Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Bar Snob – Episodio CXXII (XIX – IV) – 09 VI 2020

Sono passati tre mesi dall’ultima volta che abbiamo alzato la saracinesca del Bar Snob e quella fu una puntanta in cui con tutta l’ingenuità del caso e la conseguente inconsapevole ignoranza, approcciavamo ad un futuro incerto, che di lì a poco si sarebbe configurato come impensabile e allucinante. Rieccoci, più disillusi o disillusi come prima, ma con l’esperienza a giustificarci, ad analizzare aspetti che la pandemia ha reso impossibili da ignorare e da non considerare. Non mancano le rubriche e durante la serata passiamo anche un’oretta in compagnia di Mirko e Fede, che ci raccontano di come sarà l’edizione 2020 del loro Ennesimo Film Festival, o meglio, di come sarà l’edizione TV, visto che non si perde certo la speranza di poter mettere in scena un’edizione tradizionale prima della fine dell’estate. Siamo tornati, un po’ cupi e duri, forse, ma con la solita voglia di comunicare e di ascoltare / raccontare storie.

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COPERTINA

Sono stati giorni straripanti di parole: virologi veri, virologi della domenica, complottisti, populisti, sovranisti, stressati, frustrati, cinici, sognatori e chi più ne ha più ne metta. Una baraonda indicibile.

Abbiamo passato questi tre mesi, in cui era difficile rimanere in salvo dalle parole, più o meno utili, altrui, ma soprattutto dalle nostre, che cercavano di riempire un senso di smarrimento, ansia, vuoto o addirittura panico.

Ora invece tutto pare pian, piano tornare alla normalità.

Essì, alla normalità, perché in barba ai proclami filosofici e spesso stucchevoli del “ne usciremo migliorati”e gli sproni tipo “non perdiamo l’occasione per rendere il mondo un posto migliore”, sarebbe bastato guardare dentro al cassettino della consapevolezza, dell’onestà e anche dell’umiltà per scoprire che in realtà nessuno di noi voleva veramente che qualcosa cambiasse. Anche perché di quello che vorremmo noi, non importa a quelli che possono cambiare davvero le cose.

Molti, in realtà, non hanno voluto cambiare nulla e forse  sono la maggior parte, perché straconvinti e tracotanti della sciacalla certezza di essere da sempre nel giusto: che sono gli altri a dover migliorare, non io!

Qualcuno semplicemente per più onesta e oserei dire rispettabile, pigrizia: ma chi me lo fa fare di migliorare quando io sto poi tanto bene così? O quanto meno non sto poi così male, ecco…basta sapersi accontentare…

Il problema è che nulla dipende da quasi nessuno di noi. Il mito idiota del “sei tu l’artefice del tuo futuro” non è mai stato così palesemente intriso di ridicolo come in questo periodo. Siamo in balia della natura, ma ancor più che di quella dei virus che possono fotterci la vita o stravolgercela, di quella spietata, eruttante l’avidità del mondo e del sistema a cui abbiamo deciso di partecipare, boriosamente e stupidamente fedeli al precetto per cui le cose brutte capitano sempre agli altri.

Ci siamo accorti che non è esattamente così?

Forse sì, ma preferiamo la versione precedente e stiamo correndo e sgugnando per tornare il prima possibile a ristabilire gli equilibri a cui ci eravamo assuefatti e se ciò comporterà svendere un’altra fettina di gluteo, come tributo necessario per partecipare al solito vecchio, gioco, beh, vabbeh: ce ne faremo una ragione, ma per piacere, ridateci immediatamente quello a cui eravamo abituati.

Ridateci il nostro tran-tran, costi quel che costi!

Soprattutto zittite quei rompi coglioni del “bisognerebbe cogliere l’occasione per sistemare le storture che questa situazione ha messo a nudo”. Nessuno qui vuole uscirne migliorato, tutti vogliono solo tornare a vedere le notizie di quelli più sfortunati di loro al TG, in posti lontani che somigliano tanto a quella serie di Netflix che ci siamo sparati non-stop in lockdown fra la lievitazione del pane e due pagine di “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” del compianto Sepulveda.

Noi possiamo solo ridarvi il Bar Snob, con il suo desiderio di dissacrare i luoghi comuni, di ascoltare le vostre storie e di raccontare le nostre, senza ampollosi proclami, ma solo con l’urgenza di uscire dal solco della retorica ed accettare la nostra imperfezione ed ogni qualvolta, con brutale incoerenza ce la troviamo fino alla cintola. Vogliamo provare a riprenderci un po’ di parole, che in questo periodo avevamo perso per strada, soffocate dal caos e anche dalla paura di non saltarci fuori, dallo stress delle rinunce; storditi e bisognosi di un po’ di silenzio e di solitudine vera, tutti elementi necessari a rimettere in ordine i pensieri del periodo più assurdo che ci sia mai capitato di dover vivere almeno fino ad oggi e sperando che non si ripeta, perché nulla ci sembra migliorato o sulla via di farlo…ne parliamo? O volete solo metterci una pietra sopra?

VINILE IN SPOLVERO

REAL DEAL – LIFERS GROUP (HOLLYWOOD BASIC, 1991)

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Comprai questo Mix perché ero in un periodo in cui tutto ciò che veniva toccato da Joshua Paul Davis, alias Dj Shadow, per me era semplicemente oro. Il suo stile inconfondibile mi mandava in sollucchero e mi faceva letteralmente godere. Onestamente chi fossero questi Lifers Group l’ho scoperto praticamente solo in occasione delle piccole ricerche che ho fatto in questi giorni, tanto che nella mia discografia il disco è catalogato sotto la D di Dj Shadow, appunto. Band formatasi in carcere e che ha all’attivo una manciata di Ep/Singoli (questo compreso, con la B-Side “Lesson 4”, a singolo appannaggio del Dj americano) e un album. Poi? Non ho seguito le singole storie e magari potrebbero riservare delle sorprese, chissà…solo che sono acora coi chiudi zeppi di cuoricini proprio per il Dj ombra…piccola chicca questo disco, che custodisco gelosamente!

SCHEGGE SONEEKE

LUST FOR LIFE – IGGY POP (RCA, 1977)

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Una faccia da bravo ragazzo in copertina, quasi ad esorcizzare la belva che già da una decina di anni stava imperversando sui palchi come frontman di Stooges. Anche i suoni paiono più edulcorati rispetto a quelli che ci si potrebbe attendere dall’Iguana. Eppure siamo nell’anno domini della rivoluzione punk, il 1977! Ok, però la produzione e praticamente tutte le musiche sono di David Bowie e come si sa il Duca Bianco amava essere eclettico e andare contro corrente, sempre. La sua mano è pesantissima su questo disco, che in effetti pare più qualcosa di suo che non di Iggy Pop, a larghi tratti. Eppure contiene inni che lo hanno reso celebre ai più, come la title track oppure l’immortale “The Passenger”. Un’altra delle pietre preziose ricperte di vinile, tintracciabili sugli scaffali della fonoteca dedicata a Max, che proprio in questo periodo ha riaperto i battenti: cosa aspettate a prenotare una session di ascolto?!?

A SUA INSAPUTA

PhrenologyPixMa quanto hanno rotto i colgioni i complottisti? Io davvero non li reggo da un pezzo, ma in questo periodo hanno avuto ovviamente modo di esprimersi e sfogarsi come non mai. È sempre una delusione, ma anche frequentissimo scoprire che anche fra i tuoi amici e perché no fra i tuoi parenti più stretti si annida i lgerme del complottismo. E ammettiamolo, qualche volta abbiamo se non proprio ceduto, messo in dubbio che qualcosa di vero ci sfosse…perché in effetti contro la pseudoscienza che è alla base di molti complotti, quelli più subdoli e verosimili, va ammesso che al momento non si sia trovato un valido antidoto e la battaglia rischia di essere persa in partenza. L’unica possibilità e tornare a incrementare la mentalità scientifica…ma poi ti dicono che è un complotto per controllarci, e allora…vaffanculo!

POST PALLOSISSIMO SUL PERCHE’ LA SCIENZA E’ DESTINATA A PERDERE CONTRO I CIARLATANI.
(e perdere male, poi)

Lo ammetto: ho toppato.
Avevo pronosticato, all’inizio dell’epidemia, la scomparsa di no-vax, free-vax, negazionisti vari e complottisti di quarto ordine.
Pensavo: adesso che hanno visto un mondo senza i vaccini e i farmaci necessari, forse qualcuno si sveglierà.
Ma no.
Sono più agguerriti di prima, tra Bill Gates, microchip, 5G e virus mutanti, perchè ci nascondono la verità e non ce lo dicono, ma Zia Teresa con la quinta elementare, ha capito tutto.
Mi chiedo, perchè? Come mai sono tutti pronti a difendere a spada tratta teorie dementi delle quali non sanno nulla?
Eppure ce n’è di gente che non sa nemmeno la differenza tra DNA ed RNA che discetta di genetica e di virologia.
Credo che la spiegazione sia tutta in questa nota storiella, intrisa di tristissimo humor da laboratorio:
Un ingegnere, un fisico e un matematico fanno un viaggio in Irlanda. Sono in autobus quando, d’un tratto, su una collina scorgono una pecora nera.
“Eccellente, questo dimostra che in Irlanda ci sono pecore nere” esordisce l’ingegnere.
“Non allarghiamoci: questo dimostra che in Irlanda c’è almeno una pecora nera!” dice il fisico.
“Ehi ehi ehi! Non vorrei polemizzare con voi, ma non siete rigorosi. Questo dimostra che in Irlanda c’è almeno una pecora con un lato nero!” replica il matematico.”
Ecco qual è il problema (o per lo meno una sua grossa parte).
La scienza non si esprime per dogmi o per verità assolute, ma cerca di avvicinarsi alla verità per approssimazioni successive, a piccoli passi, senza scoop.
Se uno scienziato dice che “non ci sono prove che il virus sparisca col caldo” non vuol dire che non lo farà, vuol dire – letteralmente – quello che c’è scritto: che non ci sono prove, poi magari domani ci sono. Oggi no.
Il ciarlatano invece ogni volta spara la bomba: la vitamina D protegge, anzi no è la C, il plasma cura tutti, il vaccino non serve, il virus è stato creato in laboratorio, anzi il virus è naturale ma scappato da un laboratorio, si trasmette con l’inquinamento, è colpa del 5G.
La Scienza ha le teorie, la pseudoscienza le verità. Capito il trucco?
Il messaggio che non è passato è che la Scienza non è l’”eureka” di Archimede che ha l’intuizione geniale nella vasca da bagno e non è nemmeno la mela di Newton (peraltro leggendaria), ma un processo collettivo fatto di approssimazioni, correzioni ed errori.
La storia della Scienza è piena, stracolma, di errori e di supposizioni errate che corrette ed affinate ci hanno portato dalle caverne fino alla Luna (sì, ci siamo stati).
L’etere? Non esisteva. Il calorico? Inventato.
La meccanica classica: superata. La gravità di Newton? Imprecisa.
Ci è voluto Einstein a correggerla e ha sbagliato pure lui e ben due volte: negando i fondamenti della meccanica quantistica e introducendo la sua famigerata costante cosmologica, due erroracci dei quali ha fatto ammenda.
Vi rendete conto? Sbagliano anche Newton e Einstein, figurarsi gli altri. Eppure nessuno ha dubbi che grazie a loro l’umanità abbia fatto progressi enormi, semplicemente non sono oracoli e non dobbiamo aspettarci la verità tutta e subito.
La Scienza dev’essere falsificabile, deve cioè poter essere messa sul banco di prova, a volte tiene, a volte no, ma alla fine ne uscirà qualcosa di migliore, e questo lo dice Bertrand Russel non lo dico io.
La Pseudoscienza non è falsificabile: voi la mettete sul banco di prova, fallisce ma ci sarà sempre un motivo per cui non ha funzionato.
Quindi non migliora, non cresce, ma resta tristemente ancorata ai suoi dogmi e alle sue farneticazioni.
Un virologo ha sbagliato, ha fatto una dichiarazione imprecisa? Pazienza. La Scienza nel suo complesso eliminerà questo errore e produrrà conoscenza o almeno la migliorerà.
Non serve puntare il dito contro ogni virgola fuori posto perchè, grazie, ma lo sappiamo già.
E’ per questo che spesso gli scienziati sono timidi, come quello della pecora nera, perchè sanno di offrire solo un modesto contributo alla conoscenza.
Il Ciarlatano invece urla. E vince perchè fa casino.
Non offre contributi o miglioramenti: offre la verità assoluta, che rincuora, spiega e tranquillizza o, più spesso ancora, trova a chi dare la colpa.
Einstein, Newton e Darwin divennero famosi decenni dopo le loro straordinarie scoperte, perchè vollero rifletterci prima di pubblicarle.

Forse i tuttologi del web, con la loro incrollabile sicurezza, ne sanno più di Einstein.
E pensare che alle elementari copiavano i compiti dal compagno di banco.

Giulio Mignani (Facebook 17/05/2020)

NON È SUCCESSO NIENTE

Copertina_Non-è-successo-nienteEd ecco quella che è diventata una delle rubriche più attese della serata tornare a fare capolino nell’etere, direttamente dal bancone del Bar Snob. Non poteva mancare Nicolò Targhetta con il sottile sarcasmo che anche in questo caso libera una piccola perla e che noi abbiamo provato ad interpretare al meglio:

200.000 a.C.
Africa settentrionale

– Io non dico che quelli della caverna due non siano delle brave persone, eh.
– Ci mancherebbe.
– Però fra tutti i posti proprio qua si dovevano mettere?

3000 a.C.
Babilonia

– Ecco, ci mancavano pure questi. Dico a te, Asthur.
– Eh?
– Dicevo, ci mancavano pure questi a rubarci il lavoro.
– Ma questi chi?
– Gli schiavi.

510 a.C.
Roma

– Hic niger est; hunc tu, Romane, caveto! Caro il mio Claudio.
– Cioè?
– Cioè che questi Numidi che a te piacciono tanto, li manteniamo noi, coi soldi delle nostre tasse. No, non voglio niente! E poi non si può più manco camminare tranquilli per Roma, che cazzo!

30 d.C.
Palestina

– C’è uno che combina un casino dietro l’altro.
– Tipo?
– Ma non so, non rispetta le leggi.
– Un terrorista.
– Ecco.
– Va be’, ma è ebreo no?
– Sì.
– E ti stupisci pure?

1100 d.C.
Gerusalemme

– La verità è che con questi tu non ci puoi ragionare. Questi capiscono solo la violenza. Provala te a costruire una chiesa qua, vedi un po’ come la prendono.
– Se lo dici tu. Che facciamo coi prigionieri?
– E che vuoi fa’? Dai, mettili in fila e guadagniamoci sto Regno dei Cieli.

1520 d.C.
Messico

– E ho sentito che stanno tipo in città dorate. Capito? Dorate. Noi a far la fame in Spagna e loro nelle città d’oro.
– Comandante Cortés?
– Sì?
– Abbiamo preso il villaggio signore.
– Bruciate tutto.
– Sono donne e bambini, signore.
– Ancora con sta storia. Quante volte ve lo devo dire? Non sono donne e bambini. Sono selvaggi.

1790 d.C.
Colorado

– …e poi portano le malattie.
– Le malattie?
– Il tifo, la malaria e chissà quali altre febbri primitive.
– Sì, colonnello.
– Ora spiega al capo tribù che queste coperte sono un regalo.

1852 d.C.
Rhodesia

– Abbiamo provato a educarla questa gente, Calamy, dio solo sa se ci abbiamo provato. In tutto il mondo, a ogni latitudine abbiamo cercato d’insegnare loro la civiltà, aiutandoli in casa. Niente da fare. Non solo rifiutano il nostro aiuto, ma rimangono pervicacemente, ostinatamente incivili.
– Ottimo tiro, signore.
– E poi sono lenti. Terribilmente lenti.
– Davvero un ottimo tiro.

1937 d.C.
Germania

– A me i Grossman non son mai piaciuti. Mai. Anche prima, dico. Si vedeva a occhio nudo che non erano brave persone, persone di cui ci si poteva fidare.
– Io, per esempio, i loro a scuola coi miei figli mica ce li ho voluti.
– Ma fosse solo quello, signora. Sempre primi nelle graduatorie per la casa, in giro vestiti tutti in tiro, la signora con la pelliccia di ultima generazione. Ma dove li trovano ‘sti soldi, dico io? Va be’, un problema di meno. Dove ha detto che li stanno portando?

1950 d.C.
Alabama

– Che c’è ragazzo, hai cambiato idea?
– No…
– E allora? Cos’è quella faccia? Senti, tu non devi pensare a questa gente come a delle persone. Tu devi pensare a questa gente come a… talpe.
– Talpe?
– Talpe. Talpe che entrano di soppiatto nel tuo giardino, nei tuoi campi e, se non stai attento, distruggono il tuo raccolto. Lo sai usare questo?
– Sì.
– Molto bene. Perché oggi ti portiamo a caccia di talpe.

1960 d.C.
Germania

– Sai cosa, tiriamo su un bel muro e non ci pensiamo più.

1990 d.C.
Italia

– A me vedere uno di questi per strada mi fa strano.
– Strano come?
– Strano sbagliato.

2020 d.C.
Italia

“… e allora io dico prima gli italiani!”
– Oddio.
– Che c’è?
– Non hai sentito?
– Cosa?
– Questa puzza.
– Che puzza?
– Come… come di una scoreggia. Una lunga, lunghissima scoreggia attraverso la Storia.

SCALETTA MUSICALE

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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