
Non ce ne vogliano Andrea e Gianluca, ma devo dire che per ora le ragazze comparse davanti ai microfoni di “Lei non sa che sogno Io” hanno dimostrato di avere una marcia in più.
Sara arriva e si piazza con la sua carrozzina fra me e Marcello e si sente fin da subito che sarà una puntata piena di verve, energia e di interessanti spunti. Incontenibile inizia a raccontarci dell’Università e se posso muovere un appunto è solo sulla scelta musicale: vedere però Sara cantare a squarciagola il pezzo di Virginio (non lo so chi è e mi basta la proposta di Sara), cancella le divergenze di gusto e fa aprire il cuore.

L’amore e il romanticismo paiono essere il filo conduttore dell’intero appuntamento, ed io ci rimedio anche un invito a cena. Sara però è un fiume in piena, di vita soprattutto. Starla a sentire è un autentico piacere e non posso che invitarvi a farvi travolgere dalla sua simpatia e dalla sua curiosità, riprendendo l’intero podcast.
Non mancano ovviamente i momenti dedicati alla poesia (con Emilio Rentocchini) e alle curiosità Sassolesi con Federico Ferrari che ci porta di nuovo nel mondo del cinema, ripercorrendo la moria di quelli sassolesi, che purtroppo ha portato all’estinzione totale delle sale nella nostra città…e da qui un collegamento cinematografico ci porta a parlare di social network, per tornare a parlare di cinema con un curioso esperimento del passato.

Sara continua ad incantarci anche quando muove giuste critiche allo stato dei marciapiedi sassolesi: speriamo che qualcuno che conta ascolti anche il suo appello a rendere la città più viva (come lei): semplicemente più feste!
La cover della puntata è ad opera di Giorgio Alfano che va a riprendere in maniera graffiante niente popo di meno che il “Boss” Bruce Springsteen.
Sara ci parla anche di cosa la rende triste: morte e solitudine e lancia un bacione alla Nonna Laura scomparsa da poco. La compagnia per lei è fondamentale e lo si vede e si sente bene.
Messaggi che ci arrivano a confermarci che le interviste colpiscono nel segno e c’è chi si mette in fila per essere protagonista di Lei non sa che sogno Io. Grande soddisfazione per me e Marcello quello di ricevere sostegno da amici e famiglie, ma soprattutto per me quello di aver conosciuto Sara: un’ora che vola via meravigliosamente grazie a lei e che si conclude fra la consueta raffica di Marcello e le emozioni che la nostra ospite fa arrivare in un crescendo esplosivo.
Il finale ci porta a fare una pernacchia corale ai pregiudizi che Sara smentisce con il suo semplice esserci, che mi emoziona con un altro invito da pelle d’oca. Spontraneità, esuberanza, intelligenza, allegria e voglia di vita. Grazie Sara…grazie davvero!!!
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