C’era bisogno di un’altra opinione su quanto si sta consumando politicamente nel nostro paese? Sono fermamente convinto di no, quindi sono il primo a ritenere ciò che sto facendo, poco più che una riflessione a voce alta, uno sfogo, un modo per ricordare, che magari mi servirà meglio in futuro per non perdere il quanto fossi cinicamente affranto e demotivato in questo momento storico, nei riguardi della politica o di ciò in cui s’è trasformata.
Certo, perché penso che per quanto banale sia la mia prossima affermazione, va semplicemente ammesso che non si fa più politica ormai da tantissimo tempo. Anni, non certo mesi e ora (ma in realtà già da parecchio tempo), stiamo subendo ciò che abbiamo alimentato un po’ tutti. Beh, presuntuosamente lo devo dire e ribadire: io ho cercato di non cadere in questo tranello ed al netto di molti errori o meglio, per rimanere sulla metafora, al netto degli inciampi, sono rimasto abbastanza fedele alla mia idea originale. Se la politica diviene solo comunicazione, la devastazione è alle porte.
Il giochino ormai ha raggiunto livelli impressionanti e soprattutto disarmanti quando si entra nella sfera della coerenza e della credibilità.
Proviamo a dare un’occhiata a quanto accaduto solo nel recente; non che il passato non possa offrire esempi altrettanto validi, ma non è certo mia intenzione fare un elenco, una classifica o una gara fra chi è stato più incoerente o diciamola come va detta: più bugiardo! Cadrei nel giochino stesso della comunicazione. Un mostro tentacolare da cui è impossibile (per tutti!!!), divincolarsi. Tutti abbiamo uno o più scheletri nell’armadio, sparato una cazzata, creduto in una cazzata, sostenuto una cazzata e la gara alla purezza è persa in partenza da parte di tutti i contendenti. Il fatto che ci sia chi continua con nonchalance ad iscriversi alla competizione, quando ha la fedina lozza e bisunta, non fa la differenza: è solo una conseguenza del cortocircuito generale in cui ci siamo ficcati.
Dicevo, basta analizzare la storia recente a cui i più di noi stanno assistendo basiti, per vedere che la comunicazione sta mangiando sé stessa e solo la tolleranza ormai totale per l’incoerenza e l’accettazione del fatto che la politica è in realtà solo magheggio, intrallazzo e furbizia, permette che il gioco si ripeta, vada avanti e si rigeneri dagli scarti di sé stesso. A me pare pura follia e credo che in effetti siamo immersi in ciò che diversamente farei fatica a definire. Ma vedo anche che in tanti lo dicono, ma in pochi riescono o vogliono stare fuori da questo calderone ribollente assurdo. Molti che ammiro, stimo, dai quali spesso mi sento dire a conclusione di discussioni sul tema “sì ma però se non si fa così…”…e allora siamo da capo…

In questi giorni, dopo aver visto per l’ennesima volta il film che racconta la storia di Sacco e Vanzetti e aver riflettuto fra me e me, mi sono chiesto: cazzo, ma sono diventato anarchico? Probabilmente un po’ sì. Ma non tanto per convinzione nell’anarchia (che a dirla tutta non conosco nemmeno benissimo) o sfiducia nella democrazia (di cui continuo ad essere un fervido sostenitore…teorico), ma semplicemente per cinico pragmatismo. Come si fa a credere alla democrazia in un momento in cui, ce lo stiamo dimostrando a vicenda non ne riconosciamo più le basi? Non si può giocare con delle regole diverse o addirittura su campi da gioco differenti. Invece è ciò che sta capitando e che ci sta portando nel baratro. Non si tratta più di democrazia malata, ma puramente di democrazia sfruttata e ingabbiata e avvolta da una coltre di antidemocraticità, tendente al fascismo. Anche coloro che credono di guadagnarci, quelli che si sentono più furbi e scaltri, più in gamba nel gioco della comunicazione, non stanno facendo altro che alimentare un gioco che prima o poi li fagociterà e non si accontenterà di eliminarli dal gioco: la violenza ha raggiunto livelli tali che ora si vuole la distruzione totale del competitor. Non c’è più rispetto minimo per le opposizioni (da qualunque parti le si guardi), solo il desiderio di massacrare e di impuntarsi sulle proprie ragioni. Regolarmente smentite qualche ora, giorno, mese dopo…ma sempre per colpa di qualcuno e di qualcosa. E chi più puro ha voluto vendersi, da più in alto sta cadendo, fracassandosi probabilmente più degli altri. Giustamente: se te ne approfitti ed hai la faccia come il culo o la presunzione di sentirti il dio dei puri, è ciò che ti meriti.
Storie di oggi abbiamo accennato per un paio di volte: quanti di voi stanno facendo girare anche sui social meme che raccolgono il ridicolo comportamento dei protagonisti principali della politica odierna? Il gioco della comunicazione li invita a spararle grosse, a sputarsi in faccia, a dileggiarsi, a giurarsi odio eterno; poi la politica li fa mettere assieme. Non bastava semplicemente suonarsele con rispetto sulle differenze oggettive che è sano, naturale e coerente, diverse formazioni politiche devono avere? No! Si doveva asfaltare l’avversario, anzi, il nemico. Così alimentare il gioco al massacro di cui, statene certi, tutti prima o poi pagheranno le conseguenze. Così, a causa della costante ricerca del colpo ad effetto, della disonestà intellettuale con cui il PD diventa il Partito di Bibbiano, il M5S il partito di quelli che non han mai lavorato e così via, siamo arrivati ad un livello di incoerenza e di ridicolo che sta facendo veramente girare la testa anche ai più appassionati sostenitori di questa o quella fazione. Qui ormai non basta essere partigiani, stolti tifosi o ciechi innamorati: qui bisogna trasformarsi in fedeli.
Oppure come nel mio caso, ahimè, le persone che con la fede hanno un pessimo rapporto, per non dire un’incompatibilità di fondo, che preferiscono non raccontarsela e possibilmente non farsela raccontare (al netto della propria ingenuità…), che si sono stancati di scegliere il meno peggio, beh: non resta che farsi una sana e (speriamo), ricostituente fase di anarchia. Sperando di poter tornare a partecipare alla democrazia che, per fortuna e nonostante me, continua a governare per quanto a fatica e totalmente incompresa. Se avete dubbi sul fatto che sia totalmente fuori dai radar culturali odierni il concetto di democrazia,, basta ascoltate gli strafalcioni (voluti), del nostro (deograzia), ex ministro dell’Interno per capire che si gioca con le regole stravolgendole, sapendo di poter contare su una totale ignoranza e soprattutto su una clamorosa emergenza democratica nel “popolo” prima ancora che nella classe politica. Ieri io mi son preso la mezzoretta per guardare il video con cui, con una faccia strafottente, arrogante e vigliaccamente carica d’astio, sobillava minacce alla democrazia, richiamandosi alla stessa: lui lo sa come funziona, ma conosce benissimo anche la comunicazione e la usa senza il minimo senso di responsabilità. Ma non è di lui che intendo parlare, quanto, se lo avete capito, della necessità da parte di chi sta dall’altra parte di ricominciare a fare politica e a giocare meno con la comunicazione, che se anziché essere un mezzo, uno strumento diviene il fine, ben che vada fa diventare tutti proprio come quelli ai quali ci si vorrebbe contrapporre.
E quelli come me, a sorpresa, ma per forza e un po’ anche incoerentemente, soprattutto ingenuamente: anarchici.

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