Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


Tāca a fiuchēr

Tāca a fiuchēr 

 

Via Menotti l’è ‘na fiumana fèsà ed ginta

‘riva alegher parfòm ed dōls e gnōc frètt

S’ìnfrôcia žò da Piāsa Cèca, vistida in tinta:

lüs tàndri caschen so pordegh e banchètt.

Vagabànd acsè, fràd, ma seinsa fēr gninta

Gir sôl pr’an stēr da mè, ma sèto am mèt

In t’un cantoun a guarder la leinta spinta

Di prèm fiōc chi ‘riven pian da sovra dai tètt.

Gôcia un rig cheld in tl’a berba, fag finta

sia un bos.ch, ; m‘an pos fēr ēter: aspēt,

damand cèno, inciuldè al contralüs sul mūr ‘d cinta

c’al môt caschēr ag faga surpresa e mia dispēt.

 

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Inizia a nevicare

 

Via Menotti è una fiumana fitta di persone

Arriva allegro profumo di dolci e gnocco fritto

S’infila arrivando da Piazza Piccola, vestita in tinta:

luci tenere cadono su portici e bancarelle.

Vagabondo così, freddo, ma senza far nulla

Giro solo per non star solo, ma zitto mi metto

In un angolo a guardare la lenta lena

Dei primi fiocchi che arrivano piano da sopra i tetti.

Cola un rigo caldo fra la barba, faccio finta

Sia un granello di polvere; ma non posso far altro: aspetto

Come bambini, inchiodati al controluce sul muro di cinta

che il muto cadere faccia loro sorpresa e non dispetto



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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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