Torna dopo circa un anno di assenza il Bar Snob nella versione tradizionale. Prima puntata della stagione IV che presenta anche una novità: un nuovo socio dietro al bancone. Andrea (che paccherà già alla seconda puntata di martedì prossimo), entra in pianta stabile e porta in dote anche una rubrica sulla tecnologia e i risvolti sugli umani. La serata va come deve andare, grazie anche ai messaggi da casa e alla presenza di Giovanni e della sua boccia di vino. Si parla di Joker, SUV, Nativi Digitali, Italo Calvino, C’era una volta in America, stregoni e ovviamente, fra il resto, anche di musica. Dal passato si salvano le rubriche dedicate ai dischi di Max (quindi a Max), il vinile in spolvero e l’immancabile perla di saggezza colta dai social con “A sua insaputa”.

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Ricominciare è sempre eccitante, ma può anche essere preoccupante.
A dirla tutta più passano gli anni e più la parte della preoccupazione si assottiglia, senza mai scomparire, sia chiaro e a dire il vero tende a portarsi meschinamente con se anche un po’ di eccitazione.
Si hanno tante cose da fare, a cui pensare e a cui dedicare il proprio tempo che questo sembra essere sempre meno.
Allora finisce che ti ritrovi a tu per tu con il nuovo inizio e PATAPUM! TI esplode in mano l’eccitazione ed anche la preoccupazione!
Tutto in un colpo!
Ieri sera, chiamatemi scemo, io ho fatto fatica a prendere sonno pensando che non avevo ancora fatto, non avevo ancora scritto, non avevo ancora scelto…poi senza nemmeno accorgermene mi sono fatto rapire dai pensieri e la preoccupazione su quello che oggi avrei dovuto per fare, ovviamente di corsa e con ansia, s’è dipanata in un lattiginoso sognicchiare ad occhi aperti, lì, nel silenzio buio della stanza. I pensieri piano, piano hanno iniziato a mischiarsi coi ricordi e con le sensazioni di questi dodici mesi volando quindi allo scorso anno e a tutto quello che da lì a qui è passato nel mezzo. A questo punto mi son ripetuto, fra me e me: preoccupazione?!?
Ma va là coglione!!! Goditela finché ce n’è che sei stato ad un passo dal dovertela mettere via per sempre!
E così, mi sono addormentato tranquillo e convinto che sì, se sono tornato è anche un po’ per fortuna e a questa non si deve sputare in faccia, ma è davvero giusto godersela.
Ma chi gode da solo, gode solo a metà e così da quest’anno mi sono tirato dietro un nuovo Socio o forse lui s’è buttato dentro, poco importa, fatto sta che da quest’anno da questa parte del bancone saremo in due a dare lezioni di sgodevolezza, giudizi e a fare gli snob senza pietà!
Andrea lo conoscete già di certo, ma se non è così, beh, ve lo presenterò dopo e comunque avremo tempo, da qui a fine stagione, di raccontarcela per benino: se non ci ammazziamo prima.
Che da queste parti le cose politically correct, patinate, lisciate, lo sapete: non vanno mica di moda; e fidatevi di me: è il suo bello!
Siamo qui apposta per tentare di essere puntigliosi, ma non per partito preso o per interpretare dei personaggi: chi ci conosce lo sa che siamo davvero così e noi per primi sappiamo anche che non è che dobbiamo vantarcene, che delle volte non va mica bene.
Forse però siamo in un momento in cui serve più che in altri. Dico forse perché poi le cose si scoprono sempre in fondo e se c’è un’altra cosa che a queste latitudini non si ama proprio è la fede e tantomeno la preveggenza. Stregoni fuori dalle scatole: qui si prova a ragionare. Non è questione di fiducia è proprio che non ci piace scaricare la responsabilità del pensare su qualcosa che vada al di fuori di noi.
Presunzione?
Beh, probabilmente un po’ sì. Questo è il Bar Snob, che questa sera riapre per la quarta stagione e con i rinforzi, mica uno di quei club a la page dove pur di ingrossare le fila si è disposti a farsi andare bene tutto.
Preparatevi all’offensiva e se avete la crosta ,seguiteci; anzi, ancor meglio: venitevi a confrontare e se necessario a scontrare con noi, direttamente qui al bancone.
La formula è sempre quella: porta e microfoni aperti a chi dimostra di meritare attenzione.
Chi lo decide?
Ovviamente noi!
Ci mancherebbe altro! Questa è la prima regola.
Se siete permalosi state alla larga, però, che qui a volte si è anche irriverenti e ci piace pure scherzare e divertirci. Che in realtà siamo seri, ma non ci piace poi prenderci troppo sul serio e le nostre sentenze sono piene di dubbi, sulle quali amiamo macinare ore e ore di discussioni, riflessioni e quindi continuare a far girare la ruota, che fermare il ragionamento è l’inizio della fine!
I Tweet li lasciamo a voi: siamo prolissi e a volte pesanti, perché con la leggerezza ormai non si da più peso a nulla e noi preferiamo starvi antipatici, che essere morbidi e accondiscendenti. Oh, qualche volta lo diventeremo per forza, sbagliamo anche noi, siamo mica dei: anche quelli da queste parti hanno poca considerazione.
C’è che noi siamo in gara contro l’appiattimento e quando si corre in pista bisogna pestare sul pedale e tagliare le curve. I ghirigori li lasciamo a quelli delle sfilate, quelli che devono farsi belli. Noi l’unico modo che conosciamo per sentirci a posto con noi stessi è andare dritto al punto. Pochi svolazzi barocchi, poco girare intorno alle cose, non siamo per niente rotondi, noi le curve le drizziamo!
Ed ora gas a tavoletta!!!

VINILE IN SPOLVERO
Unreleased & Revamped EP (EP 12 “- Columbia, 1996) – Cypress Hill
Torniamo a far girare dischi altrimenti e purtroppo languenti sugli scaffali di casa mia. Spesso ci tuffiamo negli anni ’90 e lo facciamo anche in questo caso. Dopo la sbornia per l’ondata di Brit Pop, proprio a cavallo del giro di boa a metà del già citato decennio, ricordo benissimo il mio ritorno a suoni che già un lustro prima mi avevano accalappiato. L’elettronica, la Jungle e la techno non riescono a scalzare l’amore per l’Hip-Hop, che solo fino a qualche anno prima chiamavamo Rap. Cypress Hill uno dei nomi che continuavo a seguire senza mai perdere d’occhio nemmeno le uscite “minori”. Album clamorosi e sempre più rarefatti con momenti altissimi, che spesso venivano ripresi e remixati in varie salse. “Unreleased & Revamped” raccoglie 9 tracce (non 8 come detto erroneamente in diretta) con Remix anche autorevoli come ad esempio “Boom Biddy Bye Bye” ripresa in versione davvero inconfondibile col lo stile di Fugees, uno degli ensamble decisamente più in voce nel periodo di uscita di questo disco in ambiente hip-hop e dintorni. Per l’ascolto si sceglie però la…fumosa… “Hits from the bong (T-Ray’s Mix)”. Buon viaggio!
SCHEGGE SONEEKE
Juke Box Babe (7″ – Celluloid, 1981) – Alan Vega
Quando sento questo pezzo la mente mi vola immediatamente alla figura di Max che me lo fece sentire tanti anni orsono. Ero in pista e se non ricordo male ci trovavamo nella stalla del Vecchio Libera a Marzaglia. Corsi da lui a farmi dire di che cosa si trattava e da allora iniziò la mia spasmodica ricerca di questo singolo in 45″. Purtroppo ad oggi niente di abbordabile per quello che sono disposto a spendere per un disco (e da qualche tempo ammetto anche di aver rinunciato alle ricerche), ma non manco mai di tenermi stretti i ricordi di quelle serate, l’odore di quel rock’n’roll mischiato al fumo, alla birra e al sudore dei tanti che con noi saltavano sullo sbarazzino e strafottente ritmo di questo brano uscito dalla mente dell’ex Suicide. Uno dei tanti 45 giri e dischi che potete trovare alla Fonoteca dedicata a Max all’interno dello spazio di Casa Corsini a Spezzano.
A SUA INSAPUTA
Altra rubrica che ci tengo a portarmi dietro dal passato e dal vecchio corso del Bar Snob. Non potevo che affidarmi anche in questo primo appuntamento della stagione IV al Re della stessa, ovvero Pierpaolo. Come ho fatto in diretta non aggiungo altro alle sue parole, perché altro non c’è da aggiungere: c’è solo da smettere di non sapere fare 2+2.
Le nostre istituzioni sono autorevoli se parcheggi in divieto di sosta e si girano dall’altra parte se qualcuno massacra un popolo intero. Sono pavide, false. Picchiano i “violenti” che rivendicano una vita meno pietosa davanti alle fabbriche, poi scodinzolano ai piedi delle commesse di guerra. Fermare un tir carico di merci è incivile, ma bisogna onorare gli accordi economici con un partner sanguinario. Non ci sono due pesi e due misure, la misura è sempre la stessa e la morale serve soprattutto a farsene una ragione.
(Pierpaolo Ascari, 15/X/2019 – Facebook)
SCALETTA MUSICALE
- CRASH! – PROPELLERHEADS
- LIKE SUGAR – CHAKA KHAN
- LEGALIZE IT – PETER TOSH
- BLACK MAN IN THE WHITE WORLD – MICHAEL KIWANUKA
- HITS FROM THE BONG (T-RAY’S MIX) – CYPRESS HILL (VINILE IN SPOLVERO)
- DESTROY EVERYTHING YOU TOUCH – LADYTRON
- JUKEBOX BABE – ALAN VEGA (SCHEGGE SONEEKE)
- LINE UP – ELASTICA
- DIGITAL – GOLDIE
- NON, JE NE REGRETTE RIEN – EDITH PIAF

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