Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Gabian

Gabian

Gh’é i cènò, sia quī cêc che quī grand

Chi sbraien sbalutē dal mēr so e žò

Un gabian pió in là loma’l mànd

Cûlē da cavaloun chi tiren sò

Sporch ed timpesta, al gira in tànd

Ann’ha caghē nisun, scranē beato, lò

Al s’arpounsa e l’acqua al tos per man

Pēr direm: “di mó, chi é al Gabian?”

Gabbiano

Ci sono i bambini, sui quelli piccoli che i grandi

Che gridano sballottati dal mare su e giù

Un gabbiano poco più in là osserva il mondo

Cullato dai cavalloni che tirano sù

Sporco di tempesta, gira in tondo

Non considera nessuno, spaparanzato beato, lui

Si riposa e l’acqua lo prende per mano

Sembra dirmi: “dimmi un po’, chi é quello fuori posto?”

(Grazie a Gianni per la consulenza geminiana)



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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