
Devo ammetterlo, fa un po’ strano scrivere oggi, in questa situazione dell’ultima puntata di “Lei non sa che sogno io” registrata poco prima che la svolta ci imponesse la clausura, non facendoci vedere, al momento, la fine del tunnel e soprattutto cosa ci sarà al di là. Chiedo quindi scusa se questo report sarà un po’ viziato da questo stato d’animo. In realtà il motivo per cui ci abbiamo tenuto a pubblicare questa puntata anche con anticipo rispetto all’idea iniziale, era proprio quello di evitare di scordarci dei ragazzi e soprattutto di lenire quella che ora sarà certamente la loro grande solitudine. Scusate il cappello introduttivo, ma mi pareva doveroso.
Michele mi si presenta sospettoso e schivo. È chiuso in un piumino grigio che mi pare davvero eccessivo per la temperatura interna della sede Anffas dell’Albero d’Oro di Sassuolo, non per quella esterna che in effetti è ancora freddina. Gli chiedo se vuole togliersela, lui risoluto ci si stringe dentro ancora più forte, rispondendo con un doppio no. La domanda gliela porranno almeno altre tre persone, ma lui preferisce così. “No, no”. Si sente più sicuro? Certamente arriva con la porta mezza chiusa e l’espressione tirata e severa del viso vuole nascondere forse timidezza che va semplicemente sciolta. Diffidenza e tensione. Del resto chi sono io perché lui i debba subito fidare di me? Impossibile dargli torto.

La prima selezione musicale della serata (come sempre scelta da me), inizia subito il lavoro ai fianchi. Underworld non si smentiscono mai ed anche con lui pare facciano effetto: si muove sulla sedia, anche se lo sguardo rimane fisso e quasi da sfinge. Non si fa comunque prendere alla sprovvista e fa subito vedere che in realtà ha una gran voglia di raccontarsi e bastano poche domande per far sì che Michele si apra e inizi a raccontarci le sue intense giornate fra le varie associazioni e il ballo.
Michele è forse un po’ all’antica e romanticone: poche parole, pochi fronzoli, ma idee molto chiare. Coccolato dalle donne di casa (che però gli rubano un po’ la proposta musicale), non è certo spaventato dal mettersi alla prova. Ci racconta con entusiasmo quando si è prestato all’interpretazione dei tenori e naturalmente si autoproclama, ma senza spocchia, come il più bravo della ciurma. Ammette di essere un tipo esigente e soprattutto riservato: non solo dice di non aver mai trovato la donna giusta, ma ci fa capire che l’argomento non ha voglia di condividerlo. Ci ritiriamo in buon ordine.
Un amicone però e appena gli chiediamo degli amici, ecco il primo sorrisino, che finalmente fa capolino e ci dimostra che è un tipo che ama la compagnia e soprattutto non si fa scrupoli a parlare di politica e si dichiara spudoratamente e orgogliosamente un elettore di Berlusconi. Mentre lo dice ci guarda, come a dire: qualcosa in contrario? Ci ritiriamo nuovamente in buon ordine: insomma, Michele, timido e sornione alla fine ci mette in riga con la sua forte e decisa personalità, che emerge dalla decisione e dalla convinzione con cui racconta sé stesso, come la cosa più normale (ed in effetti) del mondo. Io sono questo! Qualche aculeo protettivo fuori, ma tanta serena semplicità dentro.

Non riesco nemmeno a far passare il mio concetto di amore unico nel calcio. Abbiamo un po’ da ridire sulla fede che lui ha cambiato dalla Juve alla Lazio. Comunque il calcio gli piace da seguire, che fare faticagli sa fatica. Non si arrabbia quasi mai…giusto un po’ con le sorelle, proprio perché sono le persone a cui tiene di più assieme a Vittorio, che infatti qualche volta lo fa arrabbiare. Ma non ci racconta perchè: roba personale.
Arriva anche la meravigliosa lettura di Sandro Campani che ci racconta di stelle, ma non vi dico nulla, perché sarebbe un rovinare quello che basta vi ascoltiate il podcast e potete godervi senza problemi…a me riascoltarlo oggi, in clausura, fa venire ancora più il magone, che ci viene anche in diretta mentre la ascoltiamo in religioso silenzio. Chissà chi le ha fatte le stelle…
Michele ci conferma di essere strainnamorato delle sue sorelle ed anche un furbacchione. Le giornate più belle della sua vita sono il matrimonio di sua sorella…quale? Ma tutte e due naturalmente!!! Ha anche coraggio Michele e ci racconta del suo dolore non fisico, ma morale del giorno più brutto della sua vita.

È stanco morto e lo si vede. Tempo scaduto sembra uscire da un fumetto sopra la sua testa. Aspetta la fine della divertentissima rubrica del giandone che mi fa proprio impazzire da ridere, e le notizie finali, come della nuova iniziativa di personaggi celebri che hanno deciso di aiutarci a farci conoscere “Lei non Sa che sogno io”, ma non appena stacchiamo e gli diciamo che è finita, si torna a strizzare nel suo piumino grigio e anche se sorridente, invece che teso come all’inizio, ci saluta senza guardarsi troppo indietro: tempo scaduto: fatta anche questa. Ultimi scattti di Luna ed Elena, Michele sornione, ma soddisfatto se ne va…avanti con la vita!!!

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