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Più che altro per non dimenticar(Si)


Lei non sa che sogno io – Puntata 8 – Pietro

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Lo so, ci arrivo un po’ lungo, ma son state settimane un po’ sotto sopra e non son proprio riuscito a trovare tempo e concentrazione per il solito piccolo racconto sulle puntate di “Lei non sa che sogno Io”: meglio tardi che mai, come si suol dire in questi casi.

Sarebbe infatti stato un peccato non raccontare del luminoso incontro con Pietro, per la puntata che fra l’altro chiude questo primo ciclo del progetto partorito dalla mente di Marcello e nel quale sono davvero orgoglioso di essermi imbarcato al volo. Emozioni e spesso, come in questo caso, anche una bella dose di cose imparate dai nostri “ospiti”.

Se da qualcuno si può imparare la forza, da altri la vitalità, da Pietro, oltre a queste immancabili costanti nei ragazzi incontrati, possiamo aggiungere la cultura sulla musica Trap. Questa volta la puntata si è infatti consumato su uno scontro/incontro generazionale, che hanno visto scornarsi a suon di musica vecchi e nuovi protagonisti della scena Rap/Hip Hop.

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Pietro ha gli occhi dolcissimi e un modo di fare timido, ma risoluto. Ci mette poco ad ingranare e appena ne ha occasione dispensa insegnamenti a profusione su questo genere musicale, un po’ ostracizzato da noi vecchietti, che preferiscono Beastie Boys a Sfera Ebbasta.

Ci racconta del suo rapporto con gli amici e coi social. Ci racconta di una generazione che non è la nostra e che ormai viaggia su binari sopraelevati. Ci insegna a capire certe cose e ci spinge a non giudicare per partito preso, della serie “si stava meglio quando si stava peggio”.

Noi proviamo a resistere e insistiamo con la musica dei nostri tempi, ma la spontaneità e la passione di Pietro ci conquistano. Ci fa anche un po’ male sentire dei problemi che ci possono essere fra ragazzi: la spietatezza c’è sempre stata, ma in un mondo accelerato gli impatti rischiano di essere veri e propri schianti! Ma Pietro ci racconta anche della solidarietà e dell’empatia, che per fortuna non sono ancora andate in pensione definitivamente, come qualche volta si è portati a pensare. Apritevi al mondo dei ragazzi: c’è solo da guadagnarci…però, poi, ascoltate i Beastie Boys, che son meglio 😉

Grazie Pietro, per tutto ciò che mi hai insegnato ed anche per aver provato ad ascoltare la nostra musica da rimastoni.

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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