
Siamo nel nostro “studio volante” all’interno della sede Anffas di Sassuolo, nel centro Albero d’oro e ho già montato tutte le attrezzature e gli strumenti che ci serviranno per registrare le nuove puntate di “Lei non sa che sogno io”. Una serata particolare, perché ci vengono a trovare quelli di Sassuolo Oggi e registrano alcuni minuti di video intervista a me e Marcello, ma anche a Giulio. Sorrido sornione mentre sento Alfonso Scibona porre a quello che fra poco sarà sotto il nostro torchio, la domanda: “Visto che ti piace il nuoto, chi è il miglior nuotatore che conosci”…devo davvero riportarvi la risposta? Cerco di trattenere il riso, per non risultare irriverente, ma non ce la faccio, soprattutto quando la risposta di Giulio fa alzare le mani a tutti. Avrei voluto dirlo “io lo sapevo”, ma taccio e mi limito a sottolineare con un “non fa una grinza”.
Dopo questo divertente preambolo inconsueto, torniamo alle nostre solite abitudini, parte la sigla e riprende il magico mondo di questo progetto che cista dando sempre più soddisfazioni. Giulio ci mette pochissimo a confermare la conquista della mia simpatia, già in bilico a suo pro grazie alla gag sopra riportata.

In giornata con Marcello avevo scherzato sulla scelta musicale di Giulio, oserei dire piuttosto distante dai miei gusti personali ed anche dalla mia tolleranza musicale, ma il nostro ospite in sede di presentazione, mi stende immediatamente al tappeto con snobismo musicale, sarcasmo e tutto il resto. La sua motivazione è dolce come i suoi occhi e profonda come il suo sguardo.
Giulio è un ragazzo di 16 anni, ha ancora poca esperienza, ma pare evidente anche a me che l’ho conosciuto solo da pochi istanti, una dose di positività da contaminare anche il più cinico e disilluso. Mi tocca sciogliermi e lasciarmi cullare dalla sua seuberanza. Ama scherzare Giulio e ci racconta che quando è ora di farlo non gli piace andare tanto per il sottile.

Non mi stupisce sapere che i suoi amici più cari siano quelle cartole dei già conosciuti Giovanni e Simone. Me li vedo tutti e tre a capannello a fare discorsi di spessore inaudito interrotti da lampi di sagacia e adorabile irriverenza. Tre furbetti, sgaggi e scaltri, a tratti saggi con una sensibilità grande quasi come il loro ego, che a fatica contengono, ma che se gli dai lo stop rinfoderano con timidezza, ma senza sconforto: non hanno fatto del male a nessuno, solo lasciato andare sè stessi e per primi sanno che anche se la risposta d’istinto è “IO”, non sempre può andare così, anzi così è sbagliato…però provarci non è reato. Beh, io ci vorrei davvero passare una serata: mi metterei in un angolo ad ascoltare. Penso che avrei non solo tanto da imparare, ma anche tanto da divertirmi.
Giulio è naturalmente divertente. Non ha sovrastrutture ed è impossibile non adorarlo. Si spupazza il ciuffo e si spara a raffica delle pose vanitose, ma anche quello lo fa senza quell’antipatica malizia e l’arroganza che mi fa stare antipatici i poser. Giulio a me sembra, semplicemente così. Ti sbatte in faccia le cose senza troppi preamboli: saggezza, difetti, ragionamenti ed anche dichiarazioni di amore.

È geloso da matti e non lo nasconde. Fa un po’ il cascamorto e sogna, senza pudore e senza pietà: esattamente com’è giusto faccia un ragazzo pieno di vita e scaltro di sedici anni quale mi è parso lui sia. La cosa mi viene confermata da chi lo conosce bene.
Un’ora con lui passa alla velocità della luce e solo l’incombenza della seconda registrazione della serata ci impone un po’ a malincuore di chiudere la puntata. Il bagno di onestà nel quale ci siamo immersi non è certo tratto leggero, quanto un indelebile storia da custodire come monito e ispirazione: non ci sono mediazioni, al limite piccole ritrattazioni. Giulio non cerca di conquistarti col politically correct, ma chiede di essere amato per ciò che è: quello che non ama gli animali, leggere, ma ha i suoi buoni motivi e se ne frega se la cosa non è usuale, forse un po’ fuori moda, se lo mette addirittura contro la tendenza attuale. Io sono Giulio ed ho un sacco di cose belle, perché volete per forza trovarne delle brutte, solo perché non amo tutto ciò che ai più piace?
La puntata è come sempre impreziosita dalle rubriche curate da Marcello e dalla meravigliosa lettura di Sandro Campani, che questa volta ribalta le abitudini, spiegandoci prima il perché e poi dicendoci di cosa. Come sempre una meraviglia. Storie semplici, intense, famigliari, rese magiche dall’interpretazione di Sandro!
Chi mi conosce sa che mi si sono un po’ rivisto in Giulio e quanto incontro persone come lui, oltre a divertirmi, a sentirmi sollevato e ad imparare molto, mi sento un po’ meno solo.
Grazie Giulio!!!


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