Primo Episodio che un po’ sa d’inverno e che parte subito con una gran voglia di sladinare spadoni a destra e a manca. La vena polemica e anticapitalista del duo dietro al bancone si fa sentire e pesta duro fin dall’intro. Frozen II, ancora Culicchia con il Grande Toro, Sergio Leone e il proibizionismo, ovviamente Gian Maria volontè, Totò Schillaci e le notti magiche dell’estate 1990, il Drugo, Frank Zappa, Wagner e Peral Harbor. Ci abbiamo messo dentro davvero di tutto, schiantandoci contro il Balck Friday e lo sfruttamento dei nuovi schiavi che amiamo chiamare Ryder. Vacca quanto abbiamo rotto le scatole e siamo solo all’inzio: che non se ne può più di far finta di niente! Come sempre un grazie a chi da casa ci da supporto, consigli e puntualizzazioni, oltre che spunti e suggerimenti. Una puntata densa e a tratti un po’ asina, ma che volete farci: questo è il Bar Snob!

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COPERTINA
Fin da quando ero piccolo mia madre mi apostrofava (con preoccupazione e ormai ho capito anche con una certa dose di compassione, fino addirittura al rabbioso disprezzo), perché non ero in grado di dire le cose che mi convenivano, anche solo tacendo e non dicendo nulla. Purtroppo o per davvero ho sempre avuto questa urgenza di dire ciò che ritenevo più giusto e non di rado l’ho fatto non dicendo nulla, ché , ché ne possano dire in giro e testimoniare le etichette che via, via mi sono visto appicciare in fronte.
Perché in realtà, quello che siamo diventati bravissimi a fare, è sintetizzare fino a ridurre ai minimi termini anche la complessità delle persone e inevitabilmente delle loro idee.
Siamo una società basata sul paraculismo e questa mia opinione l’ho mai espressa e rigirata decine di volte. Viviamo in un mondo in cui la cosa migliore da fare è sapere cosa dire a chi e quando, non cosa e perché.
Mia madre quindi cercava di insegnarmi a trovare il posto più comodo nel mondo. Lo faceva e non smette di farlo anche se più per accademia che per testardaggine (e fidatevi che fiaccarla non è stata impresa da poco), in buona fede, con il reale intento di aiutarmi a stare meglio. Nella sua accezione dello stare meglio per essere più precisi.
Perché tutti noi abbiamo la convinzione intrinseca di sapere quale sia la ricetta per stare bene o quantomeno, meglio e tutte queste hanno ormai un ingrediente unico: il paraculismo.
Scusate se insisto e mi ripeto, ma il paraculismo è divenuto ormai il prezzemolo dei giorni nostri.
Altro che lo zenzero!
Chiaramente, così facendo, siamo arrivati ai livelli di individualismo e incapacità alla semplice empatia di cui poi stiamo qui un po’ tutti a lamentarci, guardando gli altri come i colpevoli di averci lasciati soli e di non averci capiti o almeno ascoltati.
E noi cosa abbiamo fatto?
C’indigniamo per la disumanità di chi non si scuote di fronte ai corpi che galleggiano nel Mar Mediterraneo, ma ci facciamo fighi per aver ricevuto a casa il pasto etnico più in voga del momento (con tanto zenzero!), grazie alle gambe di un così detto Ryder delle delivery. Magari ci sentiamo anche ecologici con le pedalate ed i polmoni di qualcun altro.
Oppure ci sentiamo dei grandi democratici solo perché andiamo in piazza a cantare canzoni popolari di cui coi nostri comportamenti disconosciamo in ogni secondo della nostra esistenza.
Siamo in un momento di declino assoluto e quello che non si vuole più vedere o cercare di isolare è la verità.
Sentivo una giornalista per radio, qualche giorno fa, che lo diceva e mi sono trovato ad annuire, perché lo trovo semplicemente eclatante.
No, non sono tutte opinioni: ci sono tante verità. Dati di fatto.
Già: manca la verità, ma soprattutto manca la capacità e la predisposizione ad accettare anche quelle che non piacciono.
Meglio un po’ di sano paraculismo e una bella tisana allo zenzero, dopo la pizza bio a Km zero, soprattutto per te che l’hai aspettata sul divano mentre guardavi i documentari ambientalisti di Di Caprio su Netflix, mentre un disgraziato sottopagato te la stava pedalando sotto l’acqua, direttamente a casa tua…

VINILE IN SPOLVERO
DRINKING IN L.A. – BRAN VAN 3000 – 12″ (AUDIOGRAM/E.M.I., 1998)
Se c’è un disco che ha preso poca polvere, fra quelli che posso vantare nella mia personale collezione, è proprio quello che andiamo ulteriormente a spolverare in questa serata del Bar Snob. La traccia scelta per l’ascolto, invece, ha ancora i solchi pressoché nuovi, perché nettamente surclassata negli utilizzi nelle decine di serate passate ed anche nel recente, dalla versione Edit di questo tormentone legato agli anni ’90. Bran Van 3000 hanno fatto cose egregie e meritano certamente di essere conosciuti ben più in là di questo brano, ma è indiscutibile il traino che ha saputo dare in ambienti trasversali alla loro nomea. Come detto abbiamo però lustrato la traccia meno battuta di una versione alternativa, per la precisione il “Fink remix”, che dalle calde e oniriche atmosfere dell’Edit, trasla le note di Drinking In L.A., su un delicato ma più freddo tappeto di jungle dalle tinte raffinate, dando vita diversa a un brano che solo a tratti è possibile ricondurre all’originale.
SCHEGGE SONEEKE
DARK & LONG – UNDERWORLD – 12″ (JUNIOR’S BOYS OWN, 1994)
Se i curatori della colonna sonora di Trainspotting non avessero scelto come traccia principale del film “Born Slippy”, in quanti di noi avrebbero avuto il desiderio, la volontà e la curiosità di arrivare alle pubblicazioni di Underworld? Questo non è certo un problema che ha riguardato Max, come sempre attentissimo alle nuove tendenze musicali, sopratutto all’elettronica in quegli anni in cui non era esattamente così semplice portarla in ambienti come quelli di Antenna Uno Rockstation. Underworld hanno fatto molto e molto meglio che quello che rimane comunque a tutt’oggi il loro manifesto, volente o nolente. Questo singolo (apertura anche dell’epocale e straordinario LP “dubnobassmyheadman”), nè è dismostrazione. Il traino cupo e l’ossessivo incedere di un’energia scura, ma pronta a brillare. Quasi una forza di gravità che tiene incollate le orecchie e la mente alle elaborazioni musicali piene di un groove unico e irresistibile. Che dire, mentre il mondo, probabilmente deve dire grazie a Trainspotting, a noi sale l’obbligo di dire grazie Max, per averci trascinato avanti ben prima di quasi tutti, in uno dei mondi meravigliosi da lui scovati, non certo per caso, quando ancora erano vergini o comunque battuti di rado.
A SUA INSAPUTA
Guardatele quelle facce che trasudano spietatezza, crudeltà nell’applicare il celeberrimo “mors tua vita mea”, con una determinazione inaudita. Sopravvivenza? No Black Fiday! Il condensato del consumismo e della sciatteria neoliberista. Come dimostrare di essere indegni. Moralismo eccessivo? Beh, può essere: se non riusciamo a darci dei limiti e non pare che la cosa ci stia assolutamente riuscendo, meglio dirsi le cose con la stessa durezza con la quale siamo disposti a essere beceri con un nostro simile, pur di strappargli di mano l’ultimo televisore scontato disponibile. Urge riflessione totale, avete ragione, non moralismo. Ma anche questa necessità non pare alle porte…Cocco ci prova con l’ironia:
Hey è passata la mezzanotte ed è già venerdì, cosa cazzo ci fai ancora qui su Fb?!? Presto affrettati, bisogna comprare, comprare, comprare! Così che si possa produrre, produrre, produrre e crescere, crescere, crescere per poi comprare ancora di più e farlo sempre in di più! Cosa aspetti?!? Te lo chiede il PIL, cazzo: il progresso è un destino manifesto, siamo votati per diritto divino alla crescita infinita e cazzo ce ne frega se il pianeta è uno spazio finito e le risorse sono limitate? Fanculo i limiti, tanto poi dopo il Black Friday ci sarà un bel Friday For Future e si va tutti in piazza a salvare il mondo. Viva i venerdì! Viva il neoliberismo! Viva il consumo illimitato! Viva l’idolatria delle merci e la mercificazione di tutto! Viva il migliore dei mondi possibili!
(Stefano “Cocco” Covili, poco dopo la mezzanotte venerdì black friday 29 XI 2019)
NON È SUCCESSO NIENTE
Mūlādhāracakra.
Ormai possiamo dirlo: questa è una nostra nuova rubrica, che ci divertiamo un mondo a fare anche quando, i nostri limiti rovinano un po’ le interpretazioni. Ironia per parlare di problemi che, seppur a tratti un po’ caricaturizzati (si dirà così, boh). Nicolò Targhetta non ha risposto al nostro messaggio in cui lo avvisavamo del fatto che stavamo leggendo i suoi testi (li trovate oltre che nel suo libro, anche sulla pagina Facebook “Non è successo niente” e come sempre vi suggeriamo di andarvi subito ad abbuffare), quindi noi prendiamo il silenzio come un assenso a divulgare i suoi testi, come questo che ci racconta quanto spesso ci faccia molto comodo essere stupidi e distratti, superficiali e ignoranti. La vita è bella ed è giusto viverla bene, ma non è ficcando la testa sotto la sabbia che cancelliamo le cose brutte: che non capitano sempre agli altri e più le si ignora, più stringono il loro cappio attorno al nostro collo.
– Che fai di bello?
– Boh, guardo un film.
– Che film?
– The Departed.
– Ah, bellissimo.
– Bello sì.
– Posso guardarlo con te?
– Certo.
– Dove sei arrivato?
– A quando Di Caprio arresta Matt Damon.
– Ah, terribile sta parte, che loro stanno scendendo dal palazzo e… perché spegni?
– Perché è finito.
– Come finito?
– È finito il film.
– Ma non è vero.
– Sì, invece.
– Ma mancano ancora venti minuti.
– Non mi risulta.
– Sentiamo, come finisce The Departed?
– Lui arresta Matt Damon che è la talpa, fa carriera e si sposa con la tipa che Matt non riesce a soddisfare sessualmente. Titoli di coda. Dropkick Murphys. I’m shipping up to Booostooon…
– No.
– Come no?
– No. Finisce che Di Caprio muore.
– Ma ti pare.
– Riverniciano un vano ascensore col suo cervello. Da quant’è che va avanti sta cosa?
– Che cosa?
– Che salti le parti dei film che ti mettono in crisi?
– Non… ahaha, non essere ridicolo. Io non salto…
– Schindler’s List
– Eh?
– Raccontami Schindler’s List.
– Ma così, su due piedi…
– Dai, sinossi, rapido.
– È la storia di un imprenditore di successo nella Germania post prima guerra mondiale.
– Dio!
– Cosa?
– La Germania post prima guerra mondiale? Sul serio?!
– Che c’è?
– Va bene. Train de vie.
– Deliziosa commedia alla Woody Allen.
– Shining.
– È la storia di lui che incontra un barista davvero, davvero simpatico.
– La Passione di Cristo.
– Ragazzo brillante diventa falegname competente.
– Seven.
– Attanagliato dai rimorsi di coscienza, Kevin Spacey si consegna. E smette di piovere.
– Million Dollar Baby.
– Lei vince il titolo pesi Welter e Clint Eastwood le fa un sorrisone.
– Il miglio verde.
– A Tom Hanks gli passa il problema all’uccello.
– Stand By Me.
– Non si perdono più di vista!
– Il bambino col pigiama a righe.
– Ho visto un pezzo della locandina, c’è bel tempo!
– Moulin Rouge.
– Cantano fino a sgolarsi!
– La La Land.
– Gara di ballo al loro matrimonio!
– Papà ho trovato un amico.
– Diventano amici! Per sempre! Porcadiquellaputtana!
– Va bene, stronzo. Bambi.
– Bambi?
– Bambi.
– Cortometraggio Disney. Deliziosi titoli di testa.
– È patetico.
– È geniale! Capisci, se stoppo un film al momento giusto evito di confrontarmi con l’insopportabile elaborazione del dolore senza privarmi del piacere di vedere queste grandi pellicole.
– No, tu ti censuri nella maniera più stupida e puritana possibile perché sei così privo di personalità e spina dorsale da non riuscire neanche a prendere in considerazione l’idea che il mondo non sia sempre quel grottesco e banale posto felice che hai nella tua testa bacata.
– E non è finita, lo applico anche agli altri contesti.
– Cioè?
– Televisione. Giornali. C’è una guerra, non ne voglio sapere niente. Un problema sociale, una disuguaglianza di genere? Chi lo sa? Guardo solo Studio Sport e il pre show di Fiorello.
– Ma se qualcuno ti chiede qualche cosa in una conversazione?
– Invento! Cambio argomento! Me ne vado! Vale anche per le conversazioni telefoniche. Ieri stavo parlando con un’amica e appena ha accennato alla chemio di sua madre, tran! Giù il telefono! Chi sei per venirmi a rovinare la giornata?
– Sei pazzo.
– Sono un figlio del mio tempo.
– Sei figlio di un sacco di cose te.
– Ascoltami, oggi come oggi la gente detesta i ricordi brutti, i pensieri infelici, le cose un po’ tristanzuole. Fortunatamente viviamo in un momento perfetto per essere un po’ stupidi o molto miopi, abbiamo la grande opportunità di selezionare le parti della vita e scegliere solo quelle che ci mettono di buon umore. E quali sono quelle che ci mettono di buon umore?
– Quelle che non ci mettono in discussione?
– Ci puoi scommettere il tuo sodo culetto! Quelle che ci mettono in discussione. Che ci costringono a fare i conti con noi stessi, con il nostro passato. E poi è tutto karma negativo.
– Cioè il finale di Train de vie è karma negativo?
– Ma sì, è tutto karma negativo che ti si piazza qua sul mūlādhāracakra.
– Sul che?
– Il primo chakra, sta qui fra l’ano e gli organi genitali.
– Ah.
– Sono cattive vibrazioni e sai cosa portano le cattive vibrazioni?
– Cosa?
– Odio e divisioni.
– Odio e divisioni.
– Sì, ci costringono aggrottare le sopracciglia e a riflettere e a confrontarci col nostro passato. E sarebbe il Black Friday e se permetti avremmo pure altre cosette da fare.
– Tu lo sai che a Schio, un paese del Veneto, un paese qui vicino, il Consiglio Comunale ha vietato la posa delle pietre d’inciampo. Pietre che non fanno niente se non ricordare i cittadini di Schio deportati e morti nei lager. Mi è venuto in mente perché hanno usato le tue stesse parole per giustificarsi. Portano odio e divisioni. Allora io ti chiedo, come fa il ricordo di un uomo, una donna o un bambino morto in un lager a portare odio e divisioni. Chi si dividerebbe mai nel decidere di ricordarli?
– …
– Be’? Non dici niente?
– Sai cosa penso?
– Cosa?
– Che potrebbe dipendere dal fatto che hanno accumulato un sacco di karma negativo e questa decisione è uscita così.
– È uscita da dove?
– Dal mūlādhāracakra.
– Quello fra l’ano e gli organi genitali?
– Quello.
SCALETTA MUSICALE
- CHANGES– DAVID BOWIE
- WORKING CLASS HERO– MARIANNE FAITHFULL
- DRINKING IN L.A. (FINK MIX) – BRAN VAN 3000 (VINILE IN SPOLVERO)
- LA CAVALCATA DELLE VALCHIRIE– RICHARD WAGNER
- PARANOID – BLACK SABBATH
- DON’T PLAY NO GAME THAT I CAN’T WIN– BEASTIE BOYS
- BE IN MY VIDEO – FRANK ZAPPA
- OUT OF CONTROL (AVALANCHES SURRENDER TO LOVE REMIX)– CHEMICAL BROTHERS
- EARLY TO BED – MORPHINE
- THE MESSAGE– NAS
- DARK & LONG – UNDERWORLD (SCHEGGE SONEEKE)
- C.R.E.A.M. – WU-TANG CLAN


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