Parte male, malissimo la serata. Anzi andando per gradi va detto che non doveva nemmeno partire: periodo devastante che taglierebbe le gambe ad un toro e il Socio che per motivi di lavoro non può presentarsi. La tentazione di rimanere col culo sul divano e con la testa fra le mani forte, quasi impossibile da sconfiggere. Ma, colpo di reni e per una volta quello schifo di senso di responsabilità che tanti danni mi sta procurando in un mondo in cui è la furbizia e la disonestà intellettuale a farla da padrona, mi soccorre. Schiodo il culo dal divano e apro nonostante tutto. Ma la maledizione non è finita: black out informatico che m’impedisce di consultare gli appunti. Una settimana in cui ritagliarsi tempo era già stata un’impresa, buttata via. Piano, piano però provo a risolverla e grazie al grande supporto di tanti che da casa si fanno sentire e partecipano, suggeriscono e mi supportano. Grazie a loro le cose vanno in porto si porta a casa la pellaccia anche questa volta…

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COPERTINA
Quando ho accettato di buon grado di iniziare a lavorare e condurre il Bar Snob a quattro mani con Andrea, che per inciso questa settimana e la prossima mi paccherà…bel sosi eh…comunque, dicevo, quando ho deciso di dare questa svolta gestionale ed organizzativa al programma, l’ho fatto soprattutto per un motivo: mi piace condividere, credo nelle cose fatte insieme e soprattutto che queste vengano decisamente meglio rispetto a quelle solitarie.
Chi mi ha seguito anche in passato me lo avrà già sentito dire almeno cento volte: non credo negli uomini forti al comando!
A dirla meglio potrei aggiungere che non sopporto gli uomini soli al comando. Forti o deboli essi siano (ma di solito più fanno i forti e più sono deboli…così, mica scientificamente, sia chiaro, ma solo per mia esperienza diretta), non sono la soluzione: sono ormai la devastazione.
A forza di metterci in proprio non facciamo che metterci uno contro l’altro. Magari le squadre, i gruppetti, le correnti: ormai qui è una guerra fra microbi e prima o poi quello più grosso pronto a fagocitrarti lo trovi.
OOOOOOOOOH che lo trovi!
Siamo ormai una società che ha perso il proprio senso. Siamo un ammasso, un conglomerato, ma non in soluzione, bensì in sospensione. Tutti a rivendicare la propria autonomia e a creare un nuovo scorcio di abissale solitudine.
Una società d’infami che non si dibatte in guerre fra poveri. Chi attacca lo fa spesso con stupidità, non capendo che di lì a poco quell’attacco gli si ritorcerà contro o a rimetterci sarà proprio lui.
Perché è un gioco al massacro che non prevede vincitori, solo momentanei, tronfi prevaricatori.
Sì infami è la parola giusta, perché ormai pur di mettersi davanti non ci si preoccupa più delle basilari regole che poggiano sulla dignità e quindi su rapporti concreti, onesti e sinceri.
Ah, un altro dei motivi per cui ho ceduto un po’ delle mie quote del Bar Snob ad Andrea è che mi sono accorto che a forza di dai e dai finisco poi sempre per dire le stesse cose…pensate che non me ne sia accorto.
Portate pazienza o ancor meglio argomenti dunque, che la serata e lunga e dopo le delusioni che le giornate possono incanalare, una bella bevuta e due chiacchiere al bar fra persone, uomini e donne vere, sono l’ideale!

VINILE IN SPOLVERO
Mothership Reconnection (Daft Punk Remix) – Scott Grooves (Feat. Parliament / Funkadelic) 12″ (Labels, 1999)
Sono divenuti ormai dei veri e propri miti e ci sono fan che per togliere quel casco pagherebbe cascate d’oro, ma negli anni ’90 Daft Punk non godevano certo della notorietà che li ha invece investiti nel nuovo millennio. Dopo la pubblicazione del loro fulminante esordio discografico nel 1997 (Homework), Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo fecero vale re lo proprie capacità di manipolatori in ben più di un’occasione. Una delle più riuscite è probabilmente quella a carico di un brano funk, dalle tinte ritmate, ma non certo accesissime come questa Mothership Reconnection di Scott Grooves. Dopo il passaggio sotto le grinfie del duo francese il brano diviene un’irresistibile cavalcata Tech-House. Carica di stop e ripartenze mozzafiato e di un tiro che nel corso degli anni avremo imparato a riconoscere come un autentico marchio di fabbrica di Daft Punk.
SCHEGGE SONEEKE
Because the Night / Gloria – Patti Smith 7″ (Old Gold, 1985)
Cosa si può dire di un mostro sacro come Patti Smith alle prese con uno dei suoi cavalli di battaglia più celebri? Una storia che passa dalle così dette botte di fortuna: Bruce Springsteen registra un album, ma sa che quel pezzo non troverà posto in scaletta; nello studio a fianco c’è Patti Smith e lui glielo dona. Lei lo riadatta al femminile e lo inserisce in Easter e poco dopo la canzone viene scelta come singolo anticipatore. Da quel momento diviene una delle icone del Rock e ogni volta che ci s’inciampa sopra per caso o per desiderio, nessuno di noi riesce a resistere. Si muove il piedino, si entra in una piccola estasi e si segue la melodia canticchiando o fischiettando. Poi si va avanti delle ore fino alla volta successiva, che non sai quando, ma per certo che sarà! Anche per l’eclettico Max forse maggiormente conosciuto ai più per la sua indole rivoluzionaria (almeno in ambito musicale), veniva attratto da questa icona e decideva di mettere nella propria collezione questa ristampa di qualche anno seguente la prima pubblicazione, che sul retro lasciava posto niente po-po di meno che ad un altro brano emblematico per il rock e la figura di Patti Smith: Gloria. Ora questo 7″ è assieme a tanti altri titoli nella fonoteca dedicata a Max e fidatevi, averlo per le mani è davvero emozionante: andate a provare alla prima occasione! Certo che si può!!!
A SUA INSAPUTA
I vocali di Whatsapp dividono. C’è chi non si capacita di come abbia fatto a vivere prima della loro apparizione e altri che pensano a questo strumento come alla prova schiacciante dell’esistenza di Satana. Comodi e sicuramente più espressivi dei messaggi scritti. Spontanei e soprattutto capaci di sostituire la pericolosa pratica dello scrivano alla guida, possono però risultare pesanti e invadenti. Non sempre li si può ascoltare e non sempre è gradevole ascoltarli. Insomma una pratica che ha cambiato la vita a molte persone: a qualcuno in meglio ad altri in peggio…da che parte pensate stia la mia Amica Augusta?
Ormai tutti sono perfettamente consapevoli del fatto che io non ascolti i vocali su Whatsapp. Nuove frontiere della demenza: un fornitore che mi telefona fuori orario d’ufficio e non contento mi lascia un vocale su Whatsapp. Certo, certo, vai tranquillo che rimarrà lì inascoltato da qui all’eternità.
Augusta Borelli (Facebook 22 X 2019)
SCALETTA MUSICALE
- FEEL SO SAD (7” SINGLE VERSION) – SPIRITUALIZED
- WALK ON THE WILD SIDE – JIMMY SMITH
- INSIDE OUT – SPOON
- MARS – KELIS
- MOTERSHIP RECONNECTION (DAFT PUNK REMIX) – SCOTT GROVES (VINILE IN SPOLVERO)
- COP SHADES – BUCK 65
- CHIN HIGH – ROOTS MANUVA
- NEVERLAND – MOTORPSYCHO
- WHY DOES MY HEART FEEL SO BAD? – MOBY
- SEVER – KARATE
- BECAUSE THE NIGHT – PATTY SMITH (SCHEGGE SONEEKE)
- BABY DOLL – N.E.R.D.
- SKINNY LOVE – BON IVER

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