Come scrivevo ieri sera poco dopo aver letto i primi tre episodi di questo lavoro a Lara, per messaggio: “Simpatica l’idea di Federico!!!”. No , calma, lo so cosa state pensando, ma non è la stessa cosa di quando si rispondeva alla domanda su com’è la tua amica e tu dicevi “beh…simpatica”. No questo libro è davvero simpatico e piacevole nell’accezione più nobile che io possa esprimere.
Dodici episodi che ripercorrono alcuni momenti salienti legati allo sport e alla musica: alcuni a me arcinoti, altri, no. Quindi grazie a Federico che mi ha insegnato qualcosa e soprattutto fatto venire la voglia di approfondire e comprare anche un paio di dischi. Ma soprattutto grazie perché è riuscito nell’impresa di farmi bere le “sue” storie tutte d’un fiato, come non mi capitava da un bel po’.
Il SUE l’ho messo fra virgolette per due motivi: il primo è che le storie sono quelle di altri, il secondo è che lui le fa raccontare direttamente ai protagonisti, ma con le sue parole e ovviamente la sua interpretazione e lo fa in modo così convincente e verosimile che ad un certo punto ti viene proprio da pensare che siano i personaggi a raccontare e non la penna dell’autore che attraverso documenti e ricordi, tenta di immedesimarsi, con grande successo in quello che potrebbero o meglio dire, dovrebbero essere stati i pensieri intimi e le sensazioni, i sentimenti e le impressioni di coloro di cui ci sta raccontando.

Musica e sport sono riconducibili alla parola passione e questa trasuda in modo dirompente dalle agili parole che Federico mette in fila per farci entrare nella mente di personaggi come Boris Becker, Tracy Chapman, Richard Møller Nielsen, Enrico Zaina, Robbie Robertson, Mick Jones, Stefano Baldini, Jimmie Nicol, Ry Cooder, Stephen Segerman, Paolo Bedini, Gianluigi Buffon. Se come me, alcuni di questi nomi non vi dicevano nulla prima dell’inizio della lettura, non preoccupatevi, anzi, compiacetevi, perché state per entrare in un mondo che probabilmente vi farà sospirare con dei grandi “massè…ma pensa te…ma fa tè” o anche esclamazioni più nobili di quelle che mi sono ripetuto più volte durante la lettura di questi racconti.
Se c’è una cosa che invidio alle persone come Federico, è la capacità di appassionarsi a tal punto alle cose, dall’aver voglia di sviscerarne, studiando anche le pieghe più recondite e quindi meno conosciute, ma non per questo meno sostanziali e importanti. Io tendo a fermarmi prima ad essere più superficiale, forse nella foga di mettere le mani su più cose possibili o probabilmente solo per pigrizia e sciatteria. Certo che il lavoro quasi maniacale di chi come Federico non solo non ferma la conoscenza alla superficie, ma la arricchisce con doti di inventiva e creatività così spiccate e quindi quando porta a frutti così interessanti e piacevoli, diventa letteralmente manna dal cielo per me, quindi:
Bravo Federico: hai avuto proprio un’idea simpatica! Grazie!!! Aspettiamo altre storie, perché non ci crede nessuno che le hai finite.

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