
Tutta colpa mia! Più di un anno senza “Lei non sa che sogno io” a causa dei miei problemoni alla voce e relative cure.
Abbiamo una sede ed una consolle nuova, che ci fa anche un po’ tribolare con cavi, cavetti e spinotti, ma siamo pronti e carichissimi per registrare le nostre nuove chiacchierate coi ragazzi dell’Anffas di Sassuolo. L’onere di aprire questa nuova stagione del programma che il grande (oltre che alto), Marcello continua ad arricchire con pensate esplosive e rubriche sempre più avvincenti, spetta alla spezzanese Barbara, che ci tiene a salutare i suoi vicini Fioranesi “Magna Gat“.

Pare una ragazzina nel suo maglioncino verde. Occhi vispi, profondi e un’espressività meravigliosa. Parlare con lei è semplice anche se lei è preoccupatissima di non farsi capire. Parla lentamente e a tratti con un po’ di fatica, ma riempie le proprie parole di dolcezza, umanità e una sincerità a cui forse non siamo più abituati.
Una storia che la fa molto arrabbiare quella che l’ha portata a trovarsi i problemi con cui convive da tanti anni (circa 30). 72 giorni di rianimazione dopo un brutto incidente in motorino e un casco che non c’era, ma ora tanta voglia di andare avanti. “Avevo la mia vita in mano” dice e con amarezza si sfoga dicendo che ora “Non sa dove sbattere la testa”.

In realtà la testa la sbatte continuamente nella lettura che Barbara ci dice essere la sua grande passione. Una passione che coltiva da ben prima di iniziare a lavorare nella Biblioteca di Fiorano, dove tutt’ora impegna le sue giornate lavorative.
Un’esempio di forza, di coraggio, che si racconta a noi con semplicità e trasparenza totale.
Grazie Barbara, anche per i consigli sulle letture su cui tuffarsi.
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