Natasha Lyonne (che in molti conoscono per la partecipazione alla celebre serie “The Orange is the new black“), tira fuori dal cilindro un’idea che poggia le basi su qualcosa di già pensato e quindi già visto (“Groundhog Day” o se preferite “Ricomincio da capo” su tutti), ma se avrete la pazienza di andare oltre le apparenze, potreste trovare veramente parecchio su cui riflettere e da cui trarre spunti.
L’esplosiva, sexy e irriverente Nadia è nel bagno dell’amica Maxine, si lava la faccia e fuori qualcuno bussa violentemente affinché lei liberi il bagno. La porta si spalanca sull’ossessiva pianolina che introduce “Gotta Get Up” di Harry Nilsson e la festa di compleanno della stessa Nadia, che, poco dopo, con cinico e volubile piglio scappa dalla sua festa per vivere una nuova avventura di sesso e…ma la prima volta non fa attenzione alla macchina…
L’esplosiva, sexy e irriverente Nadia è nel bagno dell’amica Maxine, si lava la faccia e fuori qualcuno bussa violentemente affinché lei liberi il bagno. La porta si spalanca sull’ossessiva pianolina che introduce “Gotta Get Up” di Harry Nilsson e la festa di compleanno della stessa Nadia…non non ho sbagliato il copia/incolla. Nadia dopo essere morta nell’investimento di cui è vittima ricomincia da lì. Poi saranno le scale, un tombino, il gas, l’ascensore…Nadia muore continuamente e ricomincia sempre da lì.
In questo suo ripercorrere la stessa serata, nel migliore dei casi fino alla mattina seguente, Nadia è quasi costretta a parlare e approfondire con le persone che fino a quel momento erano si e no comparse della sua squinternata vita, dove l’unica cosa che conta è stare bene, bere drogarsi, scopare e soprattutto non avere rotture di scatole, in maniera particolare evitando di dare troppo peso alle altre persone. In realtà vuole bene alle persone che condividono con lei questi momenti e alle sue amiche, ma non si sofferma eccessivamente su di loro, limitandosi a prendere ciò che di buono possono fare per lei…fino a ché vede la frutta marcire: mentre il suo tempo non passa mai, pare proprio che le cose vadano avanti anche senza di lei, o meglio le cose l’abbandonano e così fanno anche le persone che piano, piano svaniscono.

Mentre l’ascensore inizia a precipitare e il panico dilaga fra chi lo occupa Nadia si rivolge ad Alan dicendogli “Hai sentito la notizia? Stiamo per morire…” al suo tono sarcastico fa eco quello sconsolato del ragazzone dagli occhi impomatati di malinconia, che risponde semplicemente “non m’importa, tanto io muoio di continuo”.
Zac!!! Colpo di scena, altro bagno e Nadia non è più sola. Vorrebbe forse esserlo, anzi prova in tutti i modi a rimanere ancorata alla sua filosofia di vita: niente rompi palle in mezzo ai piedi! Alan è un grandissimo rompi palle. Peso come un giarone (Trad.: Sasso), si direbbe dalle mie parti Ma la soluzione per entrambi passa proprio da lì: dall’accettarsi come importanti uno per ml’altra e viceversa. Passa dal non usarsi, ma dall’aiutarsi, anche se questo comporta sopportarsi. Volersi bene? Sì, anche volersi bene e smetterla d’impedirselo.
L’unica cosa che può fermare la morte è dare peso a chi vive con noi, bella o brutta che sia la vita e non per il periodo finito (breve o lungo che sia), in cui ci fa comodo, ma tenendo stretto il bello, sopportando il brutto che ognuno possiede. L’avrà capita l’antifona la volubile Nadia? A quale livello di Matrioska siamo arrivati con le prime puntate di questa appassionante serie, che parte molto vicina alla commedia, per spostarsi a tratti sul triller/horror e sfociando nell’analisi sociale? La domanda si perde nel caos di uno strano carnevale, in cui il gioco d’incastri delle bamboline paiono ricomporsi, ma cosa avranno liberato nell’aprirsi?

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