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Più che altro per non dimenticar(Si)


LEI NON SA CHE SOGNO IO – PUNTATA 22 – NICOLAS

Smaltita la sbornia di eccitazione per il ritorno di Lei non sa che sogno io con le prime puntate della stagione 3 e la novità della messa in onda su Radio Antenna 1, eccoci pronti a registrare le nuove puntate, in una serata che minaccia neve e che ha sul groppone ore difficili per chi scrive. L’umore quando arrivo alla sede Anffas all’Albero d’oro di Sassuolo, non è esattamente dei migliori e se non fosse per l’impegno importante che mi costringe fuori casa, probabilmente sarei già prossimo a rinchiudermi nel silenzio e sotto al piumone.

Ma ad attenderci c’è Nicolas, che se avessi potuto scegliere il profilo ideale per rendere piacevole l’impegno delle registrazioni e aiutare il mio umore a risalire, avrei probabilmente disegnato il suo, ancor prima di conoscerlo. Dietro gli occhiali due occhi vispi e qualche centimetro sotto la montatura in osso un sorriso smaliante e portatore di naturale buon umore. Sono un po’ suonato all’inizio, frastornato da tutte le mie vicissitudini, ma fra i panettoni (che non tocchiamo per essere sgridati dalla Manu) e l’entusiasmo del nostro ospite, riesco piano, piano a carburare.

Irrompe subito il rock’n’roll e scopriamo anche che Nicolas di secondo nome fa Augusto, in onore al fu cantante dei Nomadi, Augusto Daolio. Emergono poi grandi nomi della scena musicale e soprattutto la cultura di Nicolas che continua a sladinare curiosità e particolarità su ogni argomento che introduciamo…la serata inizia a decollare e noi decidiamo che è giusto dire “Lasa chla vaga”.

Nicolas è dirompente, ma non invadente e tantomeno prepotente. L’esatto opposto: la gentilezza dei modi e di carattere sono luminosi in lui, così come la voglia di esserci, ma non d’imporsi. Leggo la sua voglia di confrontarsi, di considerazione, che parte dal considerare gli altri. Marcello dice che potrebbe essere uno di quei casi in cui necessiteremo del sonnifero per addormentare la tigre, ma in realtà di fronte abbiamo un colto e vivace gattone: sornione, ma delicato nel suo farsi spazio fra noi, nel dire la sua e aggiungere sempre qualcosa in più al discorso. Il feeling con lui ha la consacrazione definitiva quando scopro che come me è tifoso della Reggiana, ma lo stupore e la conferma che la voglia di vita di Nicolas è enorme, condita da una discreta dose di coraggio, arriva quando ci parla del progetto di compiere la maratona su sedia a rotelle, con l’ovvio ausilio dei così detti “spingitori”: il suo sarà Marco Gambarelli e vogliono terminare in tempi record.

Lo sguardo al futuro e la curiosità su tutto ciò che è stato il passato sono la prima sintesi che mi viene da fare, pensando a chi ho di fronte. Impegnatissimo, poliedrico: piscina, teatro, danza africana, voglia di non stare mai fermo e di vivere a pieno la sua vita. Davvero una furia, gentile, ma autentica ed inarrestabile. Mi trovo davvero e talmente bene con lui, che forse non mi accorgo che mettiamo un po’ in disparte Marcello, che finalmente lasciamo sfogare con la rubrica legata ai libri del Cav. Schianchi, subito dopo aver parlato di mare e aver sondato la Saggezza Reggiana di Nick, poi si arriva alla nostra meravigliosa toponomastica.

Nick ci parla del suo modo di affrontare la pandemia e conferma quello che vale un po’ per tutti: è stanco. Sfoga con semplicità la frustrazione per le privazioni di questo periodo, poi si lancia in una disquisizione personale e coraggiosa su come la pensa sull’obbligo vaccinale. Emerge un lato pragmatico e diretto, qualcuno lo chiamerebbe buon senso, si potrebbe dire saggezza, certamente sensibilità per il concreto, espressa anche in questo caso con garbo e serenità. Elementi sempre più rari nel mondo sbraitante, che soprattutto su questi temi ha alzato il livello di scontro in modo impressionante. C’è dunque qualcosa di arcaico nel modo di fare di Nicolas, la consapevolezza che libertà non significa fare ciò che ti pare, ma che a volte, per usare le sue parole “bisogna darci un taglio”. Per lui essere libero non è vivere la disabilità, ci tiene a precisare subito dopo, anzi non la vive come un limite, perché “più limiti ci sono, più mi viene da mettermi alla prova”. Ama sorprendere e racconta che sorprende spesso, ma non lo ricorda con presunzione o spocchia, solo per determinare un dato di fatto, senza pose e senza forzature. Sicuro di sè, umile, ma deciso, non si perde nei fronzoli e mi commuove.

L’atmosfera è talmente rilassata e piacevole che rischiamo di dimenticarci del programma. Ci sentiamo tutti a casa e, visto che un po’ lo siamo, il merito di questa particolare sensazione che stiamo vivendo ora è tutta di Nicolas e della sua capacità di rasserenare.

Come di consueto arriva il momento di parlare di libri con la Rubrica di Sandro (una meraviglia, come sempre, ma questa volta da mozzare il fiato, letteralmente), ed anche su questo Nicolas si dimostra sul pezzo e ci parla del fatto che ama le biografie ed ha appena letto quella su Zlatan Ibrahimovic ed anche su un personaggio così istrionico e dall’immagine da duro, lui preferisce porre l’accento sulla parola “fragilità”, a dimostrare la sua sensibilità e la sua umanità sempre in prima fila.

Si va così verso la fine della puntata e per chiudere col botto Nicolas, stimolato da Monch ci parla del suo sogno di incidere per poter essere ricordato per qualcosa e del suo sogno nel cassetto di diventare atleta paralimpico. Fino in fondo la saggezza e la solidità di Nicolas mi pervadono e mi fanno dimenticare tutto ciò che fino a quel momento avevano reso la giornata una schifezza, regalandomi un po’ della sua grande serenità.

Che persone preziose si conoscono grazie a Lei non sa che sogno io…Nicolas una pepita decisamente grande e di inestimabile valore.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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