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Lei non sa che sogno Io – Puntata 1 – Beatrice

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Sono passati diversi mesi da quando Marcello, con un messaggio, mi chiedeva collaborazione per questo suo progetto, nato per conoscere meglio i Ragazzi che frequentano abitualmente l’Onlus Anffas di Sassuolo, dove lo stesso lavora come educatore.

Gli risposti che non sapevo nemmeno da dove si doveva iniziare e che non era escluso che la situazione che mi sarei trovato di fronte mi avrebbe spaventato e mi avrebbe fatto sentire inadeguato e impreparato, ma che le cose nuove mi piacciono: almeno provarci mi pareva d’obbligo.

29354888_300450863820366_2819483159321900624_o.jpgAbbiamo poi passato mesi a rincorrerci, mentre zigzagavamo entrambi fra i rispettivi e copiosi impegni. Senza nemmeno rendercene conto, ci siamo trovati immersi nell’operatività e a rincorrere cavetti, microfoni, mixer. Ai dubbi, alle perplessità, alle paure avevamo di fatto risposto senza bisogno di dircelo, prendendo il toro per le corna e gettandoci sulla via della realizzazione: questo programma s’ha da fare! Speravamo di essere pronti prima del Natale scorso, ma così non è stato. Finalmente, anche se con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia ideale, siamo arrivati al dunque, o meglio: siamo arrivati ai blocchi di partenza, perché qui inizia la vera avventura.

Le serate a casa di Marcello a simulare (con l’aiuto di Manuela) e a confrontare le aspettative, le idee su come si poteva fare, sono e rimarranno un bel ricordo, ma ora è venuto il momento di confrontarci con la realizzazione di tutto questo. Non sono certo i cavetti e/o il mixer a mettere agitazione, apprensione e anche un po’ di paura. Ok, non siamo in uno studio radiofonico, ma ce la mettiamo proprio tutta per rendere il tutto più vicino possibile a quello e non siamo in diretta, perché la registrazione andrà sui canali dedicati su Internet, ma la domanda non smette di assillarmi: come reagirò al mio primo programma radio con Ragazzi disabili?

TMWX0362.JPGPoi arriva Bea (che doveva essere la protagonista della seconda puntata e invece diventa quella della primissima, ma questa è una lunga storia e non vale nemmeno la pena raccontarla ora, magari la prossima volta), vede tutti i marchingegni che abbiamo montato nel tavolone della stanza dedicata ai laboratori della sede sassolese dell’Anffas e tira un “Wow!” che mi fa sciogliere gran parte della tensione. Di cosa avevo paura non lo ricordo già più dopo pochissimi minuti che son lì, dietro al mixer a spistolare come sempre, mentre Marcello torchia Bea con le domande, con le quali si cerca di entrare nei suoi sogni e anche nelle sue paure, nei suoi gusti e nei suoi perché. Bea è bravissima e pare divertirsi un mondo. Io mi diverto due o tre mondi! Chi vede le foto pubblicate sui social e qui riprese, mi dice che un sorriso così non è da me. E per chi non mi conosce, vi assicuro, volevano dire che dev’essere successo qualcosa di veramente bello, per suscitarmi questa reazione.

Già: Marcello, Bea e “Lei non sa che sogno Io”, mi hanno reso molto felice! Ma siamo solo all’inizio e non posso che essere particolarmente curioso per ciò che mi riserverà in futuro questa esperienza, nuova e stimolante.

Intanto, se viva, potete ascoltare il Podcast di questa prima assoluta di “Lei non sa che sogno Io” e seguire il progetto sui vari social!

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Un diario per fissare momenti e memorie altrimenti perse, dunque, che resta online e sfugge alla sfera privata solo per soddisfare quel poco di vanità che mi tiene lontano dal definitivo annullarmi: in pratica in vita.

Non troverete segreti, perché quei pochi che ho non li racconto e non li ammetto nemmeno a me stesso.

Antonio “Zanna” Zanoli

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