui ha partecipato e dove ha imparato a cucinare ogni ben di dio, che elencato senza pietà, scatena l’acquolina all’interno delle nostre bocche.

Una ragazza che non ama stare con le mani in mano e a cui piace raccontare delle sue attività, ma non per vantarsene. Pare proprio che abbia voglia di coinvolgerti e di farti capire quanto sia bello fare determinate cose, quanto la faccia sentire viva e partecipe. Un inno alla vitalità, seppur ben mascherato da un atteggiamento sempre tranquillo, che però, a ben vedere, ha un ché di sornione. Il tutto in galleggio su un lago di onestà e trasparenza…anche nel far capire che forse la toponomastica dei nostri luoghi appenninici raccontati da Marcello nella consueta rubrica legata alle curiosità dai libri del Cav. Schianchi, non la incuriosiscono poi così tanto.

Anche lo sport non manca nella vita di Anna e anche per lei il Basket è lo sport preferito. I Cavalli Anffas di cui Anna è il cecchino. Purtroppo in questo periodo altri impegni la tengono e la terranno lontana dalla retina. Nella sua vita però ci sono altri sport, come la pallavolo. C’è anche il teatro nelle mire della nostra ospite e ci mancherebbe: con quel musino furbetto lì, non c’è da stupirsene. Anche la lettura piace ad Anna, ma preferisce non parlaerne e allora noi lasciamo come sempre la parola all’immenso Sandro Campani e alle sue meravigliose letture: si chiude la lettura ghiaccio/fuoco iniziata nella puntata precedente e quindi ancora protagonista in una emozionantissima lettura è Jack London, che trova l’approvazione anche di Anna.

Sogni: Anna adora i bambini e il suo desiderio sarebbe quello di diventare Baby Sitter. Ci stiamo divertendo e il tempo vola fra una canzone e chiacchiere in scioltezza, arriviamo così ai saluti finali anche per questo episodio, non prima di aver parlato di persone buone e persone cattive e aver assaporato anche la semplice saggezza e la predisposizione agli altri di Anna, ma anche alla sua determinazione nel non girare intorno alle cose e vedere con lucidità gli elementi salienti per riconoscere chi si trova di fronte, con i quali sa essere, se necesario, intransigente. Una ragazza che sa il fatto suo e che si sa difendere. Dolce e delicata, ma capace di sfoderare grinta e fermezza. L’estate è il momento della felicità e per far volaere la voglia di vita di cui Anna trasuda. Le brilla lo sguardo quando parla dell’esperienza al mare dell’estate appena passata, con gli amici dell’Anffas e naturalmente il nostro Monch, che chiude come consuetudine con l’angolo del giandone, strappando le ultime risate di una bellissima serata, passata in compagnia dei sorrisi, della simpatia e della dolcezza di Anna, che ovviamente speriamo presto si rifaccia viva per farci assaggiare qualcuno dei suoi manicaretti.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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