Bar Snob

Più che altro per non dimenticar(Si)


A San Lorenzo si scioglie la neve – Stefano Boni (0111 Edizioni)

Avete mai ascoltato dal vivo il Maggio? Io no e mi pare ormai da anni una pecca incredibile: quasi un’onta visto il mio amore e il mio legame con le terre di origine di questa tradizione. Non sapete cosa sia il Maggio? Motivo in più per avventurarsi nelle pagine dell’avvincente romanzo di Stefano Boni e grazie a lui entrare in un mondo che ha i suoi ritmi, le proprie idiosincrasie verso ciò che noi piansani amiamo pensare come “modernità”, ma che in realtà sono semplicemente abitudini differenti.

Il libro non è ambientato ai giorni nostri, ma lo si rammenta solo di tanto, in tanto, perché a parte la necessità di tragitti in groppa a muli e poco altro, chi conosce la montagna e i luoghi qui descritti, non può che ritrovarsi nel presente. Non è cambiato molto, bello o brutto che sia e per lunghi tratti non potevo fare a meno di sentirmi nel mezzo della storia. Ma io, come in tanti ormai sanno, condivido con l’autore un amore spassionato per la Val d’Asta e per ciò che si trova all’ombra del Monte Cusna. In ogni caso il tempo in questo romanzo è qualcosa con cui giocare. Un po’ come si fa nel Maggio, da ciò che mi hanno detto.

san lorenzo

Epici racconti, che affondano nella memoria antica, che però emerge come talmente simile al passato (che è il presente del libro) e l’attuale in cui questo è stato scritto, da annullare il senso stesso del tempo in un vortice che ha come fulcro l’essere umano. Questo mischiare è il piccolo colpo di genio che rende un racconto altrimenti abbastanza prevedibile, in un viaggio intenso nell’intimo dei sentimenti e della natura, dove non conta più che anno sia, ma solo il rapporto fra le persone e la vita.

Durezza e dolcezza che si scontrano costantemente, come pare di poter leggere che avvenga nel cuore dei protagonisti, spinti all’amore, ma inchiodati alla sopravvivenza, dove campare non è scontato, ma quanto meno estremamente più complicato che non nella Città. Bastano un paio di ore di Autobus all’apparentemente delicata e fragile Matilde per trovarsi catapultata in un mondo che la mette a dura prova, la investe come il ghiaccio e il freddo dell’inverno, per poi però riscaldarla nel profondo, come solo le stelle cadenti viste da un pascolo in altura, la notte di San Lorenzo riescono a fare: se non avete mai provato, anche questo è qualcosa che potreste mettere in conto di sperimentare.

Di certo per entrare in una favola magica e carica della potenza delle nostre montagne, dove ci si ferma a guardare le foglie, pronti a meravigliarsene; incantarsi di fronte ad un torrente in piena o ascoltare la neve che cade e dove è di casa il Maggio, che solo lì trova il suo senso.

 

 

 



Lascia un commento

Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

Newsletter

Scopri di più da Bar Snob

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere