È capitato spesso che si arrivasse ad aprire il Bar Snob con il morale sotto i tacchi o talmente tritati dalle giornate, da sperare solo finisse presto. Quasi tutte le volte che ciò è accaduto, durante la serata stanchezza, malumore e tristezza si dileguavano e così è accaduto anche per quest’ultimo appuntamento. Complici, anzi enzimi di questo ribaltone umorale in positivo il salame e il lambrusco gentilmente apparecchiati sul bancone da parte di Skandals, band proveniente dalla Val Dolo e Dragone (appennino modenese), che questa sera ha deciso di scendere alla basa e raccontare un po’ di sé, soprattutto attraverso le note del loro primo, terzo disco. Non mancano le rubriche e qualche riferimento all’attualità. Alla fine usciamo rinfrancati un po’ tutti da questa piacevole e un po’ scanzonata serata passata a parlare prevalentemente di Cristina d’Avena, personaggi della montagna e altre leggerezze varie. Ovviamente non abbiamo dimenticato di ricordare Kobe Bryant e Terry Jones.

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COPERTINA
Qualche giorno fa parlando di qua e di là mi è arrivata una bastonata dritta sul naso.
Certo chi mi parlava non voleva mica farmi male, anzi, al contrario e infatti non è stato quanto detto ad avermene fatto.
Solo come son fatto io.
Non testualmente, ma più o meno, mi han detto: “siamo spesso cannibalizzati da persone che vengono a farti il pelo e il contropelo sulla tua posizione, anziché farlo sulla propria, ti fanno un sacco di domande per capire se sei preparato tu…ma loro? Mi rendo conto che a volte sia semplicemente una fuga paracula, ma meglio rifuggire il confronto perché non mi piace ciò che ci fanno le persone con ciò che gli dici. Le persone non ascoltano e non prendono atto; sono interessate alle tue opinioni per poi masticarle e farne il loro giocattolo”.
È stato brutto ammettere che tutto ciò è semplicemente vero, che a volte è inevitabile scappare dentro il silenzio, per poter porre fine all’utilizzo disonesto delle proprie opinioni, da parte di chi in questo modo vuole solo segarti le gambe, non certo confrontarsi con te.
Vuole vincere e spesso, peggio ancora, desidera ardentemente vincerti.
Perché lo fa, di preciso non lo so. Forse solo vendicarsi di chi non riescono a reggere negli argomenti e nelle discussioni.
Ma davvero, non lo so, perché io non sono fatto così e certe cose, semplicemente, non le capisco. Le conosco, le riconosco, ma i perché li posso solo accostare a dei forse questo, forse quello.
Non sono mai stato molto bravo a fare i conti.
È proprio una cosa che va contro la mia indole.
Penso che con un briciolo di attenzione , lo si possa anche intuire facilmente, però di fronte a botte ben assestate, anche la propria indole non può far altro ranicchiarsi nel buio della propria pancia.
A volte i conti li fa l’istinto di sopravvivenza per noi, se proprio ci ostiniamo a fare col cuore.

VINILE IN SPOLVERO
MINE TI GIVE – PHOTEK – SINGLE 12″ (VIRGIN, 2001)
Se pensiamo all’inizio del nostro millennio, a molti, potrebbe essere passato veramente pochissimo (in dialetto si direbbe “un bai ed can” o “un boj ed tiadel”), ma in realtà baste voltarsi verso un calendario e sscoprire che se ne sono già andati 4 lustri. Vent’anni che a certi dischi paiono proprio fare un baffo. Avanti allora? Indietro adesso? Stasi catastrofica? Forse un po’ di tutto questo, ma quando si prendono in ballo determinati nomi, io sarei sempre più propenso a mettere il carico sulla prima. Photek (nome d’arte del produttore britannico Rupert Parkes di stanza a Los Angeles), che fin dalla metà degli anni ’90 aveva fatto notare la propria presenza dalle nostre parti con dischi cupi e duri. Elettronica spesso spietata e techno senza complimenti. Visionaria in certi frangenti, più elegante in altri, certamente sempre di ottima qualità. Qui un singolo che si presenta con due facce piuttosto differenti a seconda del lato del vinile che si sceglie. Da una parte ritmi più tambureggianti e danzibili, dall’altra atmosfere darkeggianti e severe. Per l’ascolto della serata, visto che già l’umore era nero, si è preferito andare sul ritmato, anche se…ma coi se e coi ma…
SCHEGGE SONEEKE
LA BUONA NOVELLA – FABRIZIO DE ANDRÈ – LP (PRODUTTORI ASSOCIATI, 1970)
Altro giro, altro regalo. Seconda consecutiva per questo storico disco di Fabrizio De Andrè, da cui questa volta si va a riprendere il brano “il Sogno di Maria”. Probabilmente uno dei brani più intensi e poetici della scaletta di questo capolavoro. Il tutto,naturalmente, in funzione dell’appuntamento con “Words on Wax”, che il giorno dopo della nostra diretta, avrebbe visto il secondo appuntamento con Alessandro Corbelli e l’ascolto integrale proprio di questa meravigliosa perla, anch’essa contenuta all’interno della piccola, ma preziosissima Soneek Room di Casa Corsini a Spezzano.
A SUA INSAPUTA
Sono stati giorni davvero pesanti e a tratti insopportabili quelli della da poco conclusa campagna per la competizione elettorale legata al rinnovo del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna. Ha fatto annerire il sangue e soffrire il fegato di tanti di noi. In tanti hanno scritto, smadonnato, commentato, e ci hanno provato a fare valere le proprie ragioni. Tutto molto difficile da reggere a lungo e alla fine per non affogare dentro alle sopraggiunte delusioni (per quanto annunciate), dei comunque sconfitti, qualcuno decide di fare un po’ di autoironia…ci ha fatto piacere che sia stato proprio Pier a regalarci una perla in tal senso, che ad un certo punto, bisogna poi anche alleggerire: soprattutto l’ego…
Dunque, conti precisi alla mano hanno votato come me in città altre 98 persone. Cosa ne dite se domenica noleggiamo una corriera e andiamo affanculo?
Pierpaolo Ascari (Facebook 27 I 2020)
NON È SUCCESSO NIENTE
E ancora grazie a Nicolò Targhetta, che come tutte le settimane, da un paio di mesetti a questa parte, andiamo a saccheggiare, riprendendo uno dei suoi esilaranti, sarcastici e acuti dialoghi. Questa volta protagonisti sono un medico e il suo paziente. Ma che medico sarà mai quello che ci cura dal senso di responsabilità e che ci inietta la spensieratezza necessaria a non vedere il disfacimento a cui va incontro il mondo? Occhio che, anche se poi ve ne scordate, la puntura necessaria potrebbe non essere del tutto indolore…
– Dottore, ho un problema!
– Incredibile! Anche lei? Il mio è alto, brutto ed entra nel mio studio gridando “dottore, ho un problema!”
– Perché mi tratta sempre come un insopportabile rompicoglioni?
– Sto solo cercando di farla smettere di fumare.
– Ma io non fumo.
– Lo vede che funziona? Sentiamo, cosa c’è questa volta?
– Continuo a pensare all’Australia.
– Sia più specifico.
– Ma sì, i roghi e poi le inondazioni, i koala, i cangurini. Sono preoccupatissimo. Vorrei… vorrei fare qualcosa, aiutare, dare il mio contributo attivo.
– Certo che pure lei però!
– Cosa?
– È inutile che io le prescriva una cura se poi non me la segue!
– In che senso scusi?
– Non si fa i richiami, poi ci credo che mi si presenta qui in queste condizioni.
– I richiami? Non capisco.
– Se lo ricorda quando ci stavano gli attentati?
– Gli attentati?
– Ma sì, dai, gli attentati terroristici. L’ISIS, se lo ricorda lei l’ISIS? Quelli che si facevano scoppiare ai mercatini natalizi, l’Islam che ci vuole uccidere, Charlie Hebdo?
– Vagamente.
– Ecco! Ben detto! Vagamente. E sa perché se lo ricorda vagamente?
– Il richiamo?
– Perché s’è fatto il richiamo! Oppure quella volta dei migranti.
– Mi suona qualcosa…
– Centinaia di persone morte in mare. Uno scandalo, m’ha detto, una tragedia per la quale siamo tutti responsabili.
– Mah, ho dei flash, ma sono così sfocati…
– Voleva dare una mano, se lo ricorda? Essere d’aiuto, fare la differenza. Non ci dormiva la notte. Così abbiamo fatto il richiamino e…
– E?
– È tornato a dormire.
– Ma no, ma dai, non mi sarei mai dimenticato di…
– Silvia Romano.
– Chi?
– Appunto. E la SARS? E Cambridge Analytica? E Notre-Dame? E i gilet gialli? E i cambiamenti climatici? E l’Amazzonia? Tutte cose per cui era disposto ad agire, a scendere in piazza, a far sentire la propria voce. E invece s’è venuto a fare il richiamino.
– Posso chiederle una cosa?
– Prego.
– Da quant’è che andiamo avanti con questi richiamini?
– Da sempre.
– Oh.
– Senta, ci rifletta. Lei è una brava persona.
– È vero.
– Ma ha la sua vita, i suoi impegni, i suoi casini, e poi ci sono troppi, troppi film che escono fra poco al cinema perché possa avere la testa intasata da questa storia dell’Australia.
– Ha ragione.
– Certo che ho ragione.
– Mi farà male?
– Buffo, me lo chiede tutte le volte. Stia tranquillo, un paio di settimane e non sentirà più niente.
– Va bene. Andiamo con sta puntura.
– Che fa?
– Mi tiro su la manica.
– No, si metta a pancia in giù.
– Ah, è di culo.
– Sì, è di culo.
SCALETTA MUSICALE
- SUGAR IS SWEETER– CJ BOLLAND
- MEGLIO CHE SCENDI – KAOS
- CONNECTED – STEREO MC’S
- OGNI BUCO È TRINCEA – SKANDALS
- I RAGAZZI DI CESARE – SKANDALS
- MINE TO GIVE (DAVID MORALES FACEDOWN MIX)– PHOTEK (VINILE IN SPOLVERO)
- CAVALLO MAESTRI – SKANDALS
- CRISTINA – SKANDALS
- IL SOGNO DI MARIA– FABRIZIO DE ANDRÈ (SCHEGGE SONEEKE)
- RUDE BOY ROCK – LIONROCK
- SPYBREAK – PROPELLERHEADS
- BUILDING STEAM WITH A GRAIN OF SALT– DJ SHADOW
- HELP ME– TIMO MASS
- FAUSTO LEALI – SKANDALS
- IT’S OH SO QUIET – BJORK


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